Sueli Leal Barbosa, 48 anni, infermiera, mamma. Muore cadendo dalla balaustra cui si era aggrappata per sfuggire alle fiamme appiccate dal compagno
Milano, 5 Giugno 2025
Titoli & Articoli
Corriere della Sera – 6 giugno 2025
Donna morta nel rogo. I vicini sconvolti: “Lascia un bambino” (il Giornale – 6 giugno 2025)
Sueli, 48 anni, aveva un figlio di 10 che si è salvato. “Aveva litigato con il partner”
«Adesso chi avrà il coraggio di dire a quel bambino che la sua mamma non c’è più?». Ha lunghi capelli neri e pesanti occhiali da sole la donna in lacrime che ieri pomeriggio si agitava in preda alla disperazione sul marciapiede di viale Abruzzi 64, davanti al palazzo dove, al quarto piano, abitava l’amica connazionale, la 48enne di origine brasiliana Sueli Leal Barbosa. La notte prima, poco dopo la mezzanotte, davanti allo sguardo sconvolto dei vicini di casa, Sueli si è gettata dalla finestra nel cortile interno dello stabile nel tentativo di sfuggire alle fiamme dopo che un terribile incendio era scoppiato all’interno del suo appartamento la cui porta d’ingresso è stata trovata chiusa dall’esterno. Trasportata in codice rosso e in condizioni disperate al Fatebenefratelli, la donna è morta qualche ora più tardi. Nel frattempo lo stabile è stato prima evacuato per ragioni di sicurezza e infine tre piani – il quarto, il quinto e il sesto (sono sette in tutto) – e 12 appartamenti sono stati dichiarati inagibili. In molti tra i residenti hanno passato la notte sul marciapiede e chi non ha potuto far ritorno a casa è stato alloggiato in hotel. «L’appartamento – ha spiegato ieri sera al termine dei rilievi Michele Giacalone, caporeparto dei vigili del fuoco di Milano che stanno conducendo l’inchiesta sull’accaduto – è completamente distrutto dalle fiamme, c’è stato un incendio generalizzato, un flashover, ovvero un incendio che si è propagato improvvisamente e in modo molto rapido. La lettura dei segni non è semplice, ma la situazione è abbastanza chiara».
La vittima, che dopo una esperienza al «Gaetano Pini» lavorava poco lontano da casa, all’Istituto dei tumori di via Venezian come operatrice sanitaria, aveva un figlio di 10 anni nato da una unione poi conclusasi, un bambino che l’altra notte fortunatamente quando è scoppiato l’incendio stava passando la notte a casa del padre biologico. Sueli infatti era sola nella casa di viale Abruzzi 64 dopo l’ennesima lite scoppiata con l’attuale compagno, Michael, un connazionale 45enne che fa l’imbianchino e con il quale conviveva da circa tre anni. Una relazione burrascosa visto che già un mese fa nel loro appartamento avessero dovuto intervenire le forze dell’ordine per un pesante litigio, anche se non risulterebbero denunce per maltrattamenti a carico dell’uomo. Ora l’amica in lacrime racconta di «un compagno molto geloso» e, sembra, irritato, seppur «del tutto irragionevolmente quando Sueli usciva con noi amiche». «Era una brava donna, pensava solo al suo bambino e al bene della famiglia» spiega la brasiliana.
Anche i vicini hanno solo belle parole nei confronti di Sueli. «Sorridente, gentile, mi aveva aiutato a prenotare una visita all’Istituto dei Tumori» racconta il titolare di un bar. Un altro giovane immobiliarista sostiene che la 48enne desiderava vendere la propria abitazione per andare a vivere in un’altra più grande. «Mi aveva mostrato l’appartamento, era in ottime condizioni» si limita a precisare. (di Paola Fucilieri)
Morta bruciata, l’ultimo saluto a Sueli: “Non lasceremo solo tuo figlio. Gli diremo chi era sua madre” (il Giorno – 21 giugno 2025)
L’addio alla donna uccisa dal compagno che ha dato fuoco all’appartamento in viale Abruzzi a Milano. Padre Luca Zanchi: “Si deve continuare ad amare anche in mezzo a tanto dolore”
Avrebbe compiuto 49 anni ieri, primo giorno d’estate. Ma è stato un giorno triste, addolcito solo dalle rose bianche posate sulla sua bara e dalle parole di chi le voleva bene. La chiesa di Sant’Angela Merici in via Cagliero, zona Melchiorre Gioia, si è riempita per dare l’addio a Sueli Leal Barbosa, morta lo scorso 5 giugno nel tentativo di scappare dall’inferno di fuoco che ha distrutto il suo appartamento in viale Abruzzi 64 lanciandosi dal balconcino della sua camera da letto al quarto piano. Fermato poco dopo il suo compagno Michael Sinval Pereira, che dovrà rispondere delle accuse di omicidio aggravato e incendio doloso.
Per chi resta, rimane un dolore “che sconvolge. Ma dobbiamo andare dalla parte della vita. Che i nostri pensieri accarezzino e non graffino il nostro cuore, perché si deve continuare ad amare anche in mezzo a tanto dolore” ha sottolineato padre Luca Zanchi, ricordando che Sueli, nata in Brasile e trasferitasi in Italia, “ha percorso una strada in salita ma la meta era sempre chiara in lei. Viveva con passione tutto: il suo essere figlia, sorella, mamma, zia, credente e anche il suo lavoro (di operatrice socio sanitaria all’Istituto dei Tumori, ndr) che aveva conquistato dopo molti lavori umili. Aveva in sé la beatitudine dei semplici. Di chi continua a credere nel bene”. (di Marianna Vazzana)




