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Barbara Belotti, 32 anni, mamma. Pugnalata al cuore dal marito dopo anni di maltrattamenti

Garbagnate Milanese (Milano), 11 Gennaio 2008


Titoli & Articoli

Corriere della Sera – 11 gennaio 2008

Rifiuta le cure e uccide la moglie (la Repubblica – 12 gennaio 2008)
Un minuto in più. E Barbara Belotti, 32 anni, madre di tre bambini, forse si sarebbe salvata da quel destino che le denunce ai carabinieri, le fughe in caserma e «i reiterati maltrattamenti in famiglia» rendevano ogni giorno più vicino. Un minuto in più e la furia del marito sarebbe stato il copione già visto decine di volte nella casa popolare di via Kennedy 60, a Garbagnate: urla, botte, telefonate ai carabinieri, segnalazioni in procura e al tribunale dei minori, l’ allontanamento dell’ uomo con cui era sposata da dieci anni, poi il ritorno a una calma apparente fino alle nuove violenze. Invece ieri, poche ore dopo l’ ultima visita in caserma, il marito, Amerigo Maira, 34 anni, tossicodipendente, una pensione d’ invalidità per la dipendenza dalla cocaina, a San Vittore fino allo scorso marzo per droga, non regge davanti alla compagna che prepara la valigia per andare via di casa, dalla madre che già ospita e protegge i tre bambini: tira fuori un coltello e con un solo fendente alla pancia la uccide. I carabinieri arrivano in quel momento, trovano la porta d’ ingresso aperta, e vedono la tragedia compiersi davanti a loro. Da più di un anno Barbara Belotti racconta ai militari della stazione di Garbagnate le violenze che subisce da Amerigo Maira. «Innamoratissimo, ma gelosissimo» dice la donna, accusata dal marito anche di relazioni extraconiugali, con due uomini. Lei informa costantemente delle aggressioni ma non formalizza le accuse. Fino a ieri, quando torna dai carabinieri e si dice pronta a denunciarlo. I militari le consigliano di non tornare in via Kennedy, lei decide di andarci senza i tre figli, una bambina di 8 anni, due maschietti di 9 e 4 anni, spediti direttamente dalla nonna. è proprio mentre Barbara sta preparando la valigia che Amerigo ricompare in casa. Fa in tempo a telefonare ai militari, lascia la porta socchiusa, li vede arrivare negli ultimi secondi della sua vita. L’ uomo resta immobile davanti al corpo senza vita della moglie e non oppone resistenza ai militari che lo arrestano per omicidio volontario aggravato.
Era stato dimesso mercoledì dal reparto psichiatrico dell’ ospedale di Garbagnate. Il ricovero era stato disposto in seguito all’ ennesimo episodio di violenza, alla vigilia di Natale. Barbara finisce alla clinica Mangiagalli dopo un’ altra notte di botte. «è il tipico caso di maltrattamenti in famiglia reiterati», dicono i carabinieri che seguono quasi quotidianamente la storia della coppia e da oltre un anno tentano di convincere la donna a fare denuncia. «è la classica situazione che da un momento all’ altro si sa che esploderà – dice un altro investigatore – . Purtroppo la legge ci dà pochi strumenti finché non succede l’ irreparabile». Per evitare l’ irreparabile gli psichiatri della Mangiagalli informano la procura dei minori, poi l’ uomo è raggiunto da un Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, emesso dal sindaco di Garbagnate. Il provvedimento, in scadenza il 31 dicembre, viene prolungato su insistenza dei carabinieri, poi l’ uomo viene dimesso, con l’ esplicito invito al ricovero in clinica. Entra due giorni fa alla Dianova, comunità specializzata per il recupero delle tossicodipendenze, ci resta un giorno, poi torna dalla moglie. Entra in casa, vede il suo sogno d’ amore risucchiato in una valigia che si riempie dei vestiti della donna. E decide di ucciderla. (di Sandro De Riccardis)

 

Lei vuole separarsi, lui l’accoltella a morte (il Cittadino MB – 18 gennaio 2008)
Le vere vittime di una tragedia forse annunciata sono e saranno sempre i tre figli della coppia. L’efferato omicidio di venerdì scorso a Garbagnate ha molto scosso anche alcuni ambienti solaresi proprio per via del coinvolgimento dei bambini. Uno dei tre, è giocatore con profitto di una formazione dell’Universal Solaro, il che coinvolge ancor più la cittadina nei fatti accaduti a Garbagnate. I tre ragazzi, fra gli 11 e i 6 anni, hanno dato l’addio alla propria mamma, senza neanche saperlo, in una giornata già di per se movimentata e tragica. La donna, Barbara Belotti di 32 anni, aveva infatti deciso, dopo ripetute liti con il marito, Amerigo Maira 34enne con precedenti penali e con problemi di droga, di chiedere la separazione. Una settimana prima aveva presentato denuncia ai Carabinieri della locale stazione per tutte le violenze subite e il mattino di venerdì scorso era stata invitata dagli uomini dell’arma a recarsi in caserma, insieme con i tre figli. Quando la donna, verso le 15, è tornata a casa per prendere dei vestiti, fortunatamente i ragazzi sono rimasti in caserma aspettando l’arrivo della nonna.
La signora Barbara giunta nell’abitazione di via Kennedy ha trovato il marito ad attenderla. L’uomo, messo davanti all’eventualità di una separazione, si è nuovamente abbandonato alla violenza. La donna è riuscita a chiamare i Carabinieri, ma nel momento in cui il signor Maira ha avuto sentore dell’arrivo dei militari ha afferrato un coltello da cucina e ha ferito mortalmente, con un unico colpo, la moglie. L’uomo, che sotto Natale era stato anche oggetto di un trattamento sanitario obbligatorio per problemi di dipendenza da stupefacenti, è stato trovato sul posto, arrestato ed accusato di omicidio volontario. (di Diego Marturano)

 


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