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Silvia Manetti, 46 anni, cuoca, mamma. Uccisa dal compagno con 16 coltellate al collo

Monterotondo Marittimo (Grosseto), 11 Agosto 2021


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Prima la porta a cena per l’anniversario, poi la uccide
E’ successo a Monterotondo Marittimo dove è stato proclamato lutto cittadino per domani. La vittima, Silvia Manetti 46 anni, faceva la cuoca.

 

Silvia Manetti uccisa da Nicola Stefanini, la confessione: “L’ho ammazzata”
La vittima, 45 anni, aveva vissuto per vent’anni nelle Marche dopo aver sposato un ascolano. Poi la morte per mano del compagno nel Grossetano
Silvia aveva lavorato e vissuto al fianco dell’uomo dal quale ha avuto due figli, oggi di 14 e 10 anni. Purtroppo, Cesare Tempera è venuto a mancare nel 2013, e Silvia, rimasta vedova a soli 38 anni, ha deciso di lasciare le Marche per fare ritorno ad Altopascio, in provincia di Lucca, dove era nata e dove ha portato con sé i suoi figli. Il peso della perdita era infatti insostenibile per Silvia, che un anno dopo la morte del marito scriveva sul web: “Tante cose sono cambiate, sembra un niente, ma è già una vita. Ovunque tu sia, sei sempre presente nelle nostre vite, ogni giorno, e so che sei contento di come ce la caviamo, perché so che avresti voluto che fossimo solo felici”.
La fuga dal Piceno, dai ricordi dolorosi del passato, il tentativo di rinascere dopo aver vissuto un lutto tremendo si è però trasformato in una nuova tragedia, dalla quale purtroppo non c’è stato scampo.
Ad Altopascio, Silvia ha infatti conosciuto l’uomo che le ha fatto battere di nuovo il cuore: non poteva sapere che quel nuovo amore l’avrebbe condotta alla morte. Il suo attuale compagno, Nicola Stefanini, di 48 anni, si è infatti trasformato nel suo carnefice, l’altroieri sera, nel paese della Maremma dove si erano traferiti da un anno. “L’ho ammazzata”, è la frase che ha ripetuto senza sosta ai carabinieri fuori dall’auto, all’interno della quale giaceva senza vita il corpo di lei, immerso in un lago di sangue.
L’uomo aveva i vestiti intrisi di quello stesso sangue quando, dopo averle sferrato una coltellata alla gola, ha digitato il 112 confessando tutto. E oggi a piangere la scomparsa della donna è anche la città di Ascoli, dove tanti la ricordano con affetto e non riescono a capacitarsi dell’accaduto. Anche questa storia, come tante altre, ha avuto un finale imprevedibile, perché chi conosceva la coppia non ha alcun dubbio: sembravano felici, tranquilli, spensierati.
Poi, all’improvviso, la brutale violenza e l’orrida fine di una vita, quella che oggi il piceno piange, unendosi al dolore dei parenti. “Sono vicino alla famiglia, e lo è tutta la città – commenta il sindaco, Marco Fioravanti –.Non la conoscevo di persona, ma la notizia mi ha sconvolto. Il modo in cui ha perso la vita ci lascia senza parole: la violenza sulle donne va combattuta sempre con più forza. Fatti del genere non devono più accadere”.

Il delitto di Monterotondo. “Silvia Manetti uccisa da 16 coltellate al collo”
Depositata la perizia del medico legale “Colpi inferti con la mano sinistra”
La morte è stata “pressoché immediata”. Si leggono queste parole, scritte da Mario Gabbrielli, ordinario di medicina legale, nella perizia depositata in Procura sull’omicidio di Silvia Manetti, la donna uccisa la notte tra l’11 e il 12 agosto sulla strada che porta a Monterotondo Marittimo, dal suo compagno, Nicola Stefanini, operaio di 48 anni tuttora rinchiuso nel carcere di Grosseto, dopo una lite avvenuta in auto. E’ questo il risultato dell’autopsia effettuata sul corpo della donna come richiesto dal Pm Anna Pensabene che coordina l’inchiesta insieme ai carabinieri. La coppia era stata a cena in un ristorante sulla costa per festeggiare il terzo anniversario. Ma mentre stavano tornando casa tra due scoppiò una violenta lite: l’uomo fermò la macchina e iniziò a colpire con un coltellola donna, che era seduta accanto a lui: 16 le coltellate, come ha ricostruito il medico legale, che la raggiunsero in tutte le parti del collo. Fendenti sferrati con la sinistra: Nicola Stefanini, infatti, è mancino.
“La morte – scrive il medico nella sua perizia – è stata causata da anemia meta-emorragica”. In pratica un colpo sferrato alla gola fu quello che le recise carotide e giugulare. “lesione alla quale conseguì anossia cerebrale: e la morte della donna fu pressoché immediata per dissanguamento“. Stefanini, che è difeso dall’avvocato Tommaso Galletti, è in carcere a Grosseto (fu lui ad avvertire i carabinieri), dov’è stato portato dopo essere stato arrestato dai carabinieri che stanno ancora svolgendo le indagini per non lasciare nulla a la caso e capire il perché di quel folle gesto, coordinati dalla sostituta procuratrice Anna Pensabene. L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela.

“Una coppia normale, tutti casa e lavoro”
I due tornavano da una cena, l’esplosione di violenza durante la lite in auto. “Silvia? Era una donna attaccata alla vita e solare


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