Gaetano De Carlo, 54 anni, carrozziere, padre separato. Denunciato oltre 7 volte da almeno 4 ex, era sotto inchiesta per stalking quando ne uccide 2, raggiungendole nelle loro abitazioni dove le fredda a colpi di arma da fuoco.Le altre si sono salvate, forse non perchè erano sotto protezione ma perchè Gaetano si suicida prima di trovarle.
Riva di Chieri (Torino), 30 Giugno 2010
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Uccide due donne nello stesso modo. Denunciato sette volte per stalking (La Repubblica – 30 giugno 2010)
Gaetano De Carlo, 55 anni, spara a una sua ex compagna di 36 anni a Riva di Chieri, nel Torinese. I carabinieri lo cercano ma non fanno in tempo a evitare che qualche ora dopo uccida un’altra ex di 42 anni in provincia di Cremona. Alla fine si è tolto la vita
Si è conclusa tragicamente, come era iniziata, la giornata di Gaetano De Carlo, 55 anni, carrozziere di origini pugliesi. Lavorava in provincia di Bergamo e abitava a Vailate (Cremona), divorziato e con una figlia, precedenti per minacce.
Una giornata di follia omicida, conclusa con il suicidio. Nel giro di poche ore, De Carlo ha assassinato due ex. La prima a Riva di Chieri, nel Torinese, con tre colpi di pistola, una calibro 7,65. La seconda a Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, sparandole un colpo alla testa. Infine si è suicidato a Corneliano di Truccazzano (Milano). L’uomo era sotto inchiesta per stalking. E’ stata proprio la prima vittima, Maria Montanaro, a fare il nome dell’uomo pochi istanti prima di morire: “E’ stato lui – ha detto ai soccorritori – è stato Gaetano”.
“Vengo lì e ti ammazzo”. La prima vittima si chiamava Maria Montanaro, aveva 36 anni e viveva a Riva di Chieri, a una ventina di chilometri da Torino. Lavorava come grafica presso una tipografia. Si era trasferita a Riva, in campagna, da pochi mesi, pare per lasciarsi alle spalle la turbolenta relazione con De Carlo. Lui non si era rassegnato all’allontanamento della donna. Chi viveva nello stesso comprensorio racconta della vittima come di una persona riservata, che non amava parlare di quella relazione finita.
Stamattina De Carlo ha bussato alla porta di Maria, che lo ha fatto entrare in casa. L’incontro si è trasformato in una nuova, accessa discussione, conclusa con tre colpi di pistola esplosi contro il volto di Maria. Spari sentiti dai vicini, che hanno trovato Maria agonizzante e hanno chiamato i soccorsi. Condotta all’ospedale Molinette di Torino, Maria Montanaro è morta poco dopo il ricovero. Dalle testimonianze emerge un dettaglio da brividi: un sms che la vittima avrebbe ricevuto ieri sera da De Carlo: “Vengo lì e ti ammazzo”. E proprio Maria Montanaro, prima di morire, ha pronunciato la frase “è stato Gaetano”. Da lì è partita la caccia all’uomo che, poche ore dopo, ha colpito di nuovo, spostandosi dal Piemonte alla Lombardia.
Poche ore dopo, a Rivolta d’Adda, il secondo omicidio. De Carlo è fuggito in auto, sulle sue tracce i carabinieri che non hanno impiegato molto a risalire a lui. Scattano i posti di blocco e partono le prime intercettazioni telefoniche. Si teme che il ricercato stia scappando all’estero, ma le ricerche ai confini con la Francia danno esito negativo. De Carlo è invece diretto a Rivolta d’Adda, dove nel pomeriggio viene trovato il cadavere di una donna a bordo di un auto parcheggiata in una piazzola del Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda. E’ Sonia Balcone, 42 anni, anche lei un passato da ex di De Carlo. Sonia poi si era sposata e aveva avuto una bambina, che oggi ha cinque anni. Suo marito aveva denunciato De Carlo per ben sette volte, per molestie e minacce. De Carlo le ha sparato quattro volte, una alla testa e tre al petto. Ferita una prima volta, la donna ha percorso una sessantina di metri prima di fermarsi. Scesa dalla vettura ed è stata raggiunta da altri tre colpi che l’hanno finita. Una richiesta d’aiuto è giunta al 118 poco prima delle 18. Inutili i tentativi di rianimazione a l’intervento dell’elisoccorso di Bergamo.
La fuga di Gaetano De Carlo termina di lì a poco, alle 17.45 davanti al cimitero di Corneliano di Truccazzano, in provincia di Milano, dove si uccide con un colpo alla testa esploso con la stessa arma, la pistola calibro 7,65.
Chieri e Rivolta: uccide due ex. Dodici ore di follia, poi si spara (L’Eco di Bergamo – 30 giugno 2010)
Ha abitato fino a due anni fa a Casirate d’Adda – nella Bassa Bergamasca – l’uomo che nella giornata di mercoledì 30 giugno ha ucciso due donne, e poi si è tolto la vita: la prima vittima è stata Maria Montanaro, 36enne di Riva presso Chieri in provincia di Torino, mentre la seconda – Livia Balcone – è stata trovata morta nel parcheggio del Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona. Entrambe avevano avuto una relazione con l’uomo e tutte due sono uccise con colpi di pistola alla testa.
Il loro assassino, Gaetano De Carlo, 55 anni, secondo quanto confermano i carabinieri di Torino, si è poi suicidato sparandosi davanti al cimitero di Corneliano di Truccazzano, in provincia di Milano. Originario di Napoli, l’uomo un paio di anni fa si era trasferito da Casitate a Vailate, in provincia di Cremona: di professione carrozziere, lavorava ad Argazo d’Adda, era divorziato ed era noto alle forze dell’ordine per molestie e minacce.
Il delitto di Chieri. Maria Montanaro è stata uccisa a Riva presso Chieri nella propria abitazione intorno alle 7,30: secondo quanto si è saputo aveva una relazione complicata. I carabinieri di Torino, che stavano cercando l’uomo, avevano già ascoltato i suoi amici e compagni di lavoro, oltre alla ex moglie. Gaetano De Carlo e Maria Montanaro si erano conosciuti tramite amici comuni circa un anno fa. Poi però il rapporto si era interrotto. Per la donna era diventato troppo complicato e segnato da frequenti liti. È stato un vicino di casa a dare l’allarme, dopo aver sentito degli spari. Quando sono arrivati, i carabinieri hanno trovato la donna a terra in una pozza di sangue. Era stata colpita tre volte al viso: è morta prima di arrivare in ospedale.
L’omicidio di Rivolta d’Adda. La seconda donna è stata uccisa intorno alle 17 al Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona. Si chiamava Livia Balcone e aveva 42 anni. Anche lei aveva avuto un trascorso con Gaetano De Carlo. Lui l’avrebbe perseguitata a lungo, tanto da collezionare varie denunce per stalking. L’uomo le ha sparato mentre la donna, che aveva avuto una bambina con un altro, si trovava in auto.
Si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato: De Carlo sapeva che per tornare casa, in paese, la donna avrebbe percorso la strada che costeggia il Parco di Rivolta d’Adda. Le ha sparato un primo colpo mentre transitava al volante: la donna, ferita, dopo poche decine di metri si è fermata. Quando è scesa dall’auto è stata colpita da tre proiettili, che l’hanno uccisa.
L’epilogo a Corneliano di Truccazzano. Poi Gaetano De Carlo è scappato: poco dopo la sua folle corsa si è conclusa a Corneliano di Truccazzano, dove si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa.
Indagato per stalking fa strage delle ex (La Stampa – 1 luglio 2010)
Undici ore, per regolare i conti con la vita. Con le donne che, a suo modo di vedere, lo avevano deluso e ferito. Undici ore per rubare due vite. Stessa arma, otto proiettili sparati prima nel Torinese, a Riva di Chieri, dove ieri alle 7,30 ha ammazzato l’ultima fiamma, Maria Montanaro, 36 anni, che gli aveva detto addio appena quattro giorni fa. Gli altri li ha esplosi in provincia di Cremona, a Rivolta d’Adda. Un agguato quasi in stile mafioso. All’uscita da una curva, poco lontano da uno dei parchi preistorici più famosi d’Italia. Ha affiancato con la sua auto quella di Sonia Balcone, donna amata e perseguitata per anni. Lei stava tornando dal lavoro. Lui le ha sparato. Poi si è avvicinato e le ha tirato il colpo di grazia in testa. L’ultima pallottola l’ha tenuta per sé.
Gaetano De Carlo, 54 anni, si è ammazzato in un prato della campagna tra Milano e Cremona, a Corneliano Bertario. L’hanno trovato un’ora dopo due ragazzi che stavano passeggiando a cavallo tra i boschi della a zona. Accanto al cadavere l’arma, una 7,65. In tasca e sulla sua auto, una Honda Civic grigia, parcheggiata poco lontano, decine di post-it gialli, con frasi al limite tra i delirio e la richiesta di perdono.
È finita così, alle 18,20 di ieri la giornata di follia di Gaetano De Carlo, carrozziere, originario di Terzigno, nel napoletano e residente a Vailate, nel Cremonese. Era stato anche sposato, aveva avuto un figlio. Ma quel rapporto era presto affondato. «Era ossessionato dai suoi amori finiti; era un tipo violento un po’ romantico» racconta chi lo conosce.
In questa storia di sangue e passione di morte e follia, però, c’è molto di più. C’è la violenza che Gaetano avrebbe manifestato in modo ossessivo nei confronti di Sonia. Si erano lasciati almeno sette anni fa. Da allora era stato un tormento continuo. Lei, nel frattempo si era rifatta una vita, si era sposata, da cinque anni era madre. Ma lui la tormentava ancora, la minacciava. E così Sonia lo aveva denunciato: sette volte almeno. Gaetano De Carlo era stato rinviato a giudizio. Gli era stato revocato il porto d’armi. Avrebbe dovuto essere processato. «Anni da incubo, con la paura anche di uscire di casa e trovarselo davanti» dicono adesso i parenti di Sonia. E qualcuno già punta il dito: «Dovevano fermarlo prima».
Prima amato e poi respinto: era una costante nelle relazioni di quest’uomo. Se dopo Sonia e prima di Maria ci siano state altre donne nessuno, per ora, è in grado di dirlo. Se ci sono state altre donne minacciate o impaurite, anche questo per ora è ancora un mistero. Di certo lui si era creato una nuova vita con un’altra donna a Torino. È durata un anno. Gaetano veniva spesso in Piemonte dove viveva sua madre e ancora risiedono alcuni familiari. Aveva conosciuto la ragazza di Riva di Chieri, tramite una parente. Che bella che era Maria Montanaro: artista per passione, grafico per professione. Su Facebook le foto di lei raccontano di un’esistenza intensa. Sul web, però, aveva pochi amici: appena undici. In bacheca non c’è una parola su Gaetano. Di lui parlava solo con le persone fidate.
L’aveva fatto poche ore prima di morire con Cinzia Aiemme. Erano andate in gelateria e poi si erano confidate. Cinzia adesso è sconvolta: «Mary aveva paura che lui l’ammazzasse. Si erano lasciati per il carattere aggressivo di lui. Era geloso, troppo, la controllava di continuo, non voleva che parlasse con nessuno». Sabato lei gli aveva detto addio. Lui l’aveva presa malissimo. Le telefonava, le mandava sms in continuazione. Era il suo modo di tentare di fare pace. Prima di perdere la testa. L’ultimo sms, hanno accertato a Torino i carabinieri del colonnello De Vita, è arrivato nella notte. Niente di minaccioso, quasi una preghiera: «Torniamo insieme, riproviamoci ancora una volta». Niente da fare.
All’alba lui è salito in auto ed è andato a Riva di Chieri. Ha atteso lì davanti a quel gruppo di villette a schiera con un fazzoletto di giardino, tanti appartamenti e un solo monolocale, quello di Maria. Lui ha aspettato che lei aprisse la porta, per far uscire il suo cane e la gatta, ed è entrato. L’hanno sentita gridare. Poi hanno sentito tre spari e un’auto che sgommava. Mentre la portavano in ospedale lei ha avuto ancora la forza di sussurrare: «È stato Gaetano». Poi s’è spenta. Lui già guidava come un pazzo verso Cremona. A saldare i conti con il resto del mondo. Gli hanno trovato in tasca un post-it: «Non potevo farne a meno».
Prima di uccidere le sue ex aveva lasciato un biglietto di scuse (L’Eco di Bergamo – 1 luglio 2010)
Dodici ore di follia, poi si spara
Duplice omicidio: altre due donne erano tenute sotto protezione– Sabato a Rivolta i funerali di Sonia «Il Csm apra un’indagine sui pm»
Un biglietto di scuse, nella sua casa di Vailate (Cremona) in via Carlo Porta 17, e dietro di sé una lunga scia di sangue: due donne uccise, la prima in Piemonte e la seconda a Rivolta d’Adda (Cremona), e infine il suicidio a Truccazzano (Milano). Dodici ore di follia per Gaetano De Carlo, carrozziere ad Arzago, che avrebbe compiuto 55 anni il 26 luglio.
Vittime due sue ex: Maria Montanaro, 36 anni, è stata uccisa a Riva di Chieri, in provincia di Torino, intorno alle 7,30. Tre colpi di pistola. Nel pomeriggio, sotto i colpi della 7,65 di Gaetano De Carlo, muore Sonia Balconi, 42 anni, seguita in auto all’uscita dal suo ufficio di Truccazzano fino a Rivolta d’Adda, a pochi metri dall’abitazione in via Donizetti 27 dove viveva con il marito, Guido Olivari, e la figlioletta di quattro anni.
Una giornata di follia, che per Gaetano De Carlo si conclude a Truccazzano: mancano pochi minuti alle 19 quando vengono interrotte le ricerche dell’uomo, scattate subito dopo la scoperta del cadavere di Maria Montanaro. De Carlo si è tolto la vita con la stessa pistola dopo aver lasciato la sua Honda Civic grigia ed essere salito su una collina a Corneliano Bertario, poco distante dal cimitero.
La caccia al carrozziere di Vailate è scattata fin dalla scoperta dell’omicidio della trentaseienne di Riva di Chieri. I sospetti si concentrano subito sull’uomo, che aveva avuto una relazione con Maria Montanaro. Nella Bassa Bergamasca, nel Milanese e nel Cremonese spuntano posti di controllo, mentre i carabinieri già alle 9 si presentano nella carrozzeria Crippa di Arzago e chiedono notizie su Gaetano De Carlo. Una caccia che continua fino al pomeriggio.
Quando intorno alle 17 Sonia Balconi – sua ex, che contro il carrozziere aveva presentato una denuncia per molestie nel febbraio del 2009, procedimento che aveva già portato al suo rinvio a giudizio – esce dalla ditta Macor di Truccazzano, dove faceva l’impiegata, per fare ritorno a casa. Sale sulla sua Renault Twingo grigia. De Carlo la segue fino a Rivolta d’Adda – paese della provincia di Cremona che si insinua tra le province di Bergamo e Milano – e, nei pressi del parcheggio del Parco della Preistoria, raggiunge la donna, estrae la pistola e le spara. Tre colpi la raggiungono al petto.
Sull’asfalto restano i vetri del finestrino infranto, ma la Twingo percorre ancora una ventina di metri. Il carrozziere raggiunge una seconda volta la donna ed esplode un quarto colpo, questa volta alla testa. La tragedia a poca distanza dall’abitazione della donna: pochi minuti dopo l’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine, sul posto giungono anche i familiari della quarantaduenne. Strazianti le scene di dolore.
Nei pressi del Parco della Preistoria arrivano i carabinieri della compagnia di Crema, la polizia, i vigili. Da Bergamo viene fatto intervenire l’elisoccorso del 118. Ma per il medico non resta altro da fare che constatare il decesso di Sonia Balconi. Il procuratore della Repubblica di Crema, Daniela Borgonovo, segue tutte le fasi dei rilievi. Il cadavere viene trasferito nell’obitorio e intanto riprendono vigore le ricerche di Gaetano De Carlo. La caccia si concentra ancora di più in queste terre di confine tra le tre province di Bergamo, Milano e Cremona. È poco prima delle 19 che le pattuglie ricevono la revoca delle ricerche.
L’epilogo di questa giornata di follia in una zona isola di Truccazzano, poco distante dal cimitero di Corneliano Bertario. Prima viene notata la Honda Civic grigia che fin dalla mattina era nel mirino di carabinieri e polizia. Poi, a circa 150 metri, nel verde di una collina, il corpo senza vita di Gaetano De Carlo. Un colpo in testa, con la stessa pistola calibro 7,65. Per gli inquirenti è suicidio.
Nel corso delle prime indagini emergono i rapporti dell’uomo con Maria Montanaro e Sonia Balconi. Storie che si sono interrotte, che hanno avuto anche strascichi giudiziari. De Carlo frequentava il Piemonte perché nel Torinese abita la mamma. Ora si cerca di capire cosa può aver fatto scattare una follia così cruenta. Nella sua casa di Vailate il biglietto con le scuse.
Duplice omicidio: altre due donne erano tenute sotto protezione (L’Eco di Bergamo – 1 luglio 2010)
C’erano altre due donne sotto protezione di carabinieri nelle ore tra l’omicidio di Maria Montanaro, a Chieri in Piemonte, e di Sonia Balconi, a Rivolta d’Adda. I carabinieri di Caravaggio e quelli di Settala, nel Milanese, hanno protetto le donne che avevano avuto rapporti sentimentali con Gaetano De Carlo, il carrozziere che dopo aver ucciso la Montanaro e la Balconi si è suicidato.
Una di loro si chiama Olga ed è una ragazza romena: per qualche tempo aveva vissuto con il carrozziere, poi era andata ad abitare con alcune amiche a Caravaggio. Rintracciata dai militari dopo il delitto dell’ex fidanzata a Chieri, è stata portata in caserma per alcune ore, ipotizzando che l’uomo le volesse far del male. Lo stesso è accaduto per un’altra ragazza, che vive nel milanese, nella zona di Settala.
Da Chieri a Rivolta, la ricostruzione del viaggio della morte «Stiamo aspettando di analizzare i tabulati telefonici e i tracciati del Telepass montato sull’auto del De Carlo. Questa vicenda ci lascia l’amaro in bocca, ma abbiamo la coscienza a posto: è stato fatto tutto quanto era in nostro potere». Così il maggiore Domenico Mascoli, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Torino, spiega oggi il viaggio della morte, dal Piemonte alla Lombardia di Gaetano De Carlo, il carrozziere di Arzago che mercoledì ha ucciso due donne e poi si è tolto la vita.
Ora i militari di Torino stanno indagando in particolare per capire se, dopo l’omicidio di Maria Montanaro a Riva di Chieri, potesse essere evitato quello di Sonia Balconi, a Rivolta d’Adda. I carabinieri spiegano che non appena i sospetti sono confluiti su De Carlo, l’Arma di Torino ha iniziato a collaborare con i colleghi di Milano e di Cremona. Aggiungono che tutte le centrali operative di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna sono state informate della caccia all’uomo. «Abbiamo lavorato in sinergia con i colleghi degli altri comandi provinciali coinvolti – ha aggiunto il maggiore Mascoli – e c’è stato un buon coordinamento».
Quello che resta da capire è come mai i militari del capoluogo piemontese non fossero informati delle denunce che la seconda vittima aveva presentato contro l’assassino.
Rivolta d’Adda, il marito spiega: anni di tormento, fino alla denuncia. Sonia Balconi e il suo omicida, Gaetano De Carlo, che l’ha uccisa a colpi di pistola a Rivolta d’Adda dopo aver fatto lo stesso con una ex fidanzata a Chieri, si erano conosciuti circa sette anni fa in piscina. Poi per la donna era cominciato un tormento, sfociato in una vera e propria aggressione circa un anno fa nella casa in cui viveva con il marito a Rivolta d’Adda.
Guido Olivari, il marito di Sonia dalla quale aveva avuto una bambina di cinque anni, spiega che la moglie andava in piscina: «Penso che lui si fosse invaghito, e lei aveva addirittura smesso di andare in piscina e non gli aveva fatto sapere dove abitava. Poi sono cominciati i tormenti: biglietti, macchine danneggiate, vetri rotti. Abbiamo fatto denuncia su denuncia fino al fatto più grave, quando ha scavalcato la cancellata di casa, è entrato e, mentre mia moglie scendeva con la bambina, alla solita ora per il lavoro, l’ha colpita a calci e pugni. Ebbe cinque giorni di prognosi in ospedale».
L’udienza, dopo la denuncia, si sarebbe dovuta tenere a novembre. Nell’aprile scorso era intervenuto l’avviso di chiusura delle indagini, seguito dalla richiesta di rinvio a giudizio con le accuse di minacce e percosse. Ora probabilmente l’inchiesta sull’omicidio di Sonia Balconi sarà trasmessa alla procura di Torino in quanto nel territorio di competenza del capoluogo piemontese è stato commesso il primo omicidio: quello dell’ex fidanzata di De Carlo, Maria Montanaro.
Per i due omicidi e per suicidarsi De Carlo ha utilizzato una Beretta calibro 7,65 sulla cui provenienza i carabinieri stanno indagando. In seguito alla denuncia di Sonia Balconi, al carrozziere erano state sequestrate le armi che deteneva.




