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Anna Maria Gandolfi, 57 anni, mamma. Uccisa dal marito con una spinta che le ha sfondato il cranio

Porto Recanati (Macerata), 27 Marzo 2013


Titoli & Articoli

Cronache Maceratesi – 27 marzo 2013

 

“Un profondo squarcio nel cranio” Anna Maria uccisa da un colpo solo”. Il giallo di Porto Recanati (il Resto del Carlino – 28 marzo 2013)
È COMINCIATO alle 16 di ieri pomeriggio ed è proseguito fino a tarda sera, all’ospedale di Civitanova, l’esame autoptico sul corpo di Anna Maria Gandolfi, la donna di 57 anni affetta da gravi problemi psichici e trovata morta mercoledì mattina nella sua casa nella frazione Grotte di Porto Recanati, dopo un litigio con il marito Amedeo Belli, 60 anni.
Come noto solo poche ore dopo l’ufficiale giudiziario le avrebbe notificato lo sfratto esecutivo dall’alloggio in cui era rimasta a vivere dopo la separazione. Un alloggio di cui il marito aveva pagato l’affitto per oltre un anno, prima di smettere per problemi economici connessi anche alla chiusura, qualche mese fa, del suo laboratorio di stampaggio per materie plastiche a Loreto. Proprio lo stress per questa delicata situazione, con il marito deciso a convincere la moglie ad affidarsi a una struttura residenziale di cura, sarebbe alla base del violento litigio, culminato nella spinta e nell’incidente domestico. Anna Maria sarebbe caduta battendo la testa nello spigolo del tavolo della cucina, morendo praticamente sul colpo. Il medico legale Loredana Buscemi farà un sopralluogo nell’abitazione della vittima per chiarire cosa possa aver provocato la larga ferita alla testa costatale la vita. Il corpo non presenterebbe altri segni di violenza esterna, salvo una lesione alla bocca.
IN BASE ai primi riscontri, il racconto del Belli — sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale e attualmente detenuto nel carcere di Montacuto — sarebbe compatibile con quanto emerso dall’autopsia. Ovviamente i medici si riservano di condurre — nel corso del prossimo mese — ulteriori e più approfonditi esami diagnostici per escludere ogni dubbio. Anche per quanto riguarda l’ora del decesso, che già a un primo esame era stata indicata dal medico legale Antonio Tombolini come non antecedente alle 3 o 4 ore, sembrerebbe confermata la ricostruzione dello stesso Belli, che aveva raccontato di un litigio avvenuto nelle prime ore del mattino. Gli esami lo collocherebbero in particolare tra le 8.40 e le 10. Belli avrebbe poi chiamato il figlio Mario, 32 anni, raccontando di avergli ucciso la madre nel corso di un contrasto tra i due per la vicenda legata al trasferimento. Al culmine della discussione l’avrebbe spinta, provocandone la caduta, senza immaginare — dice lui — che il corpo della moglie rovinasse proprio sullo spigolo del tavolo della cucina, fracassandosi la testa e perdendo molto sangue. Era evidente che Anna Maria fosse morta: per questo Amedeo non avrebbe chiamato il 118, ma il figlio e i carabinieri.
PROPRIO con il cranio fracassato, anche se con la ferita coperta da un asciugamano e il corpo adagiato sul letto, i primi soccorritori hanno trovato il corpo di Anna Maria. A far ipotizzare al sostituto procuratore Cristina Polenzani il reato di omicidio preterintenzionale sono state le attenzioni che da sempre Belli aveva avuto per la moglie. Nel corso del lungo interrogatorio, l’uomo ha spiegato di non aver mai voluto separarsi dalla donna, e di aver sempre continuato a occuparsi di lei, anche se la sua schizofrenia glielo rendeva davvero difficile. La donna, ad esempio, si rifiutava di mangiare, per questo lui più volte l’aveva portata in ospedale, per farla alimentare in maniera coatta attraverso le flebo. I vicini, che conoscevano benissimo la situazione, gli avevano raccontato che a volte, quando lui le portava qualcosa da mangiare, lei lo regalava. Nel suo frigo, in effetti, non c’era nulla.

 

Grotte: una lite scoppiata per motivi economici l’origine della tragedia (Ancona Today – 29 marzo 2013)
Una lite con l’ex marito per l’affitto e lo sfratto imminente sarebbe stata l’origine della crisi che ha portato alla morte di Anna Maria Gandolfi. L’uomo è stato fermato per omicidio preterintenzionale
Una lite con l’ex marito per l’affitto e il conseguente sfratto imminente sarebbe stata l’origine della crisi che ha portato alla morte di Anna Maria Gandolfi, 57enne di Loreto. L’uomo, Amedeo Belli, geometra 60enne anche lui lauretano, è stato interrogato per nove ore e poco dopo le 23 di mercoledì è stato fermato per omicidio preterintenzionale.
IL FATTO. Già dal mattino di mercoledì Belli si era presentato ai carabinieri di Loreto dichiarando di avere avuto una violenta discussione con l’ex coniuge – dalla quale era separato di fatto da circa 10 anni –  nella casa di Grotte di Porto Recanati dove la donna viveva, culminata con la caduta dell’ex moglie, che aveva battuto la testa. A scatenare il diverbio sarebbe stata dunque l’impossibilità dell’uomo di pagare l’affitto dell’ex moglie, che in stato di morosità da più di un anno, era in procinto di ricevere la visita dell’ufficiale giudiziario e la notifica di sfratto.
I legali di Belli hanno illustrato ai giornali la difficile situazione familiare esistente dietro la separazione: la donna soffriva da anni di problemi psichici, e l’ex marito si recava comunque regolarmente da lei per verificare che assumesse i farmaci prescritti.
Le difficoltà economiche derivate dalla chiusura della ditta di stampi di materie plastiche del 60enne lauretano e la conseguente difficoltà a pagare l’affitto della casa di Grotte, unito al rifiuto della donna di lasciare l’abitazione, sarebbero stati gli elementi all’origine della crisi che scatenato la lite. Al momento l’uomo si trova al carcere di Montacuto ad Ancona.

Cronache Maceratesi – 30 marzo 2013


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