Maria Montanaro, 36 anni, grafica. Uccisa con tre colpi di pistola al volto dall’ex già denunciato per minacce
Riva di Chieri (Torino), 30 Giugno 2010
Titoli & Articoli
Uccisa in casa con tre spari in volto – Scatta la caccia all’ex fidanzato (La Stampa – 30 giugno 2010)
L’assassino le sparato al volto alle sette e mezza del mattino, in casa. Una, due, tre volte. Poi l’ha abbandonata riversa in una pozza di sangue. Maria Montanaro, 36 anni, è morta in ambulanza, durante la corsa disperata verso l’ospedale, dopo che un vicino, allarmato dalle urla, ha chiamato il 112. Riva di Chieri, comune del Torinese di quattromila abitanti, è sotto choc.
La donna viveva da sola in compagnia dei suoi animali in un monolocale di via Einaudi 13, a un passo dal centro storico. «Era bella e riservata», dicono i vicini, «la vedevamo poco, un saluto e via». I carabinieri pensano ad un delitto passionale e sono sulle tracce dell’ex fidanzato, scomparso dopo l’omicidio. Un compagno geloso, con il quale i rapporti erano spesso burrascosi, tanto che la ragazza aveva deciso di lasciarlo. L’uomo, pugliese d’origine ma residente in Lombardia, dove lavora come carrozziere, trascorreva i fine settimana a casa di Maria, ma ultimamente il rapporto si era deteriorato.
La ragazza aveva messo la parola fine alla storia un paio di settimane fa, lui non si era rassegnato. «Ogni tanto ci trovavamo per fare due chiacchiere – racconta una vicina di casa – ma quell’amore era top secret: ne parlava poco e, quando lo faceva, si vedeva che soffriva ancora». L’uomo adesso è irrintracciabile, i militari lo stanno cercando dal mattino, ma non ci sono tracce.
La vittima lavorava come grafica presso una tipografia. A Riva di Chieri, tra il verde della campagna, si era trasferita da pochi mesi, forse con l’intento di lasciarsi alle spalle la turbolenta storia d’amore con quell’uomo di vent’anni più grande di lei. «L’abbiamo vista sempre sola, non sapevamo neanche come si chiamasse», aggiungono i vicini. Sono stati loro, poco dopo le otto, a dare l’allarme. «Abbiamo sentito tre esplosioni – hanno riferito al 112 – è successo qualcosa». Quando i militari hanno aperto la porta per Maria non c’era più niente da fare, inutile la corsa verso le Molinette. E ora i carabinieri indagano nel passato della donna, a cominciare da quell’amore finito male.
I vicini: “Maria era bella e riservata quell’amore la faceva ancora soffrire” (La Repubblica – 30 giugno 2010)
Maria Montanaro, 36 anni, grafica alle porte di Torino, è stata la prima vittima della follia omicida di Gaetano De Carlo, 55 anni, sucida dopo aver ucciso un’altra sua ex. L’uomo l’ha uccisa in mattinata con tre colpi di pistola al volto
Si è presentato alla sua porta e le ha sparato tre colpi di pistola al volto. Poi ha preso l’auto, è arrivato fino a Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, e ha ucciso un’altra sua ex. E’ morta così Maria Montanaro, 36 anni, trovata in una pozza di sangue nella sua casa di Riva di Chieri, vicino Torino. Solo la prima vittima della giornata di follia omicida del suo ex, Gaetano De Carlo, 55 anni, sucida dopo aver ucciso quelle che erano state due donne della sua vita. L’uomo era sotto inchiesta per stalking.
Maria Montanaro è stata uccisa stamattina, nel suo appartamento, al piano terra di un complesso di 28 villette. Lavorava come grafica presso una tipografia. A Riva di Chieri, tra il verde della campagna, si era trasferita da pochi mesi, dopo Pasqua, forse con l’intento di lasciarsi alle spalle una turbolenta storia d’amore con un uomo di vent’anni più grande di lei. Nel monolocale viveva da sola, con un cane e un gatto. Con quell’uomo geloso, 55 anni, pugliese d’origine ma residente in Lombardia, aveva deciso di rompere. Ma lui non voleva rassegnarsi. La rottura alcune settimane fa.
Era bella e riservata, raccontano i vicini. “La vedevamo poco, un saluto e via – dicono – l’abbiamo vista sempre sola, non sapevamo neanche come si chiamasse. Aveva modi gentili, ma ci limitavamo a qualche battuta sul cane che le faceva compagnia”.
Sono stati loro, poco dopo le 8, a dare l’allarme. “Abbiamo sentito tre esplosioni – hanno raccontato al 112 – è successo qualcosa”. La giovane, all’arrivo dei soccorsi, era riversa a terra, nel suo appartamento, un monolocale in un complesso di villette di nuova costruzione. Per lei non c’è stata nulla da fare: è morta prima ancora di essere trasportata in ospedale. Da subito i carabinieri hanno seguito la pista passionale e indagato nel passato della donna, a cominciare da quell’amore finito male.
“Ogni tanto ci trovavamo per fare due chiacchiere – racconta una vicina di Maria – ma quell’amore era top secret: ne parlava poco e, quando lo faceva, si vedeva che soffriva ancora“. (di Lorenza Pleuteri)
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In memoria di
Neighbours said they heard three shots. When they got to her, Maria Montanaro was dying. But she was able to say three words: “It was Gaetano”. For months she had been threatened by her 55-year-old former lover, Gaetano De Carlo. But on the day before he arrived on her doorstep, things suddenly became more frightening. The 36 year-old graphic artist from Riva di Chieri near Turin received a text message: “I’m coming there and I’ll kill you.” After fulfilling his pledge, De Carlo drove 115 miles to Rivolta d’Adda near Milan. There, he shot dead another former girlfriend, 42 year-old Sonia Balconi, who had since married and had a child.
De Carlo’s killing spree ended the same day, 30 June, when he killed himself. But the murders formed part of a series that was anything but over.
In the eight weeks to last Sunday, eight Italian women died in strikingly similar circumstances that indicate a change in the usual motivation for “crimes of passion”. Their deaths have prompted anguished discussion about the interaction between the sexes in today’s Italy. All the women were killed by men who were unable to accept rejection. “There is no infidelity at the root of these crimes,” said Fabio Piacenti, the president of Eures, a social research institute. “On the contrary, infidelity is even tolerated so long as the relationship continues. What some men find intolerable is the breaking up.”
The feminist writer, Dacia Maraini, said the killers seemed to have confused “affection with a sense of ownership”. “Possession is a form of assertion of the ego that excludes the other person,” she said. “Possession demands domination and control. It forms part of an antiquated, arrogant and androcentric culture.” Androcentrism is the placing of the masculine point of view at the centre of one’s view of the world.
The first of the killings was on 11 May. As Cristina Rolle and her estranged husband sat with a social worker, calmly discussing the custody of their children, he took out a knife and stabbed her to death.
The latest victim was Eleonora Noventa, aged 16, from Mestre near Venice. A few weeks earlier she had broken off with Fabio Riccato, 30. On 11 July, she found him waiting for her at a crossroads, sitting on his scooter. He pulled out a Magnum 357 gun, shot her three times and then turned it on himself.
Some of the victims had been involved with their killers for years. Others had just met them. After Chiara Brandonisio was hauled from her bicycle and beaten to death in Bari, police said they were looking for a man with whom she had had an entirely virtual relationship consisting of online video-chats.
Not the least of the questioning prompted by the killings has concerned the effectiveness of a new law on stalking. Last February, the government introduced legislation imposing penalties of up to four years in jail. But the indifference of police and courts to what is still often viewed as a private matter has yet to be eroded. Sonia Balconi’s husband had reported her killer seven times.


