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Amerigo Maira, 34 anni, nullafacente, pregiudicato, padre. Dopo anni di maltrattamenti, uccide la moglie con una pugnalata al cuore

Garbagnate Milanese (Milano), 11 Gennaio 2008

 


Titoli & Articoli

“Ti lascio”: e il marito la uccide (Varese News – 11 gennaio 2008)
Tragedia in famiglia dopo una violenta lite. La coltellata mortale mentre i carabinieri, avvisati da lei, stavano per entrare nell’abitazione della coppia
Delitto in famiglia a Garbagnate Milanese. Un uomo di 34 anni, Amerigo Maira, descritto come nullafacente e pregiudicato, ha ucciso la moglie Barbara Belotti di 32 anni pugnalandola al cuore dopo una violenta lite sfociata nella richiesta d’aiuto della donna ai carabinieri. I due avevano tre figli piccoli, ciononostante la loro abitazione al civico 60 di via Kennedy era teatro di litigi frequenti ed aspri. Fortunatamente al momento del delitto i piccoli non erano in casa.
Alle 15 di oggi, venerdì 11 gennaio, il dramma finale. La donna dichiara di voler chiedere la separazione dal marito, che reagisce con ancora più violenza del solito, costringendola a chiamare i carabinieri. Proprio mentre i carabinieri erano ormai sulla soglia l’uomo ha sferrato il colpo mortale al petto della ormai ex compagna, usando un coltello da cucina. Barbara è morta sul colpo, l’uomo è stato arrestato in flagranza dai carabinieri. Per lui l’accusa è omicidio volontario.

Rifiuta le cure e uccide la moglie (la Repubblica – 12 gennaio 2008)
Un minuto in più. E Barbara Belotti, 32 anni, madre di tre bambini, forse si sarebbe salvata da quel destino che le denunce ai carabinieri, le fughe in caserma e «i reiterati maltrattamenti in famiglia» rendevano ogni giorno più vicino. Un minuto in più e la furia del marito sarebbe stato il copione già visto decine di volte nella casa popolare di via Kennedy 60, a Garbagnate: urla, botte, telefonate ai carabinieri, segnalazioni in procura e al tribunale dei minori, l’ allontanamento dell’ uomo con cui era sposata da dieci anni, poi il ritorno a una calma apparente fino alle nuove violenze. Invece ieri, poche ore dopo l’ ultima visita in caserma, il marito, Amerigo Maira, 34 anni, tossicodipendente, una pensione d’ invalidità per la dipendenza dalla cocaina, a San Vittore fino allo scorso marzo per droga, non regge davanti alla compagna che prepara la valigia per andare via di casa, dalla madre che già ospita e protegge i tre bambini: tira fuori un coltello e con un solo fendente alla pancia la uccide. I carabinieri arrivano in quel momento, trovano la porta d’ ingresso aperta, e vedono la tragedia compiersi davanti a loro. Da più di un anno Barbara Belotti racconta ai militari della stazione di Garbagnate le violenze che subisce da Amerigo Maira. «Innamoratissimo, ma gelosissimo» dice la donna, accusata dal marito anche di relazioni extraconiugali, con due uomini. Lei informa costantemente delle aggressioni ma non formalizza le accuse. Fino a ieri, quando torna dai carabinieri e si dice pronta a denunciarlo. I militari le consigliano di non tornare in via Kennedy, lei decide di andarci senza i tre figli, una bambina di 8 anni, due maschietti di 9 e 4 anni, spediti direttamente dalla nonna. è proprio mentre Barbara sta preparando la valigia che Amerigo ricompare in casa. Fa in tempo a telefonare ai militari, lascia la porta socchiusa, li vede arrivare negli ultimi secondi della sua vita. L’ uomo resta immobile davanti al corpo senza vita della moglie e non oppone resistenza ai militari che lo arrestano per omicidio volontario aggravato.
Era stato dimesso mercoledì dal reparto psichiatrico dell’ ospedale di Garbagnate. Il ricovero era stato disposto in seguito all’ ennesimo episodio di violenza, alla vigilia di Natale. Barbara finisce alla clinica Mangiagalli dopo un’ altra notte di botte. «è il tipico caso di maltrattamenti in famiglia reiterati», dicono i carabinieri che seguono quasi quotidianamente la storia della coppia e da oltre un anno tentano di convincere la donna a fare denuncia. «è la classica situazione che da un momento all’ altro si sa che esploderà – dice un altro investigatore – . Purtroppo la legge ci dà pochi strumenti finché non succede l’ irreparabile». Per evitare l’ irreparabile gli psichiatri della Mangiagalli informano la procura dei minori, poi l’ uomo è raggiunto da un Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, emesso dal sindaco di Garbagnate. Il provvedimento, in scadenza il 31 dicembre, viene prolungato su insistenza dei carabinieri, poi l’ uomo viene dimesso, con l’ esplicito invito al ricovero in clinica. Entra due giorni fa alla Dianova, comunità specializzata per il recupero delle tossicodipendenze, ci resta un giorno, poi torna dalla moglie. Entra in casa, vede il suo sogno d’ amore risucchiato in una valigia che si riempie dei vestiti della donna. E decide di ucciderla. (di Sandro De Riccardis)


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