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Giuliano Cattaruzzi, 80 anni, architetto, padre separato. Uccide l’ex moglie a colpi di pistola e si suicida

Udine, 13 Giugno 2018


Titoli & Articoli

Tragedia in pieno centro, uccide l’ex moglie e poi si spara (Udine Today – 13 giugno 2018)
La coppia si trovava nello studio Amodio-Andrioli per la cedere un immobile di proprietà. Tre i colpi espolsi secondo quanto rivelato dal vice questore aggiunto Massimiliano Ortolan
Ha ucciso l’ex moglie a colpi di pistola e poi si è tolto la vita. L’episodio oggi alle 10.10 al civico 12 di via Rialto a Udine, nello studio associato dei notai Paolo Alberto Amodio e Tania Andrioli.
La compravendita. Due coppie – una di acquirenti e l’altra di venditori – si trovavano al cospetto della professionista per un atto di compravendita di un immobile che si trova a Tarcento
La tragedia. Durante la discussione e le pratiche di rito a un certo punto 
un uomo – Giuliano Cattaruzzi, 79enne architetto,  – ha estratto da sotto il vestito una pistola, sparando alla ex moglie – la 64enne sommelier Donatella Briosi, che si trovava accanto a lui – ferendola a morte. I due dovevano completare la cessione di una proprietà a Tarcento. Assieme alla coppia di acquirenti c’era anche il figlio minorenne.
Il ferimento Poco dopo Cattaruzzi ha rivolto l’arma verso la sua bocca, sucidandosi. Erano presenti nello studio anche altri professionisti per seguire la pratica: tra questi è rimasta leggermete ferita – ha rimediato un’escoriazione – l’avvocato Silvia Pajani.
La paura. Gli spari si sono sentiti fino in strada, creando del panico tra i numerosi passanti che affollavano la via a quell’ora. Sul posto polizia e personale medico.

Omicidio suicido di via Rialto, i profili del carnefice e della sua vittima (Udine Today – 13 giugno 2018)
Giuliano Cattaruzzi e Donatella Briosi non stavano più assieme da più di 10 anni. Entrambi si erano rifatti una vita
La conoscenza a Cortina, il matrimonio, l’acquisto della casa in via Bernadia – oggetto della vendita che si sarebbe dovuta perfezionare oggi con il rogito -, la rottura del rapporto, la separazione, le rispettive rinascite e la tragedia che ha messo fine alle loro esistenze. Giuliano Cattaruzzi e Donatella Briosi non stavano più assieme da molti anni, più di dieci, ma sul loro rapporto pendeva la condivisione della proprietà dell’immobile di Tarcento, che ne ha segnato il destino in maniera dolorosa.
Giuliano Cattaruzzi. Dopo una carriera qui come architetto era riuscito a trovare lavoro in Africa, dove si occupava della costruzione di grossi alberghi. Stava stabilmente all’estero, ma in passato è stato molto attivo a Tarcento nella vita sociale, tanto da ricoprire la carica di presidente del Club Lions nel 2001/2002. Aveva un passato da giocatore di golf a Fagagna (non era più iscritto), dove al tempo frequentava l’ambiente proprio assieme a Donatella. Lascia una figlia adulta, avuta dal matrimonio precedente a quello con la persona che poi è stata la sua vittima, e un bambino piccolo – di circa 10 anni – originato dal suo ultimo rapporto con una giovane donna, l’ultima compagna, con cui viveva assieme a Tenerife.
Donatella Briosi. Dopo la fine del rapporto con  Cattaruzzi aveva assecondato la sua grande passione per il vino, facendone una vera e propria attività all’interno della famiglia della Fondazione italiana sommelier. Era molto conosciuta nel mondo legato all’enologia e all’enogastronomia. Sui social sono tanti, tra professionisti, colleghi e amici, a ricordarne la figura. Viene descritta come una donna gentile, solare e con una buona parola sempre per tutti.

Il tarlo della villa che agitava l’architetto (Messaggero Veneto – 15 giugno 2018)
Giuliano Cattaruzzi non voleva cederla ed era seriamente intenzionato a fare causa all’ex moglie
La vendita della villa di Tarcento doveva essere la panacea ai mali che caratterizzavano il rapporto tra divorziati di Giuliano Cattaruzzi e Donatella Briosi. L’architetto aveva dovuto cedere, a malincuore, sulla compravendita: Cattaruzzi non voleva privarsi del fabbricato di via Bernadia, dove si rifugiava di ritorno dal buen ritiro di Tenerife. E sul quale pendeva un’ipoteca mai digerita dal professionista. Quel passaggio di proprietà, che serviva in parte a recuperare i soldi da versare all’ex moglie, ha fatto riemergere con forza in Cattaruzzi vecchi fantasmi, tornati ad agitarsi in lui che pure una vita se l’era rifatta, accasato e nuovamente papà.

La compravendita. La decisione di mettere in vendita l’immobile di Tarcento risale al luglio di un anno fa. Una scelta sofferta, da parte dell’architetto friulano, che aveva iscritto la casa di via Bertadia in un fondo a favore del figlio avuto dall’ultima moglie, la camerunense Emilia Mavevi Mandje. «Era contrariato per quella situazione», conferma l’avvocato Luciano Missera, che aveva curato gli interessi di Cattaruzzi nell’ambito della transazione con l’ex moglie.

La causa. Cattaruzzi era intenzionato a promuovere una causa contro Briosi, anche per le modalità che avevano portato all’ipoteca dello stabile di Tarcento. «L’avevo scoraggiato, convincendolo del fatto che la strada giudiziaria si sarebbe dispiegata nel tempo, senza alcuna certezza – spiega Missera –. L’ho spinto a trattare con l’ex moglie sulla base di una liquidazione-stralcio dei crediti vantati». Nel luglio dell’anno passato Missera contatta Donatella Briosi, che chiede all’avvocato di rivolgersi al proprio legale, l’avvocato Silvia Pajani. I due legali trattano e trovano la quadratura del cerchio, accontentando le parti. In Cattaruzzi emerge però distinta la percezione di avere subito un torto. Pianifica così la vendetta ai danni dell’ex moglie, inscenata poi tragicamente in uno degli uffici dello studio notarile associato Amodio, in via Rialto, strada nel cuore del centro storico di Udine.

L’ultimo matrimonio. Nel dicembre 2009 il professionista friulano convola nuovamente a nozze, per la quarta volta. Il 12 dicembre di nove anni fa, sposa in Comune a Tarcento Emilia, ragazza camerunense di 30 anni, conosciuta l’anno prima durante uno dei suoi viaggi in Africa. Dalla loro unione nasce un bimbo, che oggi ha otto anni. Emilia e Giuliano si trasferiscono a Tenerife, in una villa vista mare in calle dos Moriscos. A Tarcento torna spesso, in particolare quando le sue condizioni di salute richiedono le qualificate cure delle strutture sanitarie friulane.

Sommelier uccisa, il revolver chiesto a un amico 15 giorni fa (il Centro – 15 giugno 2018)
L’assassino si era fatto restituire l’arma col pretesto di sentirsi insicuro a casa. Lunedì attesa l’autopsia e poi il ritorno della salma a Pescara
L’arma usata da Giuliano Cattaruzzi per uccidere l’ex moglie, la sommelier pescarese Donatella Briosi, a Udine, durante la compravendita della casa coperta da ipoteca, era tornata nella disponibilità dell’assassino solo pochi giorni fa. Cattaruzzi si era fatto restituire il revolver a tamburo calibro 38 da un amico, segno che stava mettendo a punto un piano di morte, essendo preoccupato che la donna potesse creargli dei problemi a livello economico, come avrebbe scritto nelle lettere trovate nell’abitazione dalla polizia. L’arma, come appurato nel corso delle indagini sull’omicidio-suicidio, era stata di proprietà di Cattaruzzi fino allo scorso anno dopodiché l’architetto l’aveva ceduta a un amico. Una quindicina di giorni fa, quando era rientrato a Tarcento proprio per effettuare la compravendita dell’immobile, aveva chiesto all’amico che gli restituisse il revolver. Gli aveva detto di sentirsi insicuro da solo, in una casa isolata, e l’amico gliela aveva consegnata. I due avevano anche consegnato all’autorità una dichiarazione di cessione dell’arma.
Due giorni fa, dopo le 10 del mattino, Cattaruzzi ha tirato fuori la pistola dentro lo studio del notaio Amodio-Andrioli, dove era in corso la stipula della compravendita della casa di sua proprietà gravata da una ipoteca a favore della ex moglie. E l’ha uccisa sparandole alla nuca, per poi togliersi la vita puntandosi la pistola alla gola. Una scena avvenuta sotto gli occhi di diversi testimoni e che ha provocato un fuggi fuggi generale.
In vista di quell’appuntamento Donatella era apparsa «serena e tranquilla» a una cugina pescarese con cui aveva scambiato dei messaggi. Per lei si stava per definire una situazione che andava avanti da tempo. Dopo l’autopsia, che potrebbe essere effettuata lunedì, il corpo della donna tornerà a Pescara, dove sono rimasti i parenti, molto noti per le attività nel settore delle ferramenta e del legname. (f.bu.)


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