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Santino Bonfiglio, 67 anni, autotrasportatore in pensione. Denunciato per lesioni e malatrattamenti, si reca a casa della ex mentre dovrebbe essere ai domiciliari e la ammazza con 30 coltellate

Messina, 9 Marzo 2026


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Daniela, uccisa dall’ex. «Non aveva il braccialetto perché non era disponibile» (Avvenire – 11 marzo 2026)
La donna è stata colpita decine di volte nella sua casa a Messina: a scoprire il cadavere è stata la figlia. Il 67enne, già fermato, aveva precedenti per violenza e minacce. È l’undicesimo femminicidio dell’anno
Era agli arresti domiciliari per reati contro la persona, violenza e minacce, ma non aveva il braccialetto elettronico, Santino Bonfiglio, l’uomo di 67 anni che ha confessato di avere ucciso, martedì sera a Messina, la ex compagna, Daniela Zinnanti, 50 anni. A precisarlo gli investigatori. La coppia era stata insieme fino a un mese fa quando, secondo quanto risulta dalle indagini, Bonfiglio avrebbe picchiato la donna, che era stata ricoverata in ospedale. Daniela Zinniti avrebbe poi ritirato la denuncia. Durante l’interrogatorio, davanti al procuratore di Messina e ai poliziotti della squadra Mobile, il 67enne ha ammesso di aver accoltellato a morte la ex compagna nella sua casa, a Messina, in via Lombardia, dopo che si era presentato da lei «per parlare». Forse per provare a convincerla a tornare insieme. La donna è stata colpita decine di volte, secondo quanto risulterebbe dal primo esame del medico legale. A scoprire il cadavere è stata la figlia della vittima, che non aveva notizie della madre. La giovane donna, alla vista del corpo per terra, ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale. All’assassino, i poliziotti sono arrivati esaminando le immagini di alcune telecamere della zona: nelle riprese si vedeva chiaramente Santino Bonfiglio mentre si allontanava a passo spedito dal luogo del delitto. L’uomo è stato rintracciato poco dopo dalla polizia.
Dagli accertamenti disposti dalla Procura di Messina, Bonfiglio avrebbe violato gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto dal gip dopo la seconda denuncia (la prima era stata ritirata) della vittima. Il gip aveva disposto che l’indagato indossasse il braccialetto elettronico, che non era però disponibile. Il giudice per le indagini preliminari non aveva però vincolato la misura cautelare all’obbligo dell’uso dello strumento elettronico. Gli agenti della squadra mobile messinese che indagano sul femminicidio hanno recuperato poi il coltello, vicino a un cassonetto, non lontano da casa. Il rapporto della coppia secondo testimonianze raccolte dagli investigatori era travagliato: i due si lasciavano e si riprendevano, con discussioni frequenti. Ora, i magistrati stanno ricostruendo la catena dei precedenti episodi di violenza.  Sul posto, oltre alla squadra Mobile e la Scientifica per i rilievi, martedì notte, anche il procuratore di Messina Antonio D’Amato. Dopo aver confessato, il 67enne è stato posto in stato di fermo. In base ai dati monitorati dall’Osservatorio Nazionale di “Non Una Di Meno”, quello di Messina è l’undicesimo femminicidio da inizio anno. Nella totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: marito, ex, padre o figlio. (di Giulio Isola)

Daniela Zinnanti uccisa dall’ex evaso dai domiciliari: il braccialetto doveva arrivare domani (la Repubblica – 11 marzo 2026)
Il delitto nella casa della donna a Messina. Santino Bonfiglio, l’assassino reo confesso, non aveva il dispositivo elettronico di sorveglianza
Daniela Zinnanti, 50 anni compiuti a luglio, è stata uccisa con decine di coltellate ieri sera nella sua abitazione in via Lombardia, nel quartiere Lombardo a Messina. La polizia ha fermato Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima che interrogato ha confessato ed è stato portato in carcere. Bonfiglio è evaso dagli arresti domiciliari scattati dopo avere aggredito la donna: non aveva il braccialetto elettronico. In base alle prime indagini coordinate dalla procura, il sessantasettenne sarebbe andato a trovare la ex per parlare, ma sarebbe stato respinto. L’uomo avrebbe quindi preso il coltello colpendo la donna decine di volte. A scoprire il femminicidio è stata la figlia della vittima che vedendo il cadavere ha avuto un malore ed è stata portata in ospedale.
I due avevano avuto una relazione relativamente breve. Alla fine dello scorso anno lei lo aveva lasciato e lui l’aveva picchiata. Daniela Zinnanti a quel punto lo ha denunciato ma il giorno dopo ha ritirato la denuncia contro il volere della sua famiglia. All’inizio dell’anno Bonfiglio aveva ricominciato a farsi sentire e aveva picchiato nuovamente la donna. Lei si era fatta medicare all’ospedale “Piemonte” e in quella circostanza lo aveva denunciato definitivamente. Quindi erano scattati i domiciliari. Ma non è mai stato sottoposto alla misura del braccialetto elettronico. Un problema di tempi tecnici tra la richiesta e la consegna, fanno sapere dalla questura. Il braccialetto, infatti, sarebbe dovuto arrivare domani.
Per anni il rapporto è andato avanti fra denunce della donna presentate e ritirate. Negli ultimi tempi, i litigi si erano fatti più frequenti. Fino alla discussione di ieri sera.
È una scena tragica quella che si è presentata agli investigatori della squadra mobile e ai magistrati della procura di Messina. Al sopralluogo nella casa della donna ha partecipato anche il procuratore Antonio D’Amato. Gli agenti della Mobile hanno trovato il coltello utilizzato da Bonfiglio accanto a un cassonetto vicino all’abitazione dell’ex compagna. All’assassino i poliziotti sono arrivati esaminando le immagini di alcune telecamere della zona: nelle riprese si vedeva chiaramente Bonfiglio mentre si allontanava velocemente dal luogo del delitto. È stato rintracciato poco dopo dalla polizia.
Bonfiglio agli inquirenti ha raccontato di avere discusso animatamente con la sua ex che gli avrebbe detto di avere avuto un’altra storia. A quel punto ha confessato di aver preso un coltello e di avere ucciso la donna. Il sessantasettenne ha detto anche di essersi liberato dell’arma del delitto. Il suo legale Oleg Traclò a quanto pare non chiederà alcuna perizia psichiatrica per l’assassino reo confesso. I due da ciò che si apprende non avevano mai vissuto assieme pur avendo avuto una relazione.
“Siamo disperati per la morte di mia sorella”, dice Roberto Zinnanti. “Più volte io e i miei altri cinque fratelli avevamo detto a Daniela di lasciare quell’uomo violento e di non avere più rapporti con lui. L’ultima volta, dopo l’ennesima denuncia, e dopo che l’aveva mandata all’ospedale con sette costole rotte, si era decisa a chiudere definitivamente i rapporti con questa persona che però non si dava per vinta. Un altro femminicidio annunciato”.
Roberto Zinnanti aggiunge: “Lui non so di cosa si occupasse, mia sorella badava quando poteva a nostra madre. Daniela era una donna stupenda che voleva bene a tutti noi fratelli, a sua figlia e anche a mia madre e faceva quanto poteva per stare più tempo con lei. Purtroppo ha conosciuto questo uomo violento ed era convinta, in un primo tempo, di poterlo cambiare e una prima volta, dopo averlo denunciato per maltrattamenti, ha anche tolto la denuncia. Ma questa seconda volta no. Aveva anche convissuto con lui, ma poi non andavano d’accordo e lo aveva mandato via. Sia io che mia madre le ripetevamo spesso di lasciarlo perdere, e finalmente l’ultima volta ha seguito i nostri consigli, ma l’uomo colto dalla disperazione ieri l’ha brutalmente uccisa”. Un minuto di silenzio è stato osservato dall’aula della Camera in ricordo “di Daniela Zinnanti e di tutte le vittime di femminicidio”, come chiesto dalla deputata M5s, Gilda Sportiello. Alla richiesta si è associata la deputata FdI Carolina Varchi che ha chiesto “di andare fino in fondo per verificare cosa non abbia funzionato perché si sia arrivati a una morte che era da evitare”. Michela Di Biase, deputata del Pd, unendosi alla richiesta ha sottolineato la necessità di un “monitoraggio sulle misure restrittive” e ha ricordato la legge sul femminicidio, “una norma che da sola non è sufficiente davanti a quello che accade” e ha ribadito: “Non basta continuare a immaginare solo misure punitive che arrivano quando il reato è compiuto”. (di Fabrizio Bertè e Salvo Palazzolo)

Daniela Zinnanti, il video che incastra l’ex Santino Bonfiglio: esce dalla casa col coltello in mano (Fan Page – 13 marzo 2026)
L’uomo, reoconfesso del femminicidio della ex Daniela Zinnanti avvenuto nella serata di lunedì scorso 9 marzo a Messina, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza del palazzo della vittima mentre esce impugnando ancora il coltello usato per uccidere la donna.
C’è un video a incastrare santino Bonfiglio l’uomo reoconfesso del femminicidio della ex Daniela Zinnanti avvenuto nella serata di lunedì scorso 9 marzo a Messina. Il filmato, registrato dalle telecamere di sorveglianza all’esterno del palazzo in cui si è consumato l’omicidio, ha immortalato il momento Esatto in cui il 67enne esce dell’edificio impugnando ancora il coltello che poco prima aveva usato per uccidere la cinquantenne. Il video è stato acquisito dalla polizia nelle ore immediatamente successive al delitto e ha permesso di inchiodare in breve tempo il 67enne messinese che poi ha confessato il delitto, pur sostenendo di non voler uccidere la ex compagna e di aver perso la testa dopo essersi presentato armato di coltello in casa della donna.
“Col coltello ho iniziato a colpirla in diverse parti del corpo ma non volevo ucciderla ho perso il lume della ragione quando ha confessato di avermi tradito” ha sostenuto Bonfiglio che era già agli arresti domiciliari per violenza proprio contro la vittima ed era in attesa di un braccialetto elettronico che però non era ancora arrivato.
“Mi ha massacrato, mi ha puntato anche il coltello alla gola questa volta” aveva denunciato la donna che era stata picchiata in più occasioni ed era finita anche in ospedale nel febbraio scorso con diverse fratture alle costole e un trauma cranico dopo essere stata colpita con calci e pugni.
Una confessione quella dell’uomo che ovviamente andrà verificata anche in base proprio alle prove come il video. Nel filmato infatti si vede il 67enne  che esce camminando in maniera tranquilla dal palazzo senza mostrare particolari segnali di inquietudine. Quel coltello che impugna nel video e che dice di aver portato da casa solo per minacciare e intimidire non uccidere, è stato poi recuperato in un cassonetto non distante dal luogo del delitto. L’uomo aveva detto di non ricordare dove lo avesse gettato ma gli investigatori lo hanno rinvenuto ripercorrendo il suo tragitto registrato proprio dalle telecamere di sorveglianza. Bonfiglio resterà per ora in carcere come stabilito dal gip che ha convalidato il fermo e la custodia cautelare. (di Antonio Palma)

 


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