Marilyn Pera, 39 anni, mamma. Uccisa a coltellate dal convivente
Vigevano (Pavia), 10 Agosto 2021
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Ancora un femminicidio: la uccide a coltellate e poi “veglia” il cadavere per 24 ore (Milano Today – 12 agosto 2021)
Interrogato in carcere il 59enne di Mede che ha accoltellato la compagna a Vigevano e il giorno dopo si è costituito
Dopo averla uccisa, ha “vegliato” il cadavere per quasi un giorno. Dramma a Vigevano (Pavia) dove un uomo, Marco De Frenza, 59 anni, è accusato di aver ucciso a coltellate la donna con cui conviveva da appena un paio di settimane. Dopo circa 24 ore dall’accaduto, si è recato dalle forze dell’ordine a costituirsi. La vittima del femminicidio è Marylin Pera, 39 anni. L’aggressore è stato posto in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario, dopo il primo interrogatorio da parte degli inquirenti. Marco De Frenza, anagraficamente residente a Mede (Pavia), risulta avere molti precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.
La vittima, Marylin Pera, casalinga, era madre di un figlio avuto da un’altra unione. Il delitto, sul quale al momento si sono appresi pochi particolari, sarebbe stato commesso nel bagno dell’abitazione della donna, in corso Novara 4 a Vigevano martedì 10 agosto, intorno all’ora di pranzo.
Vigevano, uccide la compagna e si costituisce dopo oltre 24 ore (SkyTg24 – 12 agosto 2021)
Il delitto, sul quale al momento si sono appresi pochi particolari, sarebbe stato commesso nel bagno dell’abitazione della donna, in corso Novara 4, il 10 agosto
Ha ucciso, tagliandole la gola con un coltello da cucina, la donna con cui conviveva da appena un paio di settimane e poi ne ha tenuto in casa il cadavere per più di 24 ore, finché alle 17 di ieri non si è costituito. L’episodio è accaduto a Vigevano, nel Pavese La vittima è Marylin Pera, 39 anni. L’uomo, Marco De F renza, 59 anni, è stato posto in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Si trova ora nel carcere di Pavia, in attesa dell’interrogatorio di convalida del gip. Di fronte agli inquirenti, De Frenza, che risulta avere molti precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, è apparso tranquillo: ha ammesso quel che aveva fatto senza trovare scuse, precisando solo di essere stato sotto l’effetto degli alcolici. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di un litigio causato dal fatto che la donna, con cui aveva intrapreso una relazione da due settimane appena, voleva andarsene per tornare dall’ex marito, dal quale era separata, per il timore di perdere l’affidamento del figlio ancora piccolo, in questi giorni con il padre, e di non poterlo più vedere.
Per un breve periodo il figlio di De Frenza, partito per le vacanze, aveva messo a loro disposizione il suo appartamento al primo piano di un piccolo caseggiato in corso Novara 4, nel centro di Vigevano. Si erano trasferiti lì da pochi giorni e avrebbero dovuto andarsene alla fine della settimana. Secondo il racconto di De Frenza ai poliziotti, l’omicidio è avvenuto all’ora di pranzo di martedì. La discussione non dev’essere stata molto animata perché i vicini hanno riferito di non aver sentito nulla e di non conoscere l’uomo e la donna che solo da pochi giorni vivevano in quell’appartamento. L’uomo è rimasto in casa fino alle 17.30 di ieri, quando si è presentato alla casa di reclusione di Vigevano. Al corpo di guardia ha detto di aver commesso un omicidio: subito è stato informato il 112 e sul posto è arrivata una volante del commissariato cittadino, che l’ha preso in consegna. A tarda ora, dopo aver raccolto il suo racconto, gli agenti l’hanno condotto in carcere a Pavia. A seguire il caso è il sostituto procuratore di turno, Alberto Palermo.
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Interrogato in carcere il 59enne di Mede che ha accoltellato la compagna a Vigevano e il giorno dopo si è costituito
«Ci eravamo appena messi insieme e voleva già ritornare a Mede dal marito. Non potevo perderla e l’ho ammazzata». Parole di Marco De Frenza, il 59enne in carcere con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso a coltellate la compagna Marylin Pera di 39 anni. Un femminicidio avvenuto martedì a mezzogiorno nel piccolo appartamento del figlio di lui, in corso Novara 4, a Vigevano. Marco De Frenza, di fronte agli investigatori del commissariato di Vigevano, ai colleghi della squadra mobile di Pavia e al sostituto procuratore Carlo Palermo, ha raccontato i giorni precedenti l’omicidio.
Un racconto pacato, senza incertezze. Le parole di un uomo che non avrebbe mostrato rimorso. Era presente anche l’avvocato d’ufficio Valentina Zecchini Vaghi. Ora sono previsti l’udienza di convalida e il conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’autopsia. Il riconoscimento sarà effettuato dal marito Fiorenzo Preveato.
La tragica storia d’amore tra Marco De Frenza e Marylin Pera era iniziata circa tre settimane fa, anche se i due si conoscevano da circa quindici anni. Lui, tre mesi fa, aveva finito di scontare una condanna a sette anni per un cumulo di pene per reati contro il patrimonio (furti e scippi in modo particolare). Aveva trascorso sei anni in un carcere milanese mentre negli ultimi mesi era stato affidato a un’associazione di recupero di Milano. Scontata la condanna, Marco De Frenza era ritornato lo scorso mese di maggio a Mede, dove aveva cercato di rifarsi una vita. E in un bar del centro paese aveva rivisto Marylin Pera, una vecchia amica. Tra loro non c’era mai stato nulla di sentimentale. Erano stati solo buoni amici. Ma un mese fa il rapporto è cambiato.
Marylin ha iniziato a confidarsi con quell’uomo che le dava sicurezza ed era molto dolce con lei. Confidenze sempre più intime soprattutto sul rapporto con il marito Fiorenzo Preveato. «Mi picchia, mi assilla. Non ce la faccio più», diceva con le lacrime che le coprivano gli occhi tristi. Marco De Frenza aveva trovato un lavoro saltuario come lavapiatti in un ristorante del paese, e per qualche giorno aveva lavorato con lui anche Marylin. Circa tre settimane fa lei gli avrebbe chiesto di «scappare insieme». «Va bene, ma non possiamo restare a Mede – è stata la risposta di De Frenza, – tuo marito ti verrà a cercare. Meglio andare lontano». I due, con pochi soldi in tasca, sono saliti sul primo treno in partenza per Pavia e sono fuggiti alla ricerca di una nuova vita. Nessuno dei due aveva la patente e gli spostamenti sono avvenuti con mezzi pubblici.
«Siamo andati a Milano e in altri paesi dell’hinterland – ha raccontato De Frenza, – dove alcuni amici ci hanno ospitati per qualche giorno. Ma non potevamo restare da loro per sempre». Così i due amanti squattrinati sono stati costretti a trascorrere alcune notti all’aperto a Milano, vicino a piazza Castello. Ma domenica scorsa sono arrivati a Vigevano: Marco De Frenza aveva chiesto al figlio se lo poteva ospitare nell’appartamento di ringhiera di corso Novara. «Vado dalla mia fidanzata – era stata la risposta del figlio, – puoi restare ma solo per pochi giorni. Poi ve ne dovete andare». Marco e Marylin hanno accettato quella sistemazione provvisoria: non avevano alternative. La convivenza è durata poco più di due giorni. Lui beveva e dormiva. Quando non era a letto, aveva la bottiglia in mano. La donna si è pentita e martedì a mezzogiorno si è sfogata: «Mi spiace Marco, ma torno a casa. Ho paura di perdere mio figlio».
«Ero ubriaco. Ho impugnato il coltello da cucina – ha raccontato ieri De Frenza – e l’ho colpita al cuore con violenza. Forse due volte. Poi di nuovo alla gola, non so quante volte. È stramazzata a terra. Non volevo perderla subito». Marco De Frenza si è sdraiato sul divano, sempre con la bottiglia di alcolici in mano. Poi è uscito a comperare le sigarette. Ha trascorso la notte in casa con il cadavere della compagna. Mercoledì mattina l’assassino è uscito e ha camminato senza meta pensando di costituirsi. È arrivato davanti al carcere dei Piccolini e da lì ha chiamato il commissariato. «Venite – ha detto, – ho ucciso una donna». E gli agenti sono passati a prenderlo e lo hanno accompagnato in corso Novara. (di Adriano Gatti)
Il dolore del marito ai funerali di Marilyn: «Sei la donna della mia vita, ti amerò per sempre» (la Provincia Pavese – 18 agosto 2021)
A Crescentino l’addio alla 39enne di Mede uccisa da Marco De Frenza. Gli amici: «Non perdoneremo mai l’assassino»
«Marilyn ti amerò per sempre, sei la donna della mia vita. Per me eri tutto insieme a nostro figlio». Il medese Fiorenzo Preveato è un uomo distrutto. Parla alla fine del funerale di sua moglie Marilyn Pera, morta ammazzata a 39 anni per mano delle coltellate inferte da Marco De Frenza, 59 anni ora agli arresti in carcere con l’infamante accusa di omicidio volontario. Fiorenzo parla dal pulpito, trattiene a stento l’emozione e il dolore. «Non ti dimenticherò mai Marilyn: insieme realizzavamo i nostri sogni. Ma ora non ci sei più» dice il marito.
Erano in un centinaio martedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta di Crescentino a dare l’ultimo saluto a Marilyn. Crescentino, cittadina sulle rive del Po all’estremo lembo del Vercellese verso Torino, era il porto sicuro di Marilyn. Qui era cresciuta, qui vivono ancora la mamma Maria, il padre Dario, il fratello Giuseppe e la sorella Aurora. La bara è arrivato a bordo di un carro funebre, accompagnata delle note di “A te” di Lorenzo Jovanotti. Ad officiare la messa sono stati il parroco di Crescentino, don Edward Swiatkowski, e il vice parroco di Mede don Chirstian Baini.
«Marilyn aveva sempre una buona parola, sempre un sorriso – ha ricordato il sacerdote di Mede -. L’ho vista l’ultima volta proprio poche settimane fa, veniva a prendere il suo bambino al centro estivo. Nonostante le difficoltà della vita era una persona buona, sempre pronta ad aiutare». Poi l’omelia, sempre di don Luca, dopo un passo del Vangelo inerente la morte di Gesù. «Anche in questo caso è finito in croce un innocente, ci chiediamo perché Dio nella sua onnipotenza non ha impedito quello che è accaduto – ha sottolineato il prete lomellino -. Dare una risposta è difficile, però dobbiamo guardare il crocifisso e aggrapparci al Signore in questo momento di dolore».
Fuori dalla chiesa poi il momento più duro. Il sole splende nel cielo, ma nei volti della gente si vede il buio più profondo. I fratelli e i genitori di Marilyn si appoggiano alla bara. Piangono, si abbracciano. Dai lati del sagrato parte un lungo applauso. Sono ragazzi e ragazze nati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Erano bambini quando sono cresciuti con Marilyn a Crescentino, si sono ritrovati ieri adulti a piangere l’amica di sempre.
L’ultimo ad uscire dalla chiesa è il marito, Fiorenzo Preveato, con cui Marilyn era sposata dal 2002. La coppia nel 2011 aveva avuto un figlio. Tra i due c’era stato qualche dissidio negli ultimi giorni, prima dell’uccisione di Marilyn. Lei se n’era andata di casa. Ma stava per tornare. La sua vita però è finita martedì scorso, colpita dai fendenti di De Frenza. Fiorenzo, maglia nera e sguardo perso nel dolore, si china sulla bara. La stringe, come ad abbracciare per l’ultima volta sua moglie. È l’ultimo saluto.
Intanto Crescentino si interroga. In chiesa nessun riferimento all’assassino reo confesso Marco De Frenza. Però nei bar del corso tipicamente piemontese con portici e piazzette di Crescentino non si parla d’altro. «Poteva anche aver avuto qualche problema con Fiorenzo, suo marito – ricordano alcuni amici d’infanzia al tavolino di un bar -. Può succedere nella vita di una coppia. Loro erano affiatati, loro figlio era tutto. Chissà se in quei giorni in cui è voluta stare fuori casa, se fosse tornata qui: ha una famiglia ed anche unita. Non le sarebbe successo niente».
In chiesa è stato invocata la “cristiana comprensione”, fuori corrono altri pensieri. «Quell’uomo deve stare in carcere a vita, ha commesso il peggiore dei crimini: uccidere una donna indifesa – ricordano gli amici della 39enne -. Ci ha portato via la nostra Marilyn, non lo perdoneremo mai». (di Sandro Barberis)



