Christian Persico, 36 anni, operaio edile. Strangola e soffoca la ex compagna
Montecorvino Rovella (Salerno), 23 Agosto 2025
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Femminicidio nel Salernitano, Christian Persico ha confessato di aver ucciso Tina Sgarbini (SkyTg24 – 25 agosto 2025)
L’uomo, nel corso dell’interrogatorio reso nell’udienza di convalida, ha ammesso le sue responsabilità. Il gip del Tribunale di Salerno ha convalidato il fermo del 36enne, al quale è stato contestato il reato di omicidio, e per lui ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere
Ha confessato di aver ucciso la sua compagna Christian Persico, l’uomo di 36 anni accusato del femminicidio di Tina Sgarbini, 47 anni, trovata senza vita sabato mattina, all’interno del suo appartamento in uno stabile in via mons. Michelangelo Franchini a Montecorvino Rovella (Salerno). L’uomo, nel corso dell’interrogatorio reso nell’udienza di convalida, ha ammesso le sue responsabilità. Il gip del Tribunale di Salerno ha convalidato il fermo del 36enne, al quale è stato contestato il reato di omicidio, e per lui ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.
Cosa è successo Gli investigatori stanno continuando a lavorare, acquisendo testimonianze e facendo rilievi, per ricostruire in modo dettagliato cosa è avvenuto la notte tra venerdì e sabato nell’appartamento di via mons. Franchini, dove Tina Sgarbini è stata assassinata. Finora si conosceva la causa della morte – la donna è stata soffocata, ha confermato il medico legale – ma non si sapeva come e le ipotesi circolate fino a quel momento – quella secondo cui sarebbe stata strangolata, oppure asfissiata con una busta di plastica o con una pellicola per alimenti – dovranno aspettare l’esito dell’autopsia.
Nei prossimi giorni l’autopsia “Sabato – spiega il medico legale Marina D’Aniello – abbiamo effettuato un primo esame del corpo e dello stato dei luoghi, insieme ai carabinieri. L’autorità giudiziaria affiderà ora l’incarico per l’autopsia, che si svolgerà nei prossimi giorni. Solo in quella sede potremo effettuare alcuni esami che sono irripetibili e che non avremmo potuto eseguire sul posto. E solo dopo l’autopsia potremmo sapere con certezza come la vittima sia morta. Al momento posso solo confermare che il decesso è avvenuto per ‘asfissia meccanica esterna’. Potrebbe essere stata strangolata o potrebbe esserle stato messo qualcosa in bocca, ma siamo nel campo delle ipotesi. Le certezze le avremo dopo l’autopsia”.
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Nel messaggio lasciato ai genitori Christian Persico ha fatto intendere di avere ucciso la ex compagna, Assunta Sgarbini; lo avrebbe fatto dopo aver scoperto quello che riteneva un tradimento, sebbene i due già non stessero più insieme.
A scatenare quel gesto che lui stesso definisce “una cazzata più grande di me” sarebbe stata la scoperta di un tradimento. O, almeno, di quello che lui avrebbe considerato tale: la relazione con Tina Sgarbini, era già finita. Ma è questo quello che ha scritto Christian Persico, reo confesso dell’omicidio, nel biglietto che il 36enne muratore ha lasciato sul davanzale dell’abitazione dei genitori prima di rendersi irreperibile. Poi, una manciata di ore di vuoto, durante il quale avrebbe tentato il suicidio, fino alla sera, quando è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto a fermo.
“Ho scoperto che Tina mi tradiva” Il biglietto sarebbe stato lasciato pochi minuti dopo l’omicidio di Assunta Sgarbini, madre di tre figli nati da una precedente relazione, che sarà ritrovata il 24 agosto in casa sua, a Montecorvino Rovella (Salerno), proprio perché i genitori di Persico si erano allarmati per il contenuto del messaggio. Nella lettera, riportata dal Corriere del Mezzogiorno, il 37enne alterna frasi in cui si accusa dell’omicidio alle disposizioni per il proprio funerale, lasciando quindi intendere di voler suicidarsi. “Ho scoperto che Tina mi tradiva – scrive Persico – e io non ci ho passato su, perché su questa cosa non l’avrei mai accettata”. In realtà, come aveva spiegato anche il padre della vittima, la loro relazione, durata una decina di anni, si era già interrotta.
“Vorrei essere cremato” Nel resto della lettera, Persico si rivolge direttamente ai genitori: “Perdonatemi per il male che ho creato. Mi raccomando, non soffrite per la mia mancanza, non lo meritate. Sono crollato. Ho perso la testa. Purtroppo sono stato un debole. Dolore troppo forte da affrontare”. E dà disposizioni per il proprio funerale, lasciando intendere di voler uccidersi: “Mi raccomando mamma e papà. Non vi ammalate per me. Vi voglio chiedere un ultimo desiderio: se è possibile, essere cremato”. E parla anche dei costi per il proprio funerale: “Quello che trovate nella cassaforte, quello è. Mi dispiace che dovete affrontare spese funerale e tutti i guai. Scusatemi”.
Il tentativo di suicidio. Per tutta la giornata i carabinieri, supportati da Vigili del Fuoco, protezione civile e volontari hanno cercato Persico tra Montecorvino Rovella e dintorni; in serata un passante ha segnalato la sua presenza in zona San Pietro, nei pressi dell’abitazione dell’omicidio. Quando è stato bloccato dai militari dell’Arma, l’uomo aveva delle ferite sul volto; secondo il suo avvocato si tratterebbe dei segni del tentativo di suicidio messo in atto poco prima lanciandosi da un ponte.
L’autopsia su Assunta Sgarbini. L’autopsia sulla 47enne è stata svolta ieri, i funerali ci saranno alle 16 di oggi, 27 agosto. L’esame avrebbe confermato quanto già supposto dal medico legale a seguito della prima ispezione del corpo al momento del ritrovamento: sarebbe stata strangolata. Persico è stato sottoposto a fermo nella serata del 24 agosto. Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al pm ma il 25 agosto, nel corso dell’udienza di convalida del provvedimento, ha confessato. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere a Fuorni. (di Nico Falco)


