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Issam Chlih, 29 anni, pregiudicato senza fissa dimora. Sgozza una conoscente

Scandicci (Firenze), 17 Febbraio 2026


Titoli & Articoli

Donna decapitata, convalidato il fermo per Issam. “Recitava versetti del Corano” (Firenze Today – 25 febbraio 2026)
Gli ultimi sviluppi sulla quarantaquattrenne trovata morta nel casolare abbandonato a Scandicci
È stato convalidato il fermo e disposta la misura cautelare in carcere per Issam Chlih, il ventinovenne marocchino senza fissa dimora unico indagato per l’omicidio di Silke Sauer. La donna, anch’essa senza fissa dimora, tedesca di 44 anni trovata decapitata vicino a un casolare abbandonato nel parco dell’ex area Cnr di Scandicci.  Una misura, quella del fermo, convalidata dal gip Roberta di Maria, attuata a causa del pericolo che Chilh potesse fuggire o reiterare il reato. Come riportato dall’Ansa, le modalità “brutali” dell’omicidio e la personalità dell’indagato hanno indotto il gip a ritenere che potesse rivolgersi a persone del paese di origine per scappare. Inoltre le modalità del delitto e il tentativo di ripulire la scena del crimine, secondo il giudice, evidenziano “una pervicacia criminale fuori dal comune”.
La sera del 16 febbraio Issam Chlih e Silke Sauer si trovavano insieme, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, e avevano fatto tappa in un bar di Firenze nei pressi della stazione Leopolda. Secondo alcune testimonianze, Chlih avrebbe urlato frasi senza senso e molestato alcuni clienti. Sul posto era intervenuta una volante, dopo la segnalazione al 112 da parte del gestore del bar.  All’arrivo degli agenti, però, i due si erano allontanati. Attorno alle 5 del mattino di martedì 17 febbraio erano ritornati in tramvia a Scandicci. A riprenderli è una telecamera di videosorveglianza mentre camminavano verso il casolare abbandonato. Proprio nei pressi dell’edificio avrebbero cominciato a litigare.  Altri senza fissa dimora, presenti nel parco dell’ex area Cnr, avrebbero udito delle urla e sentito una voce maschile recitare versetti del Corano e gridare che il diavolo si era impossessato della donna. Subito dopo una voce di donna, presumibilmente Silke Sauer, che gridava in italiano “basta”.  Il giorno successivo, Chlil in preda a uno stato di agitazione avrebbe allontanato chiunque si avvicinasse all’area cani adiacente al casolare. Alcuni passanti chiamarono il 118 e il ventinovenne fu ricoverato all’ospedale di Torregalli. Il giorno seguente, mercoledì 18 febbraio, è stato rivenuto il corpo di Silke.

Donna decapitata a Scandicci, trasferito a Sollicciano il 30enne indagato per l’omicidio di Silke Sauer (il Tirreno – 23 febbraio 2026)
Dimesso dall’ospedale dopo il coma farmacologico, udienza di convalida rinviata per valutare le sue condizioni psichiche
Dal reparto di Torregalli al carcere di Sollicciano. Issam Chlih, trent’anni, marocchino, è stato dimesso stamani dall’ospedale San Giovanni di Dio e trasferito nella casa circondariale fiorentina. È indagato per l’omicidio di Silke Sauer, la 44enne tedesca senza fissa dimora trovata decapitata il 18 febbraio nell’area ex Cnr di Scandicci. Un passaggio che segna un cambio di fase nell’inchiesta: dall’emergenza sanitaria alla custodia cautelare, in attesa che il giudice valuti la tenuta del fermo. L’udienza di convalida, fissata per le 10 davanti al gip Roberta Di Maria, slitta di qualche ora. I sanitari del carcere devono prima stabilire se l’indagato sia in grado di interagire con i difensori e sostenere l’interrogatorio. Fino a poche ore prima Chlih era sedato, in coma farmacologico. Era stato ricoverato il 17 febbraio dopo che alcuni passanti lo avevano visto aggirarsi nell’area dismessa in forte stato di agitazione. La chiamata al 118, l’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri, il trasporto in ospedale. Poi la sedazione.
Due giorni più tardi, mentrenell’ex area Cnr viene trovato il corpo della donna, gli investigatori iniziano a ricostruire i movimenti delle ore precedenti. Le immagini di videosorveglianza, le testimonianze, i riscontri sui luoghi frequentati da entrambi portano fino al letto dell’ospedale. La sera del 19 febbraio i carabinieri notificano a Chlih il decreto di fermo per omicidio, ritenendolo gravemente indiziato.
La vittima si chiamava Silke Sauer. Viveva di espedienti, si spostava tra Firenze e la cintura dell’hinterland. Il suo corpo viene trovato nel cascinale abbandonato di via Galilei, in un’area segnata da degrado e occupazioni di fortuna. La testa è separata dal corpo. Sulla scena vengono sequestrati un machete e un coltello, ora al vaglio degli accertamenti tecnici. Gli inquirenti lavorano per definire con precisione l’orario della morte e per chiarire il movente.
Chlih è già noto alle forze dell’ordine. In passato aveva rimediato una condanna definitiva a otto mesi per furto, poi è tornato a vivere per strada. Negli ultimi tempi è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in attesa di processo per fatti di droga. È un profilo che si muove ai margini, tra precarietà e precedenti penali, dentro un’area urbana da anni in attesa di riqualificazione.
Ora il trasferimento a Sollicciano apre il capitolo giudiziario. Il gip dovrà valutare la sussistenza dei gravi indizi e le esigenze cautelari. La difesa, affidata agli avvocati Laura Grillo e Christian Vannucchi, potrà chiedere una consulenza psichiatrica. Sullo sfondo resta la scena del delitto e una domanda ancora senza risposta: cosa accade in quelle ore tra l’agitazione del 17 febbraio e il ritrovamento del corpo il giorno successivo. La risposta passa dall’autopsia, dalle analisi scientifiche e dall’interrogatorio che, se le condizioni lo consentiranno, si terrà nelle prossime ore.

 


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