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Violeta Senchiu, 32 anni, mamma. Arsa viva dal convivente, muore dopo 20 ore di agonia

Sala Consilina (Salerno), 3 Novembre 2018


 


Titoli & Articoli

“Prenditi cura dei miei figli”, le ultime parole di Violeta bruciata viva dal convivente (TgCom24 – 3 novembre 2018)
Lʼuomo ha dato fuoco, a Sala Consilina (Salerno), alla casa della donna, 32enne romena, madre di 3 bimbi, che è spirata dopo 20 ore di agonia
E’ morta a 32 anni, dopo quasi 20 ore di agonia all’ospedale Cardarelli di Napoli, per le ustioni riportate sul 95% del corpo a seguito dell’incendio divampato nel suo appartamento di Sala Consilina (Salerno). Ma prima di spirare la donna, Violeta Senchiu, di origini romene, madre di tre bimbi, ha avuto la forza di dire alla madre, che era con lei al suo capezzale: “Prenditi cura dei miei figli”.
A dare fuoco alla casa e a gettarle benzina addosso mentre era seduta vicino al camino, il suo convivente, Gimino Chirichella, operaio di 48 anni. A incastrarlo le telecamere che lo hanno ripreso a un distributore di carburante prima della tragedia. L’uomo è accusato di omicidio pluriaggravato per futili motivi, crudeltà e premeditazione ed è in stato di fermo nel reparto detenuti dell’ospedale di Potenza: nel rogo ha riportato, infatti, ustioni agli arti. Il 48enne, noto alle forze dell’ordine, sabato 3 novembre, forse dopo una lite, è uscito di casa per andare al distributore di benzina, dove ha riempito due taniche. Poi è tornato a casa e ha scatenato l’inferno.Increduli gli amici della coppia, come riferiscono i media locali. “Erano affiatati – assicurano; – quello che ha fatto Gimino è orrendo e cosa è scattato nella sua testa lo sa solo lui”.
Dalla Romania, il fratello della vittima, alla notizia del decesso, ha pubblicato un lungo video su Facebook dove ha minacciato di morte il convivente della sorella.Sono latitante, vengo in Italia mi faccio arrestare e spero di finire nel carcere dove sarai tu e giuro che ti cavo gli occhi e me li mangio”, ha detto prima di tornare sui suoi passi e scusarsi per queste parole.
In Rete è montata la polemica su questo nuovo femminicidio, dopo i post di alcune amiche di Violeta che denunciava il fatto che la notizia della sua morte non fosse arrivata sui media nazionali.

Violeta, 32 anni, mamma di tre figli arsa viva dal compagno italiano. Il femminicidio di cui non si parla (27ma Ora Corriere della Sera – 8 novembre 2018)
Violeta aveva 32 anni e tre figli. Era romena. Era, perché sabato scorso Violeta è morta. Arsa viva dal compagno italiano, che è uscito di casa per andare a comprare due taniche di benzina e darle fuoco. Violeta è morta all’ospedale Cardarelli di Napoli dopo quasi venti ore di agonia. Su Twitter, la rabbia e il dolore per l’ennesimo femminicidio, e per il silenzio che ha circondato la morte di Violeta.
«Si chiamava Violeta Senchiu. Era rumena. Aveva 32 anni. Aveva anche tre figli. Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco, arsa viva con tre taniche di benzina. È morta dopo ore di indicibile sofferenza. È successo sabato. Niente articoli e inchieste sui giornali. Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio. Nessun fiore portato da nessun ministro. Nessun tweet. Nessun corteo di Forza Nuova» è il post che rimbalza sui social. Tantissime le condivisioni, tantissimi i commenti. Tra chi si domanda perché, questa morte sia passata sotto silenzio o quasi. E chi chiede che qualche esponente delle istituzioni intervenga.
Violeta aveva 32 anni, era madre di tre figli e viveva a Sala Consilina, in provincia di Salerno, con il compagno, il 48enne Gimino Chirichella, già noto alle forze dell’ordine. Sabato, forse al culmine di un’ennesima lite, lui è uscito, è andato a un distributore di benzina, ha riempito due taniche, poi è tornato a casa e ha dato fuoco all’appartamento, con Violeta dentro. Lei è morta quasi 20 ore dopo, a cause delle ustioni riportate sul 95% del corpo. Un calvario durato quasi un giorno. «Violeta scusaci, abbiamo fallito, non abbiamo ascoltato le tue grida» si legge nel post pubblicato su Facebook dalla Consulta delle Amministratrici del Vallo di Diano e Tanagro. Il 48enne è stato arrestato, accusato di omicidio pluriaggravato (per futili motivi, crudeltà e premeditazione). E se nulla potrà restituire Violeta ai suoi figli, se nulla potrà ridarle la vita, in Rete risuona il nome di questa 32enne rumena. Uccisa dal compagno italiano. Perché i femminicidi non hanno nazionalità.

 

Si chiamava Violeta, arsa viva e raccontata distrattamente (Globalist – 7 novembre 2018)
Violeta non è un caso, Violeta è un accidente locale, senza possibilità di elezione a vicenda che scuota, non dico la storia triste che viviamo, ma neanche la cronaca di questo Paese
“Si chiamava Violeta Senchiu.
Era rumena.
Aveva 32 anni.
Aveva anche tre figli.
Il suo compagno, un italiano, sì, un italiano, di quelli che vengono prima, le ha dato fuoco,
arsa viva con tre taniche di benzina.
È morta dopo ore di indicibile sofferenza.
È successo sabato.
Niente articoli e inchieste sui giornali.
Nessuna troupe televisiva che si aggira a Sala Consilina, dove è accaduto l’omicidio.
Nessun fiore portato da nessun ministro.
Nessun tweet.
Nessun corteo di Forza Nuova”.

Il post dell’amica Valeria Collevecchio, sensibile collega con la quale ho diviso la parte più bella del mio percorso professionale, potrebbe restare così, senza una sola parola aggiunta. Vado brevemente oltre il fatto. Chi volesse recuperare la notizia di Violeta, può trovarla, ma attraversando soltanto la cronaca locale, giornali on line locali, pagine locali. Violeta non è un caso, Violeta è un accidente locale, senza possibilità di elezione a vicenda che scuota, non dico la storia triste che viviamo, ma neanche la cronaca di questo Paese che giorno dopo giorno collassa, implode rovinando sui suoi valori. Violeta aveva un bel viso, da donna che fatica senza mai smarrire il sorriso, neanche in una casa dove subiva. I figli sono sempre un buon motivo per sorridere per le donne, sono forti, anche quando la vita dura, resa più dura da sentimenti irrimediabilmente persi, ti dovrebbe consegnare alla disperazione. Violeta, come tante altre donne straniere in Italia, con alle spalle storie personali che tutti dovremmo conoscere. Storia di difficoltà, forse di povertà, storia di strappi dolorosi e viaggi di speranza senza chance. L’Italia, un uomo, forse un amore, forse. Certamente una famiglia, certamente la felicità di tre bambini.
Quando Violeta è diventata una torcia, data alle fiamme dal suo uomo, aveva tre figli, piccoli, il primo 10 anni, il più piccolo due. Orfani per mano del padre. Faranno i conti con questo per tutta la vita.  
Dice bene Valeria. quando denuncia con parole nude la distanza se non l’indifferenza per una tragedia che invece ha tanti elementi per una drammatica lettura del nostro tempo. Ma in questo nostro tempo si è smarrita anche la capacità di leggere e di raccontare. Lettura e racconto seppelliti dallo smarrimento umano e culturale. Nel crollo dei valori, spesso l’informazione non riesce a recuperare e mettere in ordine i tasselli principali del mosaico. Raccoglie i tasselli insignificanti, non recupera quelli che ricostruirebbero gli occhi. Distratta, superficiale, preoccupata soltanto di barcamenarsi nell’inedito terreno di una politica mai a un livello così basso. Per il resto, il Paese lo si racconta quando proprio non se ne può fare a meno. Quando si può fare senza fatica, senza letture difficili, magari restando seduti in ufficio. Pardon, in redazione.

 

 

Omicidio di Violeta. La madre: “grazie per aver condiviso il mio dolore” (L’Occhio di Salerno – 17 novembre 2018)
Lilly, la madre di Violeta Senchiu, la 32enne rumena uccisa dal compagno, ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto da amici e concittadini: Grazie a tutti per la vicinanza e per aver condiviso con me il dolore per la morte di Violeta“.
Violeta è deceduta due settimane fa durante l’incendio scopppiato nella sua abitazione. Il responsabile sembra essere il compagno, il 48enne Gimino Chirichella. I due vivevano in località Sagnano di Sala Consilina.
“Il giorno del funerale di mia figlia – ha detto la madre di Violeta – non ho avuto la forza di prendere le condoglianze alla fine della cerimonia, ma ritengo doveroso ringraziare tutti per essermi stati vicino e per l’affetto che mi state mostrando in tutti i modi. Il mio ringraziamento va a tutte le comunità, quella di Sala Consilina e anche degli altri paesi, alla comunità rumena, all’amministrazione comunale e a tutto il consiglio comunale, alle amiche che sono state per me come delle sorelle, alle associazioni, alla Chiesa. Grazie di cuore non dimenticherò mai quello che avete fatto e state facendo per me e per i miei tre nipotini. Vi voglio bene». Continuano intanto le indagini da parte dei carabinieri, come riporta il quotidiano “La Città”. Gimino Chirichella è accusato di omicidio volontario aggravato: l’uomo davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere e quando sarà dimesso sarà trasferito in carcere a Potenza.

 


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