Lorenzo Sofia, 68 anni, gommista in pensione, padre e nonno. Massacra la moglie a coltellate
Torino, 10 Gennaio 2024
Titoli & Articoli
Accoltella più volte la moglie dopo una lite: arrestato (Today – 10 gennaio 2024)
Secondo una prima ricostruzione il tentato femminicidio sarebbe avvenuto in camera da letto: che cosa è successo
Una donna di 65 anni è ricoverata in gravi condizioni, in codice rosso, all’ospedale Molinette di Torino dopo essere stata accoltellata più volte dal marito dopo un litigio. Come riporta TorinoToday, tutto è successo nel pomeriggio di oggi, mercoledì 10 gennaio 2024, in via Galluppi 25 a Torino, nel quartiere Filadelfia. La Polizia di Stato ha fermati il marito, un uomo di 70 anni: per lui l’accusa è di tentato femminicidio.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il litigio e l’aggressione sarebbero avvenuti in camera da letto. A dare l’allarme sono stati i vicini di casa. La donna è ora in sala operatoria per una coltellata molto profonda al diaframma e della milza: le sue condizioni sono gravi. L’operazione è stata eseguita all’ospedale Molinette e l’intervento chirurgico, a quanto si apprende da fonti ospedaliere, è tecnicamente riuscito, sebbene abbia perso molto sangue dalle ferite causate dall’uomo, che sono state saturate. La ferita più profonda ha toccato il diaframma, la milza, che è stata asportata dai chirurghi, e lo stomaco. La 65enne è intubata ed è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. Il tentato femminicidio è avvenuto intorno alle 15, al culmine di un litigio. Sulla dinamica sta indagando la polizia che ha arrestato il 70enne, ex gommista, con l’accusa di tentato omicidio aggravato. La coppia, che ha due figli, è sposata da 30 anni.
Elisa Scavone massacrata dal marito, uccisa con 30 coltellate: “Sono anni che volevo farlo” (il Riformista – 12 gennaio 2024)
E’ morta dopo 24 ore di agonia in ospedale Elisa Scavone, la 65enne accoltellata dal marito Lorenzo Sofia, 71 anni, nel pomeriggio di mercoledì 10 gennaio a Torino. La donna è morta nella serata di giovedì all’ospedale delle Molinette dove era arrivata in condizioni disperate. L’aggressione è avvenuta nell’abitazione dove la coppia viveva nel quartiere di Borgo Filadelfia.
L’uomo, che ha aggredito la moglie sferrandole decine di coltellate, circa una trentina, è stato arrestato dalla polizia. Fendenti che hanno raggiunto la donna in più parti del corpo, dal cuore al torace, all’addome e alla schiena. Nonostante i tentativi dei medici che hanno sottoposto Elisa a un delicato intervenuto chirurgico per asportarle la milza dopo che una coltellata le aveva performato diaframma e stomaco. Nelle ore successive le condizioni della donna sono peggiorate fino al drammatico epilogo di ieri sera.
Anche il marito è ricoverato in ospedale, nel reparto detenuti, perché le condizioni psichiatriche sarebbero al momento incompatibili con il carcere. Un testimone ha riferito alla polizia di essere arrivato in casa della coppia dopo essere stato chiamato da un vicino allarmato dalle urla della donna. “Ho citofonato e Sofia mi ha aperto la porta” racconta a Repubblica. “Sono salito con la scusa che mi servissero le chiavi di una macchina dell’officina. Ho visto che era sotto shock e gli ho chiesto se fosse tutto a posto. Lui mi ha risposto: “vai via che ho accoltellato mia moglie, chiama l’ambulanza”. All’arrivo dei soccorsi, il marito avrebbe poi detto: “Sono anni che lo pensavo e oggi l’ho fatto”. Poi, interrogato dal pm Roberto Furlan, si è avvalso della facoltà di non rispondere. (di Ciro Cuozzo)
Femminicidio, la frase shock del marito: «Ho ucciso Elisa, volevo farlo da anni» (Torino Cronaca – 13 gennaio 2024)
Parole che Lorenzo Sofia avrebbe pronunciato ai poliziotti. Per il killer chiesta la perizia psichiatrica
Marito e moglie sorridenti e spensierati. Come nelle foto dei pranzi di famiglia che si trovano sui social, postate dalle sorelle di Elisa Scavone perché né la vittima, né il marito Lorenzo Sofia – l’uomo che l’ha uccisa – avevano profili su Facebook o Instagram. Anzi, conducevano una vita riservata, e ultimamente in casa le cose non andavano per nulla bene. Fino al tragico epilogo, con le numerose coltellate – una ventina circa – che l’ex gommista 70enne ha inflitto in casa alla moglie 65enne, mandandola in ospedale in fin di vita.
Elisa Scavone dopo 24 ore di agonia è deceduta alle Molinette e ora gli inquirenti stanno cercando di fare luce sul movente che ha spinto Lorenzo Sofia a massacrarla a colpi di coltello. Ai poliziotti arrivati nell’appartamento di via Galluppi 25/10, l’uomo avrebbe confessato subito l’omicidio commesso, aggiungendo: «L’ho fatto, ci pensavo da anni».
Se così fosse, è probabile che Lorenzo Sofia da tempo meditasse di uccidere la donna con cui era sposato da più di trent’anni e dalla quale ha avuto due figli: Michele, che da quattro anni ha preso il posto del papà nel negozio di pneumatici di via Giordano Bruno, e Laura, che fa l’avvocato e vive in Lombardia. E se i vicini subito dopo i fatti ripetevano come un mantra che Lorenzo ed Elisa erano «una coppia insospettabile, senza mai un litigio», in realtà le cose non erano proprio così. Le tensioni tra le mura domestiche c’erano eccome, acuite anche dai problemi di salute di Lorenzo – che in zona tutti chiamano “Enzo” -, per i quali l’uomo è stato anche ricoverato in passato in una struttura. Anche Elisa pare che avesse problemi di salute e soffrisse in particolare di diabete. Liti furibonde, ma anche episodi di violenza, con Lorenzo che una volta avrebbe spintonato Elisa facendola cadere a terra in casa. Quella volta però, la donna non aveva chiamato le forze dell’ordine.
Eppure nonostante i tanti problemi Elisa aveva cercato di non abbandonare il marito, nemmeno quando l’uomo era stato ricoverato, in una struttura fuori Torino. «Elisa amava Enzo e andava a trovarlo tutti i giorni quando era in clinica», raccontano i titolari di Toma&Tomaia, negozio di scarpe di via Giordano Bruno, dove la vittima era solita fare acquisti. Intanto Lorenzo Sofia è nel reparto di psichiatria delle Molinette. Ieri si è tenuta l’udienza di convalida e l’uomo andrà in carcere. In Procura il fascicolo è affidato al pm Roberto Furlan, che chiederà la perizia psichiatrica per il killer.
Elisa, uccisa dal marito con 30 coltellate a Torino. Il parroco: “Il male è arrivato qui” (Fan Page – 13 gennaio 2024)
Elisa Schiavone, 65 anni, è morta in ospedale dopo 2 giorni di agonia. Era stata colpita con 30 coltellate da Lorenzo Sofia, suo marito. Nel quartiere Borgo Filadelfia, alla periferia sud di Torino, alcuni vicini di casa si sono raccolti intorno a un piccolo santuario dedicato alla Madonna di Lourdes che da oltre 50 anni si trova in mezzo a un cortile delle case popolari: “Era una brava persona”, dicono a Fanpage.it.
A differenza del resto della città, avvolta da un tiepido sole, la mattina di sabato 13 gennaio nel quartiere di Borgo Filadelfia a Torino è stata caratterizzata da nebbia e freddo, sotto lo zero. Alcuni fogli stampati in A4, attaccati sotto il citofono dove Elisa Scavone ha vissuto con il marito Lorenzo Sofia per molti anni e dove lui l’ha uccisa con circa 30 coltellate, informano i vicini di casa che ci sarà un momento di preghiera organizzato alle 12 davanti alla Madonnina di Lourdes, che dal 1978 occupa un posto centrale nel cortile circondato dai palazzi. Qui Don Andreiy, ucraino da 10 anni in Italia, si prepara per il momento di raccoglimento e preghiera. Arrivano una ventina di fedeli, che conoscevano di vista Lorenzo Sofia, molto noto per via della sua attività di gommista, condotta fino a 10 anni fa, quando ha passato il testimone a suo figlio. “Siamo qui per pregare perché è quello che facciamo noi cristiani quando arriva il male. Il male è arrivato qui e preghiamo per Elisa, perché la sua anima venga accolta dal nostro Signore. E preghiamo anche per Lorenzo, perché possa ricevere la misericordia di Dio”, ha spiegato a Fanpage.it. Intorno al piccolo santuario ci sono alcuni anziani dediti alla cura del giardino antistante, che si affaccia sul parcheggio per le auto, i vialetti e i cassonetti della raccolta differenziata. A terra musicassette, cornici, vecchi mobili pronti per il ritiro. Uno di loro conosce Lorenzo Sofia da 35 anni. “Siamo stati amici”, dice, ma non se la sente di farsi intervistare con la telecamera. Preferisce affidare a qualche aneddoto il racconto della sua conoscenza con Lorenzo Sofia.
“Era un grande lavoratore – spiega mentre trattiene le lacrime – ed era un caro amico. Vivo nello stesso palazzo in cui è successo tutto. Ricordo quando è venuto ad aprire il suo negozio da gommista, era una persona con cui si poteva parlare. E poi Elisa… non se lo meritava. Una brava persona, l’ho vista tre quattro giorni fa all’Esselunga… sono cose che non devono succedere. Conosco bene anche il figlio, che ha preso il gommista, e l’altra figlia, che è avvocato e adesso vive a Brescia. Avevano anche tre nipoti”.
Lorenzo Sofia, che tutti nel quartiere conoscevano come Enzo, era stato ricoverato una decina di anni fa in una clinica per disturbi mentali. “Prendeva molti farmaci – racconta un altro amico, che mormora mentre spazza il vialetto in pietra di fronte al santuario della Madonna di Lourdes – lo tenevano troppo dentro casa”.


