Loading

Gabriele Defilippi, 22 anni, nullafacente e truffatore. Raggira l’ex professoressa di francese, si fa dare centinaia di migliaia di euro e poi la uccide e ne occulta il cadavere con la complicità del suo amico-amante. Condannato a 30 anni con rito abbreviato. In carcere si laurea

Castellamonte (Torino), 13 Gennaio 2016

de filippi


Titoli & Articoli

La prof, l’ex allievo, i soldi. Il mistero di Castellamonte (Corriere della Sera – 5 febbraio 2016)
L’insegnante Gloria Rosboch è uscita da casa il 13 gennaio ed è scomparsa. Aveva denunciato per truffa un suo ex studente di 22 anni al quale aveva prestato 187 mila
È da poco passata l’ora di pranzo, mercoledì 13 gennaio. Gloria Rosboch è appena rientrata da scuola, ma esce di nuovo da casa. «Ho una riunione, torno tra mezz’ora» tranquillizza gli anziani genitori con cui vive da 49 anni. Da sempre, il centro del piccolo universo di questa prof di Castellamonte, a metà strada tra Torino e Ivrea, severa e riservata, all’antica nei modi e nei pensieri. Da quel mercoledì Gloria è svanita nel nulla.
Il procuratore: «Un enigma» «È un vero enigma» sintetizza dopo tre settimane il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Nei primi giorni si era ipotizzato un suicidio, oppure una disgrazia. In cento si erano messi a cercala, nelle campagne e nei boschi, venne prosciugato perfino un canale e scandagliato un fiume dal nome sinistro, l’Orco. Niente. La madre, Marisa More, ex dipendente Olivetti come il marito Ettore, ha un carattere forte e conosce bene le abitudini della figlia. Ha detto subito: «Non si sparisce così. Non dovrei dirlo, ma temo che sia morta…». Passano i giorni senza trovare tracce e anche i magistrati iniziano a sospettare uno scenario più ampio e aprono un fascicolo contro ignoti per omicidio. Le ricerche intanto proseguono, inutilmente.
I rapporti con l’ex allievo. Nel giallo di Castellamonte, ecco allora il secondo colpo di scena. Nella vita ordinata e ripetitiva di questa prof ancora precaria — la famiglia, la scuola a un chilometro da casa, la messa il sabato, la spesa nelle botteghe del centro — un anno e mezzo fa un ex studente ha fatto saltare l’equilibrio. Lo racconta la stessa Gloria attraverso una denuncia per truffa depositata al Tribunale di Torino cinque mesi fa. Settembre 2014: Gloria Rosboch, insegnante di sostegno ancora precaria, non riceve la chiamata dalla scuola.
In quei giorni rivede quel suo ex allievo, Gabriele, brillante e sicuro di sé, e sembra un regalo della Provvidenza. Lui le offre di andare a lavorare con lui, ci sarebbe un grosso finanziere internazionale e un progetto da avviare ad Antibes, in Costa Azzurra. Gloria si lascia affascinare, gli dà fiducia, risponde sempre più coinvolta alle sue mail. «Ciao tesoro», scrive il ragazzo all’ex prof. Oppure: «Grazie per rendermi felice, anche solo via mail riusciamo ad annientare la solitudine». E ancora: «Una persona da sola non può farcela… posso trarre solo beneficio e felicità dal noi». Lei crede così tanto a questo ragazzo e al miraggio di una nuova vita, da fare quello che una come lei non farebbe mai. Andare in banca a Torino, ritirare 187 mila euro in contanti, una vita di risparmi più i proventi della vendita di un piccolo appartamento, e consegnarli in una valigetta all’ex allievo che aspetta fuori dall’istituto. È l’inizio della fine, lui dopo qualche settimana sembra che non si faccia più trovare, lascia addirittura Castellamonte con la madre e il fratello più piccolo. Gloria, forse per vergogna, forse perché spera ancora in un ripensamento, aspetta un anno prima di rivolgersi ai magistrati. E tira fuori tutto quello che aveva tenuto per sé e che non aveva voluto ammettere neanche a se stessa, su quel rapporto avventato con un giovane che viaggia in auto «con una pistola nel cruscotto».
Le strana telefonata di una donna e le mail. Il 4 dicembre, due mesi fa, l’avvocato di Gloria Rosboch, Stefano Caniglia, trova il nuovo indirizzo del ragazzo, a Gassino, nella cintura di Torino, e gli spedisce una lettera. Quattro giorni dopo è la madre del giovane a chiamare la prof per dirle di stare tranquilla, che tutto si sistemerà, che riavrà i suoi soldi. Gloria non si fida e racconta tutto ai suoi genitori. Poi accadono un paio di episodi piuttosto strani. La telefonata di una donna che si spaccia per direttrice di banca. E le mail di un presunto datore di lavoro del ragazzo. In entrambi i casi l’invito a non preoccuparsi, in entrambi i casi il risultato ottenuto è l’opposto. La prof fa le sue piccole indagini, teme che sia tutto falso. Ogni giorno che passa è sempre più preoccupata. In questo clima si arriva alle 14.45 di mercoledì 13 gennaio, quando Gloria si dissolve nel nulla. «Sappiamo che si è allontana a piedi — dice il procuratore Ferrando –. Le due macchine di famiglia erano in garage, e nessun autista di pullman l’ha vista». Sembrava averla riconosciuta il salumiere di via Nigra, in centro a Castellamonte, ma non può giurare che fosse proprio quel giorno. Poi altri possibili avvistamenti, altre segnalazioni rivelatesi finora infondate.
Storie parallele. Il giallo della scomparsa e la presunta truffa per ora sono due storie parallele, nessun elemento allo stato attuale porta a sostenere che l’uno sia legato all’altra. Il ragazzo non è indagato, è stato ovviamente sentito dai magistrati, così come sua madre, ma non è stato né controllato né perquisito, come fa sapere il suo legale, Pierfranco Bertolino. Allo stato attuale anche lui è una vittima di questa vicenda, già condannato senza appello dalle voci di paese. Persino l’associazione con cui ha realizzato qualche anno fa con altri compagni un bel murales sotto i portici dell’ex ospedale, nega di aver mai sentito quel nome. Così ha dovuto cambiare nuovamente paese, per non farsi trovare da media e curiosi, e solo agli inquirenti ha comunicato dove possono trovarlo. Dopo tre settimane, invece, nessuno sa dove andare a cercare la professoressa Gloria Rosboch. (di Riccardo Bruno)

 

L’omicidio di Gloria Rosboch (il Post – 24 febbraio 2016)
Cosa sappiamo del caso dell’insegnante uccisa vicino a Torino per il quale ha confessato un suo ex studente, Gabriele Defilippi
Gloria Rosboch era un’insegnante di francese di 49 anni uccisa a Castellamonte, un comune di circa diecimila abitanti che si trova circa 40 chilometri a nord di Torino, vicino a Ivrea. Rosboch è stata uccisa il 13 gennaio ma il suo cadavere è stato trovato solo pochi giorni fa. Al momento tre persone sono state arrestate perché sospettate di avere a che fare con l’omicidio: Gabriele Defilippi, un ex studente di Rosboch di 22 anni; Caterina Abbattista, sua madre, 49 anni; Roberto Obert, un amico di Defilippi di 55 anni.
Gloria Rosboch era un’insegnante di francese alla scuola media Giacomo Cresto di Castellamonte. Il 13 gennaio 2016 intorno alle 14.45 è uscita di casa dicendo ai suoi genitori, con i quali viveva, che stava andando a una riunione scolastica e che sarebbe tornata entro mezz’ora. Alla sua scuola però non c’era nessuna riunione e Rosboch non è tornata a casa. I giornali hanno cominciato a occuparsi della vicenda qualche giorno dopo, trattando la vicenda come un caso di sparizione e parlando del fatto che Rosboch nell’ottobre del 2014 avesse prelevato 187mila euro dal conto bancario dei genitori per consegnarli a Gabriele Defilippi, un suo ex studente di 22 anni. Rosboch aveva poi denunciato Defilippi per truffa. I carabinieri, dopo aver indagato su un possibile coinvolgimento di Defilippi nella scomparsa di Rosboch, avevano però escluso l’ipotesi perché sembrava che i tabulati telefonici confermassero il suo alibi: aveva detto di essere rimasto tutto il giorno nella sua casa a Gassino, un altro comune del torinese a una quarantina di chilometri da Castellamonte. Rosboch possedeva un vecchio cellulare Nokia senza GPS, che era stato spento poco dopo la sua scomparsa e che non aveva permesso ai carabinieri di localizzare i suoi spostamenti.
Il 29 gennaio la procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta con l’accusa di omicidio contro ignoti, e nei giorni successivi ha concentrato le indagini su Gabriele Defilippi, cercando di ricostruire come fosse andata la questione dei 187mila euro (sulla truffa ha indagato anche la procura di Torino). Defilippi non studiava né lavorava, e i giornalisti che hanno raccolto informazioni su di lui e il suo stesso avvocato, Pierfranco Bertolino, hanno spiegato che aveva diversi profili su Facebook e su altri social network, sui quali condivideva fotografie con travestimenti e parrucche: Bertolino ha detto che quella di Defilippi è «una personalità disturbata».
Secondo la denuncia di Rosboch, nell’ottobre 2014 Defilippi, che la conosceva perché era stato suo allievo, le aveva proposto di investire in una società nella quale Defilippi aveva detto di lavorare: la società avrebbe dovuto fare un investimento redditizio in Francia, e con i soldi guadagnati Defilippi aveva detto a Rosboch che i due sarebbero andati a vivere insieme in Costa Azzurra. Non è chiaro se Defilippi e Rosboch avessero una qualche forma di relazione affettiva.
Il 24 ottobre Rosboch ritirò 187mila euro dal conto dei genitori in una banca di Torino e li consegnò a Defilippi in una valigetta. In realtà la società e l’investimento non esistevano e Defilippi era sparito con i soldi. Rosboch però riuscì a rintracciare Defilippi su Facebook, utilizzando uno pseudonimo: secondo Repubblica, a dicembre 2015 Rosboch incontrò la madre di Defilippi, che le disse che il figlio era stato picchiato e derubato dei 187mila euro e provò a convincerla a ritirare la denuncia. Il procedimento per truffa era ancora in corso.
Il 18 febbraio, poi, la procura di Torino ha ascoltato la testimonianza di un’altra donna, Marzia Lachello, una maestra di 33 anni, che ha raccontato che nel 2013 ebbe una relazione con Defilippi, il cui fratello minore era suo allievo. Lachello non ha mai sporto denuncia contro Defilippi, ma i giornali hanno parlato di un altro presunto tentativo di truffa ai suoi danni.
Il 19 febbraio le squadre che stavano cercando da un mese il corpo di Rosboch lo hanno trovato a Rivara, un piccolo comune a 15 chilometri da Castellamonte, in una vasca di scolo di una discarica. Subito dopo il ritrovamento Defilippi è stato arrestato. A dire ai carabinieri dove si trovava il corpo di Rosboch è stato – dopo un interrogatorio – Roberto Obert, un amico di Defilippi di 55 anni, ex parrucchiere, che lo ha accusato di essere l’assassino di Rosboch. I carabinieri hanno arrestato anche Obert con le stesse accuse di Defilippi: omicidio volontario e occultamento di cadavere. La sera del 19 febbraio è stata arrestata anche la madre di Defilippi, Caterina Abbattista, con l’accusa di concorso in omicidio: il medico legale che ha esaminato il corpo di Rosboch ha trovato segni di strangolamento sul suo collo.
Defilippi è stato interrogato nella notte tra il 19 e il 20 febbraio nella caserma di Ivrea, e secondo quanto hanno scritto i giornali ha confessato di avere ucciso Rosboch insieme a Obert. Abbattista invece avrebbe negato qualsiasi coinvolgimento, e sia Obert sia Defilippi hanno sostenuto che la donna non sia stata una complice dell’omicidio. Abbattista dice che il 13 gennaio era rimasta nell’ospedale in cui lavorava per tutto il giorno, ma Repubblica scrive che la localizzazione del suo cellulare dice che quel giorno si è spostata ed è stata in un luogo non lontano da quello dell’omicidio: è per questo, continua Repubblica, che la donna è ancora in stato di fermo.
Nei giorni successivi all’arresto, Defilippi e Obert si sono accusati a vicenda di essere stati gli esecutori materiali dell’omicidio: tutti e due hanno detto di avere solo guidato l’auto sulla quale il 13 febbraio hanno fatto salire Rosboch, ma che a strangolare la donna sia stato l’altro. Obert ha anche detto di aver cercato di fermare Defilippi mentre uccideva l’insegnante. Non è ancora chiaro neanche quali siano stati i ruoli di Defilippi e Obert nella truffa compiuta ai danni di Rosboch: anche in questo caso i due si sono accusati a vicenda di essere gli ideatori del raggiro. Quando è stata trovata, Rosboch non indossava i pantaloni ma solo un paio di collant: Defilippi ha detto in un altro interrogatorio che era ancora viva quando lui e Obert l’hanno buttata nel pozzo – anche se l’autopsia ha stabilito che la donna è morta per strangolamento – e che prima le avevano tolto di dosso alcuni vestiti, che poi hanno buttato via in giro per Torino. Nello stesso interrogatorio, Defilippi ha detto di avere avuto, quando era ancora minorenne, dei rapporti sessuali con Obert, che ha definito molestie. L’avvocato di Defilippi ha detto oggi che chiederà un test per stabilire l’eventuale infermità mentale di Defilippi. I carabinieri non hanno ancora capito dove siano stati depositati o nascosti i 187mila euro di Rosboch, ma hanno sequestrato la cassetta di sicurezza di Obert in una banca del comune di Forno, vicino a Castellamonte.


Link


In memoria di

Omicidio Gloria Rosboch, condanna definitiva a 30 anni per Gabriele Defilippi. Al suo amico Roberto Obert inflitti 18 anni e 9 mesi (il Fatto Quotidiano – 18 dicembre 2019)
È quanto ha deciso la Cassazione accogliendo la richiesta del procuratore generale Pina Casella, che aveva chiesto la conferma delle condanne di appello a 30 anni per Defilippi e a 18 anni e nove mesi per Obert, suo amico, per l’omicidio dell’insegnante di 49 anni scomparsa il 13 gennaio 2016 e ritrovata cadavere un mese dopo in un bosco
Gabriele Defilippi e Roberto Obert sono colpevoli dell’omicidio di Gloria Rosboch. È quanto ha deciso la Cassazione accogliendo la richiesta del procuratore generale Pina Casella, che aveva chiesto la conferma delle condanne di appello a 30 anni per Defilippi e a 18 anni e nove mesi per Obert, suo amico.
Gloria Rosboch era un’insegnante di 49 anni. Viveva nel piccolo comune di Castellamonte, nel Canavese, da dove scomparve il 13 gennaio 2016. Venne ritrovata cadavere un mese dopo, il 19 febbraio, in una discarica abbandonata nei boschi di Rivara. L’autopsia rilevò che era stata strangolata. Stando a quanto accertato nel processo, Defilippi – ex allievo della vittima – le aveva promesso di rifarsi una vita insieme in Francia ma in realtà, nel tempo, le aveva portato via 187mila euro di risparmi. La donna chiese i soldi indietro e alla fine nel 2015 presentò una denuncia per truffa nei confronti di Defilippi, che aveva diversi profili sui social in cui si mostrava in vari travestimenti. “Quello di Gloria Rosboch è stato un omicidio barbaro, tremendo, un delitto lucido ed efferato compiuto con un’azione studiata nei minimi dettagli”, ha detto il pg Casella nell’udienza di oggi davanti ai giudici di Cassazione. La difesa di Defilippi ha puntato sul disturbo di personalità del giovane ma il procuratore generale ha spiegato che in questo caso “manca l’elemento patologico, lo stato psicotico è stato escluso”. E i giudici le hanno dato ragione.

 

Omicidio Rosboch, Cassazione conferma le condanne a Defilippi e Obert (Sky Tg24 – 19 dicembre 2019)
Il delitto risale al gennaio del 2016. Secondo l’accusa, l’insegnante 49enne Gloria Rosboch voleva denunciare Gabriele Defilippi per una truffa da 187 mila euro
La Cassazione ha confermato le condanne inflitte all’ex alunno Gabriele Defilippi, a 30 anni, e all’amico Roberto Obert, a 18 anni e 9 mesi, per l’omicidio di Gloria Rosboch, l’insegnante 49enne di Castellamonte (Torino) uccisa nel gennaio del 2016. La prima sezione penale della Cassazione ha respinto i loro ricorsi e confermato la sentenza della Corte d’assise d’appello di Torino del 14 dicembre dello scorso anno.
L’omicidio. Secondo la ricostruzione del pm Giuseppe Ferrando, Gloria Rosboch voleva denunciare Defilippi per una truffa da 187 mila euro. Per l’accusa il ragazzo convinse la donna a versargli 187 mila euro in cambio della promessa di una nuova vita, in Costa Azzurra. Quando lei – come ricostruito dalle indagini – si accorse del raggiro, chiese la restituzione della somma. Poco dopo la donna scomparve da Castellamonte, il 13 gennaio 2016 e circa un mese dopo, il 19 febbraio, il suo corpo fu ritrovato nella cisterna di una discarica abbandonata nelle campagne di Rivara. L’autopsia rivelò che era stata strangolata.
Il processo. Defilippi ammise di aver ucciso la donna. Anche in primo grado è stato condannato a 30 anni, in una delle prime udienze davanti al gup di Ivrea si dichiarò unico responsabile. Obert, condannato in primo grado a 19 anni, ha ricevuto in appello un leggero sconto di pena. La Suprema Corte ha accolto le richieste del pg di Cassazione Pina Casella, che nella sua requisitoria ha chiesto la conferma della condanna, ritenendo che quello di Gloria Rosboch sia stato un delitto lucido ed efferato, studiato nei minimi dettagli.
Le parole del legale dei genitori della vittima “I genitori di Gloria sono soli e sono stanchi ma almeno oggi è stata messa la parola fine a questa terribile vicenda per la quale non credo possa esserci perdono. Quanto a Defilippi, nessuno vuole vendetta ma ci aspettiamo che sconti il giusto”. Così l’avvocato Stefano Caniglia, difensore dei genitori di Gloria Rosboch.

Delitto Rosboch, Gabriele Defilippi si laurea con una tesi su Olivetti (Corriere della Sera – 30 marzo 2022)
Condannato a trent’anni per l’omicidio dell’insegnante di Castellamonte si è laureato in Scienze Politiche con 105/110
Sei anni dopo la condanna a trent’anni per l’omicidio dell’insegnante di Castellamonte Gloria Rosboch, questa mattina Gabriele Defilippi si è laureato in Scienze Politiche. Il detenuto 27enne ha ottenuto un permesso speciale per lasciare il carcere e presentarsi nella Sala Rossa del Campus Einaudi di Torino per discutere una tesi sulla figura di Adriano Olivetti. La commissione lo ha proclamato dottore con una votazione di 105 su 110.
Gloria Rosboch scomparve il 13 gennaio 2016. Il suo corpo fu ritrovato un mese dopo in una discarica a Rivara. Ad assistere questa mattina alla discussione della tesi c’erano il fratello di Gabriele e la madre, Caterina Abbatista, assolta dall’accusa di concorso in omicidio ma condannata a 12 mesi per il concorso della truffa ai danni della Rosboch.Quei 187 mila euro che l’insegnante consegnò al suo ex allievo in cambio della promessa di un futuro insieme in Costa Azzurra. Quando Rosboch si rese conto che quelle di Defilippi erano solo parole al vento, chiese la restituzione del denaro. E venne strangolata. Un delitto lucido ed efferato per i giudici che hanno condannato Defilippi in via definitiva a trent’anni e il suo complice, Roberto Obert, a 18 anni e 9 mesi.