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Inirida Roa Sierra 45 anni, mamma. Dopo aver denunciato il marito per violenze e molestie sulla figlia, le vengono tolti i bambini e portati in casa famiglia. Lei viene ritrovata morta, con diversi lividi e probabilmente strangolata. Indagato il marito

Civitavecchia (Roma), 31 Marzo 2022


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Inirida Roa, la donna trovata morta, ogni giovedì a Viterbo dai figli
I ragazzi ospiti di una casa famiglia dopo l’allontamento disposto dal giudice
Indagato per omicidio Gaetano Notargiacomo “come atto dovuto”, precisa la sua avvocata Anna Maria Guerri. Il pensionato, 73 anni, è il marito di Inirida Roa Sierra, la donna di 45 anni, venezuelana, ritrovata morta nella sua casa di Civitavecchia. Martedì ci sarà l’autopsia sulla vittima di quello che, secondo gli inquirenti, è un femminicidio.
Inirida Roa Sierra è stata trovata con un sacchetto di plastica in testa, sul suo corpo non ci sarebbero segni di violenza. Il marito, sottoposto a sette ore di interrogatorio, è stato il primo a chiamare la polizia e ha sfondato, secondo quanto ha ricostruito alla squadra mobile, una finestra per entrare in casa e soccorrere la moglie.
La coppia aveva comunque dei problemi, tanto che la moglie aveva mostrato alcuni problemi psichiatrici. Moglie e marito non riuscivano a convivere serenamente, con i vicini che hanno raccontato di allontanamenti e riavvicinamenti frequenti. Un’esistenza non facile, quella di Inirida Roa, arrivata i dal Venezuela circa venti anni fa con la speranza di una nuova vita, e poi la nascita di due figli, un maschio di 16 anni e una femmina di 11, entrambi ospiti da quasi due anni in una struttura protetta di Viterbo, a seguito dei violenti litigi tra la vittima e il marito.
Violenze per le quali anche la donna era stata allontanata da casa e per l’uomo era scattato anche il provvedimento di divieto di avvicinamento. Inirida però, dopo qualche mese, era  tornata sui suoi passi. Aveva ritirato la denuncia nei confronti del marito, rinunciando a proseguire la battaglia legale nella consapevolezza di riuscire in qualche modo a ricomporre la famiglia che sognava. Nel frattempo, ogni giovedì, immancabilmente, saliva sul pullman per raggiungere Viterbo, dove poteva riabbracciare i suoi ragazzi e ai quali continuava a promettere che presto sarebbero tornati a casa. Quella casa di via Fratelli Cervi dalla quale è uscita cadavere nel tardo pomeriggio di venerdì e che si trova ora sotto sequestro. Una morte sulla quale un chiarimento, si spera definitivo arriverà solamente dopo l’autopsia.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA – Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono effettuate indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

Donna trovata morta in casa: è stata strangolata
É successo a Civitavecchia, a pochi chilometri da Roma: la vittima è una 45enne di origini venezuelane. Il compagno della donna, un 73enne già noto alle forze dell’ordine, è stato interrogato dagli inquirenti
Una donna di 45 anni, Inirida Roa, originaria del Venezuela, è stata trovata senza vita all’interno della sua abitazione di  via Fratelli Cervi, Civitavecchia, a pochi chilometri da Roma. Sul collo della vittima sono stati individuati segni di lividi da strangolamento. A dare l’allarme una vicina di casa che ha sentito delle urla e visto la porta dell’appartamento aperta, così ha chiamato il numero unico per le emergenze e permesso alla polizia di arrivare sul posto.
In quell’appartamento la donna viveva con un compagno, finito subito dopo il ritrovamento del corpo della 45enne al centro delle indagini. Gli investigatori della squadra mobile della polizia di stato lo hanno portato in commissariato per interrogarlo, con alcuni graffi sulle braccia. Il medico legale accorso in via Cervi, avrebbe riscontrato dei segni di violenza sul corpo della donna. Ferite che farebbero pensare ad uno strangolamento dopo una lite.
Gli inquirenti, in attesa delle disposizioni del magistrato, ascolteranno di nuovo la versione dell’uomo, un 73enne già noto alle forze dell’ordine. Il cadavere della donna, terminati i rilievi scientifici, verrà trasferito in obitorio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che nel disporrà l’autopsia. Si indaga per omicidio.

Civitavecchia. Il giallo di Inirida Sierra. La vittima potrebbe essere morta il giorno prima della scoperta del cadevere.
Trapelano le prime, importanti indiscrezioni, sui risultati dell’esame autoptico condotto la scorsa settimana sul cadavere di Inirida Roa Sierra, la 45enne venezuelana trovata morta lo scorso 1º aprile a Civitavecchia (Roma), all’interno dell’abitazione dove abitava insieme al marito, Gaetano Notargiacomo.
Come riporta il notiziario locale TRC Giornale, sembra emergere un particolare molto importante che riguarda l’orario del decesso. A una prima valutazione, sembrava che la morte di Inirida potesse farsi risalire a qualche ora prima del ritrovamento del cadavere. Invece, stando ad alcune voci, sembrerebbe che l’arco temporale possa essere molto più lungo e che, addirittura, la donna potesse essere già morta dal giorno precedente. Un aspetto che, se fosse confermato, cambierebbe completamente lo scenario attorno al quale si stanno muovendo gli inquirenti. Ulteriori importanti riscontri si attendono anche dall’esame delle impronte rilevate sul sacchetto di plastica nel quale era avvolta la testa della vittima. Insomma, al momento non viene esclusa né l’ipotesi del suicidio, né quella dell’omicidio.

L’autopsia anticipa l’ora della morte
Il decesso di Inirida Roa è avvenuto il giorno prima del ritrovamento del corpo
CIVITAVECCHIA – Inirida Rosa sarebbe morta il 31 marzo, ossia un giorno prima del ritrovamento del suo cadavere da parte del marito, Gaetano Notargiacomo, che poi ha chiamato il 118. E’ un primo risultato che sarebbe emerso dall’autopsia eseguita dal professor Luigi Cipolloni sul corpo della donna venezuelana trovata morta nell’abitazione di via Fratelli Cervi. Si aspettano ulteriori indicazioni dagli esami tossicologici, che dovranno soprattutto chiarire se la donna avesse assunto sostanze particolari. Inoltre, gli uomini del commissariato di viale della Vittoria, coordinati dal dottor Luca Pipitone, stanno ascoltando diverse persone che hanno avuto contatti con la donna. Non viene esclusa sia l’ipotesi del suicidio, sia quella dell’omicidio, per cui è indagato il marito.

La strage delle donne

 


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