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Paolo Riccone, 57 anni, vedovo, consulente del lavoro. Uccide la convivente con 30 coltellate

Incisa Scapaccino (Asti), 7 Giugno 2023


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Delitto di Incisa, Floriana Floris uccisa con 30 coltellate. Due giorni a vegliare il cadavere e tentare il suicidio
Paolo Riccone è in terapia intensiva. La procura non ha ancora emesso il decreto di fermo. “Con mia madre ci sentivamo ogni sera”, racconta la figlia Alice.
La procura di Alessandria non ha ancora emesso alcun provvedimento nei confronti di Paolo Riccone, il 57enne ricercatore ad Alessandria, ex consulente per il ministero del Lavoro, che venerdì è stato trovato in stato catatonico dentro il suo appartamento in piazza XX Settembre aIncisa Scapaccino, il piccolo comune a 20 chilometri da Asti e 80 da Torino.
Riccone non è in stato di fermo né di arresto. La procura attende l’esito degli esami del Dna sulle tracce di sangue trovate sul pavimento dell’appartamento, sui vestiti di entrambi e sul coltello che Riccone avrebbe usato per uccidere la donna. Il 57enne sarà risvegliato lunedì o al martedì mattina e allora i carabinieri potranno ascoltarlo: la sua deposizione sarà dirimente per individuare il movente del femminicidio. L’autopsia eseguita all’istituto di Medicina legale di Asti sul corpo di Floris ha confermato che la donna era morta da almeno due giorni.
Si è presentata in caserma ad Asti Alice, l’unica figlia di Floris, ormai 20enne, che vive a Bologna dove lavora come libera professionista per una azienda di telefonia: la ragazza, non sentendo più la madre da martedì sera, venerdì ha chiamato i carabinieri. “Con mia madre avevamo un grande rapporto – afferma Alice – ci sentivamo ogni sera. Le ho parlato martedì per l’ultima volta, poi non sono più riuscita a sentirla”, sospira prima di lasciare la caserma e andar via.
Riccone soffriva di depressione da quando ormai diversi anni fa aveva perso la moglie, una ex collaboratrice del Pd romano, uccisa da una malattia. All’epoca il 57enne viveva a Roma ed era consulente per il ministero del Lavoro. Dopo aver conosciuto Floris si era trasferito a Milano, infine due anni fa era tornato a vivere nell’appartamento ad Incisa per curare il padre Gino, proprietario della pompa di benzina del paese, malato di tumore. Gino è morto il 2 maggio scorso. Riccone forse non ha retto il colpo. L’uomo era in cura da uno psichiatra, in casa sono state trovate diverse scatole di farmaci. Lo specialista è stato ascoltato dai militari, come i vicini di casa e diversi abitanti di Incisa.
Ma la coppia era riservata, non si faceva notare in giro. Riccone ultimamente lavorata come ricercatore ad Alessandria, era concentrato soprattutto sulla cura del padre malato.

Omicidio di Incisa Scapaccino: Paolo Riccone è stato svegliato e ammette di avere ucciso Floriana Floris
Ha detto di avere avuto un raptus. Il suo avvocato: “Chiederò una perizia psichiatrica”
Paolo Riccone, il 57enne consulente economico di Incisa Scapaccino (Asti) accusato di avere ucciso la compagna Floriana Floris, 49enne di origine milanese, massacrandola di coltellate nella loro casa di piazza XX Settembre, ha ammesso le proprie responsabilità, sostenendo di essere stato in preda a un raptus.
È stato svegliato nella serata di ieri, martedì 13 giugno 2023, dal coma farmacologico in cui si trovava all’ospedale di Asti, in cui è ricoverato dallo scorso venerdì 9, giorno in cui è stata scoperta la vicenda. Secondo quanto emerso dall’autopsia, però, il delitto era stato commesso due giorni prima, mercoledì 7, e per i due giorni successivi lui aveva vegliato il corpo della compagna.
L’ammissione di colpa, fatta davanti al pm Eleonora Guerra della procura di Alessandria e in presenza del suo avvocato, Federica Falco, sembra eliminare definitivamente ogni dubbio sull’omicidio, che comunque secondo i carabinieri di Asti sarebbe stato commesso da lui oltre ogni ragionevole dubbio. Tuttavia, appena trovato dai militari dell’Arma vicino al cadavere, l’uomo, in stato di forte choc, aveva raccontato di avere trovato la compagna già morta al suo rientro in casa. Adesso Riccone resta in ospedale, nel reparto di rianimazione, dove era stato trasportato dopo avere tentato di suicidarsi tagliandosi le vene e ingerendo candeggina, e al momento non sono stati ancora emessi provvedimenti restrittivi nei suoi confronti.
“Ma è chiaro – dice a TorinoToday l’avvocato Falco – che a questo punto è questione di ore, a seconda dalla strada che la procura deciderà di percorrere. Per quanto ci riguarda, chiederò un approfondimento psichiatrico per ora e per allora, in quanto ritengo che Riccone abbia grosse difficoltà e che queste siano l’evoluzione di un problema che già c’era. Le poche frasi che ha detto, a poche ore dal risveglio e in un quadro che è ancora di forte carica emozionale, sono ancora da analizzare compiutamente e quindi approfondire è garantista nei suoi confronti”.

Fiori e accuse a casa del killer: «Paese senza rispetto per Floriana Floris»
Il parroco: «Non sappiamo che tempesta avesse nel cuore Paolo Riccone»
E’ spuntato un mazzetto di fiori bianchi e rossi davanti alla casa dove Paolo Riccone ha ammazzato la compagna Floriana Floris con almeno 30 coltellate alla gola. Insieme c’era un messaggio che sembra un’accusa agli abitanti di Incisa Scapaccino, il centro di 2mila anime dove la coppia era andata a vivere da pochi mesi. Ma c’è chi lo legge come un monito per tutti: “Un paese freddo, insensibile e privo di rispetto per chi non c’è più. L’ignoranza non ha limiti: parlano dell’assassino ma nulla su Floriana che non c’è più, rimasta due giorni lì per terra con l’assassino”.
Accuse che sconvolgono ancora di più la piccola comunità dell’Astigiano, come ammette il parroco, don Claudio Montanaro: «Non sapevo dei fiori e del messaggio ma posso capire che in questo momento possano emergere rabbia e dolore. Io posso dire che la nostra comunità dovrà superare un trauma. Purtroppo si sente spesso di tragedie come questa: sembrano sempre lontane, ora sappiamo che capitano anche dietro casa nostra e in qualunque famiglia. Ora quella di Floriana è nel dolore, merita rispetto e silenzio. Ora siamo soltanto chiamati a pregare per la vittima, per la sua famiglia ma anche per lui».
Il sacerdote conosceva poco Floriana ma meglio il compagno,
originario proprio di Incisa: «E’ sempre stata una persona perbene, intelligente, cordiale e corretta nelle rare volte in cui ci siamo confrontati: di recente avevamo parlato della malattia del papà e dei lutti che aveva avuto in famiglia. Per questo sono ancora più stupito di quello che ha fatto. Ma non possiamo sapere che tempesta avesse nel cuore».
Dovrà essere lui a chiarirlo ai carabinieri di Asti e alla pm Eleonora Guerra della Procura di Alessandria (competente per il territorio di Incisa Scapaccino). L’autopsia ha già rivelato che la 49enne Floriana ha provato a difendersi, come dimostrano le ferite da taglio sulle mani. Ma ha dovuto arrendersi ed è stata uccisa con oltre 30 coltellate, quasi tutte alla gola. Solo Riccone potrà spiegare perchè lo ha fatto. Ma non è escluso che neghi, come ha fatto quando vigili del fuoco e carabinieri sono entrati nell’appartamento e hanno trovato lui e Floriana. Lei era già morta, Riccone si è salvato nonostante i tagli ai polsi, le pastiglie buttate giù e la candeggina ingoiata. Se la caverà: nelle prossime ore il 57enne verrà svegliato dai medici dell’ospedale di Asti e verrà ascoltato dagli inquirenti.

Omicidio Floriana Floris: provvedimento di arresto per Paolo Riccone
Provvedimento emesso al termine delle indagini condotte dai carabinieri con la Procura di Alessandria. Ieri l’uomo aveva confessato
Oggi pomeriggio, all’ospedale Cardinal Massaia di Asti, i carabinieri dal Nucleo Investigativo di Asti con i militari della Compagnia di Canelli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Alessandria, su richiesta della Procura, nei confronti di Paolo Riccone, presunto autore dell’omicidio della sua compagna Floriana Floris commesso nei giorni scorsi ad Incisa Scapaccino.
Il provvedimento è stato emesso al termine delle indagini condotte nell’immediatezza dai Carabinieri, dalle risultanze emerse dall’autopsia della vittima e dalla confessionerilasciata ieri, 14 giugno, da Paolo Riccone, compagno della Floris, durante l’interrogatorio condotto dal pubblico ministero, all’atto del risveglio dalla sedazione indotta in terapia intensiva.
L’indagato, infatti, era ricoverato in rianimazione da venerdì 9 giugno,  accompagnato dai Carabinieri che lo avevano trovato, in stato confusionale a causa di un tentativo di suicidio mediante ingestione di candeggina, nella stessa abitazione di Incisa dove era stato scoperto il cadavere della sua compagna. Naturalmente l’indagine è in corso e dovrà acquisire gli elementi idonei a superare la attuale presunzione di non colpevolezza dell’indagato.


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