Angela Vinciguerra, 49 anni, operatrice socio-sanitaria, mamma. Uccisa dall’ex con 15 coltellate

vinciguerra-angelaFoggia, 22 aprile 2007
Gli ha aperto la porta di casa, nonostante lui l’avesse più volte minacciata di morte. E lui ha mantenuto la promessa.

 

 

 

logoDario Maitilasso, 50 anni,  gestore di un bar, sposato, alcolista. Ergastolo

 

 

 

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´Angela é stata la nostra luce´ – Su un cartellone rosso i momenti più belli a lavoro. Si è fidata dell´ex compagno fino alla sua morte  – L´ennesima vittima di un ‘amore´ folle e malato
Il 22 aprile del 2007 nella sua abitazione moriva Angela Vinciguerra (in foto). L´ennesima vittima nella nostra città di un amore malato, folle, estremo. Il dolore per la perdita ingiustificata di una donna, moglie, mamma, collega ed amica che trova il coraggio di riappropriarsi della propria libertà a 49 anni (nel momento in cui scopre che presto diventerà nonna), é troppo intimo e prezioso che nessuno, ma proprio nessuno ha voluto ricordarlo.
Abbiamo provato a chiedere un intervista alle colleghe della Cooperativa sociale Futura in cui Angela lavorava come operatrice socio-sanitaria, ed anche lí l´ennesimo rifiuto, la mancata voglia di ricordare quello che é accaduto. Ci é stato solo mostrato un cartellone rosso fuoco che subito dopo la sua morte le colleghe-amiche hanno appeso nella Direzione del centro di riabilitazione mentale. Su quel manifesto sono racchiusi tutti i momenti piú belli di Angela a lavoro, assieme agli ospiti del centro e alle sue colleghe.
Tantissime le immagini sorridenti della donna che appaiono sparse qua e là, assieme ad una scritta dorata come i suoi capelli biondi, in cui c´é scritto: ‘Angela la nostra luce. I nostri momenti insieme tra sorrisi, allegria e gioia’.
Angela era senz´altro una donna solare, piena di vita lo si evince dal suo sorriso smagliante, abbellito dai suoi riccioli biondi e da due grandi occhi marroni. Angela come tante altre donne aveva cercato di dire basta a quella relazione clandestina. Ed é proprio per questo che il suo uomo-omicida Dario Maitilasso di 50 anni, gestore di un noto bar della città Il caffé dell´alba, le ha tolto la vita. Ha provato a spiegargli che era finita, fino alla fine. Ha addirittura aperto la porta di casa al suo ex compagno, Angela Vinciguerra. E con freddezza e senza pietà che Dario l´ha colpita con quindici coltellate alla gola, al petto e all´addome e poi l´ha lasciata agonizzante scappando via. Dario Maitilasso arrestato subito dopo il delitto, si dichiaró innocente.
Ma gli investigatori trovarono tracce di sangue sparse sulla sua auto e sui suoi abiti, oltre a numerosi sms del tipo: ‘Ti ammazzeró… Ti daró il riposo eterno’ che lo stesso uomo aveva inviato alla donna prima di ucciderla. Per questo gli inquirenti affermarono nei giorni seguenti al delitto, che era stato proprio lui. Finisce cosí nel piú tragico dei modi la vita di una donna, di una mamma e di una futura nonna.
di Vittoria Bellezza

Teleradioerre
Rifiuta l’amante, uccisa con 15 coltellate
Da un lato una relazione extraconiugale finita ad agosto dello scorso anno, l’ossessione per una donna, la sua ex amante, il non volersi assolutamente rassegnare. Dall’altro, invece, una donna, madre di tre figli, un matrimonio alle spalle ed i rimorsi di chi è era divenuta da pochissimo nonna.
La trama è ormai chiara: delitto passionale il movente dell’accoltellamento di Angela Vinciguerra la 49enne foggiana uccisa ieri all’interno del suo appartamento in via Lenotti. A sferrare con violenza inaudita le 15 coltellate il suo ex amante Dario Maitilasso 50enne gestore del Caffè dell’Alba, noto bar cittadino.
Erano le 12.15 quando Angela Viciguerra, aprendo la porta della sua abitazione, si è trovata di fronte l’uomo che senza esitazione ha infierito sul suo corpo, lasciandola agonizzante in una pozza di sangue. Pochi minuti più tardi la macchina del Maitilasso una Polo Grigia è stata vista sfrecciare fuori dal garage dello stabile. Immediate le indagini delle forze dell’ordine che intorno alle 13.30 hanno rintracciato l’uomo all’interno del suo locale. Maitilasso, costruisce il suo alibi affermando che nelle ore del delitto lui stesse dormendo. Una volta in questura l’uomo è stato interrogato tutta la notte, continuando, però, a sostenere la sua tesi.
Intanto a confermare la loro relazione non soltanto il dipendente del “Caffè dell’Alba” ma anche le colleghe di lavoro della stessa Vinciguerra che hanno dichiarato agli inquirenti che più di una volta Maitilasso si è presentato nel centro per la riabilitazione psichiatrica “Iniziativa Vita”, chiedendo insistentemente della donna e minacciandola di morte: “ti devo sgozzare, ti devo uccidere”.
Minacce confermate anche dal contenuto degli oltre trecento messaggi inviati dal 50enne sul cellulare della donna. Pare che la Vinciguerra avesse confidato solo al fidanzato delle figlia la relazione extraconiugale con il 50enne. Subito dopo l’omicidio il Maitilasso si è recato, con indosso gli abiti ancora sporchi di sangue, presso l’abitazione del suo dipendente e rivolgendosi al padre di quest’ultimo gli ha detto “l’ho uccisa”. Poi è fuggito rifugiandosi all’interno del suo Bar che gestiva dal 1991.
di Tatiana Bellizzi

 

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