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Augusta Alvelo, 50 anni, collaboratrice domestica, mamma. Accoltellata dal compagno, muore dissanguata

Bologna, 19 Novembre 2011


Titoli & Articoli

Voleva lasciarlo, lui la uccide a coltellate (Corriere della Sera – 19 novembre 2011)
La tragedia in via Primodì. L’uomo, 45 anni, è entrato a casa sua: l’ha colpita due volte e si è pugnalato al petto
In un’oasi popolare nascosta fra i palazzoni del Malpighi e il traffico di via Palagi, un’ex fabbrica di fiammiferi trasformata dall’Acer in una grande casa di ringhiera, sabato, all’ora di pranzo, un uomo ha attraversato la corte verde, si è lasciato alle spalle le voci e i giochi di bimbi africani, sudamericani, asiatici, ha aperto con le chiavi la porta del penultimo appartamento, è entrato e ha ucciso la donna che amava. Due coltellate al petto di lei, poi una terza rivolta contro se stesso. Voleva uccidersi, ma la sua mano si è fermata prima che ci riuscisse. Allora ha chiamato il 118: «Venite in via Primodì 12, sto male», ha detto, poi ha perso conoscenza. Gli operatori di Bologna soccorso li hanno trovati in camera da letto.
Lei — Augusta Alvelo, 50 anni, domestica, nubile e madre di due figli di 20 e 22 anni, arrivata a Bologna da Santo Domingo diciotto anni fa — morta. Lui — Loris Castelli, 45 anni, camionista, celibe e senza figli, nato a Medicina ma residente a Castel Guelfo — in fin di vita. Portato di corsa al Maggiore, l’uomo è rimasto alcune ore sotto i ferri, ora è in Rianimazione ma i medici sono certi che se la caverà. Nel frattempo, in via Primodì sono arrivati i carabinieri del Nucleo investigativo, della stazione Mazzini, il comandante provinciale, colonnello Alfonso Manzo, e il pm di turno Antonella Scandellari. Tutto è parso subito tragicamente e banalmente chiaro.
Un delitto passionale: lei voleva troncare la relazione, lui, ancora preso e molto geloso, non l’accettava. Un delitto premeditato: l’uomo è arrivato a Bologna con un coltello a serramanico, l’arma con cui ha ucciso Augusta. La relazione fra i due durava da circa quattro anni, era andata avanti fra alti e bassi e negli ultimi due mesi la situazione era peggiorata. Sembra che l’uomo fosse molto geloso, ma non risulta che lei avesse un’altra relazione. Non avevano mai convissuto, ma lui aveva le chiavi del piccolo appartamento Acer di via Primodì in cui la donna viveva con suo figlio. È con queste chiavi che sabato è entrato in casa e, probabilmente mosso dal solo impulso di farla finita, ha lasciato la porta aperta.
Tutto è successo in una manciata di minuti: Augusta è rientrata a casa verso le 13.30 e la telefonata al 118 è delle 13.40. Stando ai vicini, che non hanno sentito urla né voci alterate, i due non avrebbero litigato. Forse Augusta era in camera quando lui è entrato, era appena tornata da lavoro e forse si stava riposando. Forse lui l’ha colta di sorpresa mentre lei era a letto e l’ha accoltellata. Gli operatori del 118 l’hanno trovata stesa a letto supina, vestita con un paio di pantaloni e un maglione, nessun segno di colluttazione, come se dormisse. Lui, invece, era a terra in corridoio. La casa di Augusta e del suo figlio ventenne (che per fortuna ieri non era in casa) adesso è sotto sequestro. I carabinieri hanno sentito a lungo i vicini e i parenti della vittima, che in Italia aveva anche un fratello e una sorella, poi sono andati a perquisire la casa di Loris Castelli a Castel Guelfo e a parlare con suo fratello, che vive a Medicina con l’anziana madre. L’assassino, che forse già oggi potrebbe lasciare la Rianimazione, è in stato di arresto per omicidio. (di Amelia Esposito)

Il delitto di via Primodì. Augusta è morta dissanguata (la Repubblica – 23 novembre 2011)
L’autopsia sul corpo della donna accoltellata dal compagno, che rimane ricoverato all’ospedale Maggiore per le ferite procuratesi in un tentativo di suicidarsi
La lama del coltello a serramanico ha infierito per cinque, sei volte sul corpo esile di Augusta Alvelo: la donna accoltellata dal compagno nel suo appartamento di via Primodì a Bologna, sabato all’ora di pranzo, è morta dissanguata. Lo ha stabilito l’autopsia: il suo corpo esile ha ceduto alla violenza dei colpi. L’uomo che l’ha uccisa, Loris Castelli, si era poi ferito al torace nel tentativo di togliersi la vita. Dal giorno della tragedia è ricoverato all’ospedale Maggiore. Dopo un miglioramento, ieri ha accusato disturbi del ritmo cardiaco ed è stato riportato in rianimazione. In questo modo era saltato l’interrogatorio di convalida del Gip. Intanto il Gip Mirko Margiocco ha convalidato l’arresto di Castelli, confermando l’accusa di omicidio con premeditazione formulata dal Pm Antonella Scandellari, ed ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere.


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