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Simona Porceddu, 41 anni, mamma. Picchiata dal marito (ai domiciliari per spaccio), lo denuncia, lui finisce in carcere poi esce e, nonostante il divieto di avvicinamento, entra in casa e la sgozza

Novilara (Pesaro Urbino), 11 Dicembre 2020


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Pesaro, uccide la moglie e si toglie la vita: aveva il divieto di avvicinamento (Corriere della Sera – 11 dicembre 2020)
Simona Porceddu, 41 anni, sgozzata dal marito Chouaye Mourad, 44, marocchino. L’uomo, precedenti per droga, era uscito dal carcere quindici giorni fa
Ha atteso che le figlie (13 e 7 anni) fossero a scuola per presentarsi a casa della moglie dove non poteva rientrare per un divieto di avvicinamento conseguente a varie denunce per maltrattamenti. Poi Chouaye Mourad, 44 anni, marocchino, ha colpito alla gola, uccidendola con due coltelli da cucina, Simona Porceddu, 41, con cui era separato di fatto. Uscito dall’abitazione, ha raggiunto le mura di Novilara, borgo nel Pesarese dove vivevano entrambi, è si è gettato da 15 metri. È morto poco dopo in ospedale.
I carabinieri trovano il cadavere della donna. Solo quando i carabinieri sono andati a casa per avvisare la famiglia, hanno scoperto il cadavere di lei. L’uomo aveva vari precedenti per droga. Tanto che era uscito di prigione una quindicina di giorni fa, dopo avere scontato una condanna per spaccio. Ma in carcere c’era finito anche perché a febbraio era arrivata l’ennesima denuncia da parte di Simona, picchiata mentre l’uomo era in casa ai domiciliari.

 

 

Sgozzata dal marito violento che, dopo l’omicidio, si è suicidato (Vistanet – 12 dicembre 2020)

I vicini li sentivano spesso litigare e urlare. Lui era stato denunciato per maltrattamenti l’anno scorso. Ma Simona non aveva chiesto l’aiuto di nessuno ed è morta per mano dell’uomo che aveva sposato
Le ha tagliato la gola e poi si è lanciato dalle mura del borgo di Novilara dove abitavano,
vicino Pesaro. Così è finita la vita di Simona Porceddu, 41enne originaria di Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari ma ormai cittadina marocchina e del marito Mourad Chouaye, 44enne marocchino. La coppia aveva due bambine.Lui, pluripregiudicato, era uscito dal carcere 15 giorni fa per spaccio, ma era stato anche denunciato in passato per violenze domestiche. Ma Simona non aveva chiesto l’aiuto di nessuno ed è morta per mano dell’uomo che aveva sposato che stava preparando la sua vendetta contro di lei, che lo aveva sfidato mandandolo in carcere. L’uomo non rispettava affatto il divieto di avvicinamento alla casa della moglie: i vicini di casa lo avevano visto gironzolare molte volte a Novilara, nei pressi della casa. Doveva stare lontano, invece era spesso lì e le urla lo testimoniavano.
Ora saranno le autopsie, previste per lunedì alle 15, a stabilire come e con quante coltellate è stata uccisa Simona Porceddu, morta per mano del marito Mourad Chouaye, poi suicidatosi. Sono apparsi evidenti due fatti: la donna non ha tentato di reagire all’aggressione e l’omicida voleva decapitarla. In apparenza non sembrano esserci altri segni di violenza, i colpi sono concentrati in maniera ossessiva alla testa e al collo. Probabilmente Simona è morta immediatamente perché le ferite sono profonde.

Omicidio-suicidio di Novilara Le bambine in Sardegna dagli zii (il Resto del Carlino – 15 dicembre 2020)
Annunciato lutto cittadino a Collinas, il paese d’origine di Simona, nel giorno delle esequie. Le autopsie confermano la volontà feroce di uccidere da parte del marito della donna


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