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Stefania Terrosi, 59 anni, impiegata in una ditta di pulizie, mamma. Uccisa con un colpo di pistola dal convivente

Città della Pieve (Perugia), 29 Novembre 2025


Titoli & Articoli

Il ballo e gli animali, le passioni di Stefania Terrosi uccisa dal suo compagno (la Repubblica – 29 novembre 2025)
“Vivi come se dovessi morire domani”. Era il motto di Stefania Terrosi, l’ultima donna vittima di femminicidio in Italia. Lo aveva scritto nelle sue note in breve su Facebook. E’ stata uccisa a 59 anni nella sua villetta di Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, dal suo compagno, Antonio Iacobellis con un colpo di pistola al petto.
Ma chi era Stefania Terrosi? Aveva un figlio di 35 anni, era nata a Siena, un matrimonio alle spalle che si era concluso nei primi anni Duemila. Due le sue grandi passioni: quella per il ballo e per gli animali. Si dedicava a cercare padroni per cuccioli soli e al suo fianco aveva da anni la meticcia Bella e lo springer Furio. Prendeva lezioni di bachata e salsa ma da un anno aveva lasciato il gruppo con il quale era molto affiatata a Città della Pieve. “Era sempre allegra, sorridente e con una grande energia”, la ricordano le amiche.
Lavorava da tre anni per una ditta di pulizie e anche negli appartamenti di alcuni conoscenti. Anche oggi era stata a lavoro. “L’avevo sentita quando stava per rientrare a casa – racconta una sua collega – e aveva la voce un po’ stanca. Le ho chiesto se era tutto a posto ma non ha più risposto”. Aveva iniziato alle 7 e aveva finito alle 11. Dopo nemmeno mezz’ora, appena rientrata a casa, Antonio Iacobellis le ha sparato. (di Romina Marceca)

Uccisa dal compagno, shock anche a Montepulciano. La cugina: “Antonio non mi piaceva” (La Nazione – 1 dicembre 2025)
Adriano Giuliotti, amico di famiglia: “L’ho vista nascere, non meritava quanto accaduto”. Il medico: “Era diventata una donna buona e coraggiosa”. Il cordoglio del sindaco Angiolini
“Quell’uomo non mi era mai piaciuto e lo sapeva tutta la famiglia”. Lo dice, e lo ripete, con fermezza Lucia Gallo, cugina di Stefania Terrosi, la donna di 59 anni originaria di Montepulciano freddata sabato mattina nella sua casa dal compagno, il sottufficiale dell’aviazione ora in pensione Antonio Iacobellis con cui la relazione era ormai giunta al capolinea.  E che dopo l’omicidio si è suicidato. “Ci hai divise e ora lo hai fatto anche a colpi di pistola”, lo sfogo amaro e denso di dolore di Lucia Gallo anche sui social. Dove aggiunge, rivolgendosi idealmente all’uomo causa della frattura con la cugina, a cui era stata legatissima: “Rimane solo l’amaro che lei non abbia aperto gli occhi prima di morire sotto i tuoi colpi”. Un omicidio premeditato quello che sembra emergere dall’inchiesta dei carabinieri di Città della Pieve. Stefania Terrosi viveva infatti ormai da anni a Po’ Bandino, due passi da Chiusi. I corpi sono stati trovati senza vita nel soggiorno dell’abitazione in via Sardegna, uno accanto all’altro. L’ipotesi è dunque che Iacobellis abbia sparato in rapida sequenza.
“No, quell’uomo non mi piaceva anche se non pensavo che potesse arrivare a tanto”, ribadisce la cugina della vittima, Lucia. “Quando venne a Montepulciano, sarà stato una quindicina di anni fa, visto che cercava una casa dove andare, mia madre (la zia di Stefania, ndr) disse che aveva un monolocale sfitto in paese dove poteva trattenersi, al massimo per un paio di mesi. Ma quando gli chiedemmo di lasciare l’appartamento lui si oppose con tutte le forze per cui fu necessario portare fuori i suoi oggetti, le valigie. Questo fu il motivo per cui Stefania smise di parlarci. E da quel momento, nonostante io volessi, non è stato più possibile riconciliarci. Pensare che eravamo cresciute come due sorelle, sempre insieme. Gli sono stata molto vicino anche nel momento in cui il suo matrimonio terminò”, ricorda la cugina.
Una persona determinata – aggiunge –, quando alle superiori c’era da risolvere un problema lei non mollava finché non c’era riuscita, andava sempre fino in fondo. Aveva frequentato l’istituto ’Redi’, era ragioniera”. Attualmente lavorava però da circa tre anni per un’impresa di pulizie umbra. “Nei primi anni Duemila era venuta nel periodo estivo nella segreteria della libera professione a Nottola. Ci sono medici che la ricordano bene, mi hanno scritto, saputo della tragedia”, racconta ancora Lucia Gallo. Che l’aveva, solo vista, l’ultima volta nel 2023 per il funerale della madre di Stefania Terrosi. “Come la voglio ricordare? Piacevole, solare, una bella donna per cui il figlio Andrea era la ragione di vita, lo amava moltissimo come pure la famiglia di origine. Sempre sorridente, abituata a stare al pubblico anche per l’attività di famiglia, il forno alla Crocetta”, conclude Gallo. Che non sa darsi pace per l’accaduto.
“Con suo padre eravamo amici veri, le nostre sono famiglie storiche di Montepulciano. I Terrosi per il forno tenuto fino agli anni Duemila, noi per il molino”, dice Adriano Giuliotti, imprenditore che è tra l’altro presidente della Misericordia poliziana. “I genitori di Stefania, Franca e Mario, sono anche venuti al mio matrimonio. Un legame di lavoro ma anche di forte amicizia, unitamente alla passione per l’attività venatoria”, aggiunge un pizzico commosso ricordando “che Stefania l’ho vista nascere”. Il padre era un grande collezionista di presepi, anche a lei piacevano molto. “Sono senza parole, una donna che si è data sempre tanto da fare, con la testa sulle spalle. Non si meritava quanto è accaduto, nessuna donna se lo merita”, conclude Giuliotti.
“Una tragedia che ci lascia senza parole”, il post del sindaco di Montepulciano Michele Angiolinisui social presto corredato da centinaia e centinaia di messaggi. “La nostra comunità è profondamente scossa dalla terribile notizia del femminicidio avvenuto a Po’ Bandino, in cui è stata uccisa Stefania Terrosi, originaria di Montepulciano. Di fronte a un dolore così grande, esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia, al figlio e a tutti coloro che le volevano bene. La nostra comunità si stringe attorno a loro, condividendo sgomento e cordoglio per una perdita che colpisce tutti”, scrive Angiolini.
Fra i tanti commenti al messaggio del sindaco anche quello del dottor Luciano Valdambrini, nome conosciutissimo in Valdichiana e nella provincia fra i medici di famiglia di cui è stato tra l’altro portabandiera sindacale. “Sono esterrefatto. E addolorato da questa terribile notizia. L’ho conosciuta da bambina – dice – come medico di famiglia, era diventata una donna buona, coraggiosa e generosa. Non meritava una sorte simile. Non esiste nessuna giustificazione per colui che ha commesso tale mostruosità ed è una vergogna essere parte di una società che produce di continuo situazioni di questo genere. Le più sentite condoglianze a quanti le hanno voluto bene e continueranno a ricordarla”. (di Laura Valdesi)

 


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