Amedeo Belli, 60 anni, geometra, padre, viveva con un’altra. Uccide la moglie poche ore prima dello sfratto. Processato per omicidio preterintenzionale, patteggia una condanna a tre anni e sei mesi da scontare ai domiciliari
Porto Recanati (Macerata), 27 Marzo 2013
Titoli & Articoli
Porto Recanati, donna trovata morta in casa. Arrestato l’ex marito (Fan Page – 28 marzo 2013)
Al termine di un lungo interrogatorio è stato fermato per omicidio preterintenzionale e detenzione illecita d’arma da fuoco Amedeo Belli, ex marito 59enne di Anna Maria Gandolfi. La donna è stata trovata morta in casa con segni di violenza sul corpo.
Potrebbe essere l’ennesimo femminicidio quello avvenuto a Porto Recanati (Macerata). Una donna di 57 anni, Anna Maria Gandolfi, è stata trovata morta in casa con segni di violenza sul corpo. E dopo un lungo interrogatorio alla stazione dei carabinieri il procuratore di Macerata Cristina Polenzani ha emesso un decreto di fermo, con l’accusa di omicidio preterintenzionale e detenzione illecita di arma da fuoco, nei confronti dell’ex marito della donna. L’uomo si chiama Amedeo Belli e ha 59 anni. Il provvedimento nei suoi confronti è stato eseguito in nottata dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Civitanova Marche, che hanno condotto le indagini con i colleghi del Reparto operativo del Comando provinciale di Macerata e della stazione di Porto Recanati. Belli si era presentato in caserma descrivendo la caduta accidentale della donna – Nel pomeriggio di ieri era stato compiuto prima un accurato sopralluogo nella casa in cui viveva la donna, poi altre perquisizioni hanno portato al ritrovamento di una pistola illegalmente detenuta dall’ex marito. Amedeo Belli si trova ora nel carcere di Ancona. L’arrestato, due ore dopo la morte della moglie, si era presentato dai carabinieri di Loreto affermando che la donna era caduta dopo una lite violenta e aveva battuto la testa contro uno spigolo. In caserma Belli aveva anche detto di non sapere se la moglie, affetta da tempo da problemi psichiatrici, era viva o morta. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia sul cadavere della vittima.
Uccisa dal marito, il legale: “E’ un uomo distrutto” (il Resto del Carlino – 28 marzo 2013)
Il giallo di Porto Recanati. L’avvocato Paolo Giustozzi: “Dietro quel gesto c’è un dramma familiare lungo vent’anni”
Macerata, 28 marzo 2013 -‘’Un momento di rabbia e una spinta, ma dietro quel gesto c’è un dramma familiare lungo vent’anni. Gravi problemi legati alla condizione psichica della vittima, da ultimo appesantiti dalle difficoltà economiche della famiglia’’. Queste le parole dell’avvocato Paolo Giustozzi che difende con la collega Valeria Attili Amedeo Belli, il piccolo imprenditore sessantenne che ieri, durante una lite, ha ucciso la moglie Anna Maria Gandolfi, 57 anni. Poi si è costituito nella caserma dei carabinieri di Loreto. ”Era in stato confusionale – ha spiegato il difensore – ma non ha tentato in alcun modo di nascondere cosa era successo”. Dopo un interrogatorio fiume nella caserma di Porto Recanati, Belli è stato sottoposto a fermo per omicidio preterintenzionale.
Il pm Cristina Polenzani ha disposto l’autopsia sul cadavere della vittima, per chiarire la dinamica del delitto. Ma per l’uxoricida, afferma il legale Giustozzi, ‘’il processo e’ solo parte di una tragedia immane: Belli e’ un uomo distrutto. Nonostante vivessero ormai separati non ha mai smesso di prendersi cura della moglie. La andava a trovare tutti i giorni per farle prendere le medicine, che altrimenti lei si rifiutava di assumere, e cercava di starle vicino, comunque’’. Il fatto che avesse una nuova compagna ‘’non c’entra nulla con quello che e’ accaduto’’.
Grotte: una lite scoppiata per motivi economici l’origine della tragedia (Ancona Today – 29 marzo 2013)
Una lite con l’ex marito per l’affitto e lo sfratto imminente sarebbe stata l’origine della crisi che ha portato alla morte di Anna Maria Gandolfi. L’uomo è stato fermato per omicidio preterintenzionale
Una lite con l’ex marito per l’affitto e il conseguente sfratto imminente sarebbe stata l’origine della crisi che ha portato alla morte di Anna Maria Gandolfi, 57enne di Loreto. L’uomo, Amedeo Belli, geometra 60enne anche lui lauretano, è stato interrogato per nove ore e poco dopo le 23 di mercoledì è stato fermato per omicidio preterintenzionale.
IL FATTO. Già dal mattino di mercoledì Belli si era presentato ai carabinieri di Loreto dichiarando di avere avuto una violenta discussione con l’ex coniuge – dalla quale era separato di fatto da circa 10 anni – nella casa di Grotte di Porto Recanati dove la donna viveva, culminata con la caduta dell’ex moglie, che aveva battuto la testa. A scatenare il diverbio sarebbe stata dunque l’impossibilità dell’uomo di pagare l’affitto dell’ex moglie, che in stato di morosità da più di un anno, era in procinto di ricevere la visita dell’ufficiale giudiziario e la notifica di sfratto.
I legali di Belli hanno illustrato ai giornali la difficile situazione familiare esistente dietro la separazione: la donna soffriva da anni di problemi psichici, e l’ex marito si recava comunque regolarmente da lei per verificare che assumesse i farmaci prescritti.
Le difficoltà economiche derivate dalla chiusura della ditta di stampi di materie plastiche del 60enne lauretano e la conseguente difficoltà a pagare l’affitto della casa di Grotte, unito al rifiuto della donna di lasciare l’abitazione, sarebbero stati gli elementi all’origine della crisi che scatenato la lite. Al momento l’uomo si trova al carcere di Montacuto ad Ancona.
Delitto Gandolfi, la sentenza: tre anni e sei mesi per il geometra Belli (Cronache Maceratesi – 11 novembre 2013)
