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Matteo Rossi, 37 anni, rappresentante di commercio, padre separato. Dopo mesi di stalking, uccide la ragazza che lo ha lasciato con un colpo di pistola e si suicida

Montebelluna (Treviso), 16 Aprile 2013

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Titoli & Articoli

Montebelluna, uccide la ex e si spara, aveva comprato inserzione per dirle «ti amo» (il Sole 24 Ore – 16 aprile 2013)
«Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise». Un messaggio d’amore che due mesi dopo ha assunto un sapore tragico, perchè Matteo Rossi, il 40enne trevigiano che aveva comperato un’intera pagine di giornale per riconquistare la fidanzata, stasera la “sua” Denise l’ha uccisa, con un colpo di pistola alla testa. Poi con la stessa arma, una Beretta appena acquistata, si è suicidato. Denise Morello, 22 anni, è morta all’istante. Secondo una testimonianza, mentre da dentro l’auto vedeva avvicinarsi Matteo con la pistola in mano avrebbe urlato, forse per implorarlo di non sparare. La tragedia è avvenuta nel parcheggio seminterrato di un supermercato di Montebelluna.
Denise Morello, una bella ragazza dai capelli biondi, lavorava in uno studio di commercialista che si trova sopra il centro commerciale. Una giovane seria, impegnata, “un angelo” l’ha definita una conoscente, che aveva iniziato a lavorare subito dopo aver conseguito il diploma di ragioneria.
Con Matteo, rappresentante di una ditta di materassi, residente a Pederobba, aveva avuto una relazione durata circa un anno, intensa. Poi si erano lasciati. Ma l’uomo non si era mai arreso all’idea di perderla. Dopo la rottura, due mesi fa, aveva tentato di riconquistarla comperando un’intera pagina di giornale, sull’edizione di Treviso del “Gazzettino”. «Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise. Tuo Matteo», aveva fatto scrivere, con il disegno di un grande cuore. Lei l’aveva vista ma non era tornata sui propri passi.
Il giovane, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, aveva iniziato a perseguitarla e Denise si era rivolta ai carabinieri di Montebelluna. Il quarantenne era stata chiamato in caserma; una ramanzina, il consiglio di cambiare registro e lasciar in pace l’ex fidanzata. Ma qualcosa forse già covava nella mente dell’uomo, perchè risulta che poco dopo abbia fatto richiesta alle autorità per ottenere il porto d’armi per “uso sportivo”. La Beretta modello ‘Iver’ con la quale ha fatto fuoco stasera l’aveva acquistata a marzo 2013. Ora i carabinieri – sull’omicidio-suicidio sono al lavoro i militari di Montebellunae gli investigatori del reparto operativo di Treviso – dovranno accertare esattamente la dinamica. Da una prima ricostruzione, pare che Matteo abbia atteso che l’ex compagna terminasse l’orario di lavoro nello studio commercialista e verso le 19 sia arrivato in auto al parcheggio del supermarket. Denise era appena salita sulla propria vettura quando il 40enne le si è avvicinato. Un colpo soltanto, alla nuca, e la ragazza si è accasciata sul sedile di guida. La porta dell’auto è stata trovata aperta. Poi l’uomo ha rivolto contro l’arma contro se stesso e ha fatto fuoco una seconda volta, uccidendosi.

“Senza lei non vivo”: il biglietto di Matteo, suicida dopo aver ucciso l’ex (FanPage – 18 aprile 2013)
Aveva affidato a un breve biglietto le sue “scuse” per quello che stava per compiere: uccidere la sua ex fidanzata Denise Morello, impiegata 23enne, per poi togliersi la vita. La tragedia martedì sera nel parcheggio di un supermercato di Montebelluna, nel Trevigiano.
La cronaca di quanto avvenuto nel parcheggio di un supermercato di Montebelluna, nel Trevigiano, è nota ormai da qualche giorno. Martedì sera le agenzie di stampa battevano la notizia dell’ennesimo crimine, dell’ennesimo gesto folle di un uomo. Il 37enne Matteo Rossi aveva deciso di uccidere Denise Morello, la sua ex fidanzata di 23 anni. Un omicidio che si è consumato quando la ragazza è uscita dal lavoro, come ogni sera. La giovane Denise stava salendo sulla propria auto quando l’uomo l’ha uccisa a colpi di pistola. Quella stessa pistola che poi ha puntato contro se stesso. “La mia vita non ha più senso. Perdonatemi ma non ce la faccio più. Vi voglio bene e vi chiedo scusa per il mio gesto, ma non posso più vivere senza di lei”: ed è questo il contenuto di una lettera che l’uomo ha lasciato a casa sua a Montebelluna. Secondo gli investigatori in questo messaggio non traspare la chiara volontà di uccidere Denise ma sicuramente l’intenzione di mettere in atto un gesto di autolesionismo, forse appunto il suicidio.
La pagina di giornale comprata per riconquistarla
– Secondo la ricostruzione compiuta dai carabinieri l’uomo, per tutta la giornata di martedì, aveva provato a far trasparire calma e sicurezza di fronte alle persone che incontrava. Aveva chiacchierato con gli amici, aveva “inventato” impegni e partite di calcetto, si era accordato con qualcuno per una cena. Ma poi in serata ha trasformato i suoi programmi e ha atteso che la “sua” Denise uscisse dal lavoro per compiere il suo folle gesto. Per riconquistarla, dopo che la loro relazione si era interrotta, l’uomo aveva anche comprato due mesi fa una intera pagina di giornale: “Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise”, sul giornale compariva anche il disegno di un grande cuore. Denise non era tornata però sui suoi passi e lui, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, aveva iniziato a perseguitarla. La giovane si era anche rivolta ai carabinieri che avevano “ripreso” l’uomo. Ma poi lui ha chiesto e ottenuto il porto d’armi per uso sportivo, e con un’arma acquistata poche settimane fa ha spezzato la vita di Denise e poi la sua.


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