Silvana Arena, 74 anni, ex commessa Standa in pensione, volontaria della Croce Verde, mamma. Massacrata dal marito con un bastone delle tende
Venaria Reale (Torino), 7 Agosto 2022
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Silvana Arena, una donna buona, volontaria della Croce Verde (Quotidiano Venaria – 7 agosto 2022)
Era questa, e molto altro, Silvana Arena, la 73enne vittima della violenza inaudita del marito domenica scorsa, 7 agosto 2022.
Una donna buona, disponibile con tutti, garbata. Una donna che ha provato a superare gli ostacoli della vita e che domenica è stata uccisa, massacrata, al culmine di un litigio per questioni legate alla figlia maggiore. Era questa, e molto altro, Silvana Arena, la 73enne vittima della violenza inaudita del marito domenica scorsa, 7 agosto.
Classe 1948, originaria di Cuneo, avrebbe compiuto 74 anni il prossimo 24 dicembre. Era una ex dipendente della storica «Standa» di corso Giulio Cesare a Torino. Era sposata da 50 anni con l’uomo che l’ha uccisa a colpi di bastone.
«Ciò che non ti uccide ti fortifica. Vivi e lascia vivere», scriveva su Facebook, dove pochi giorni prima di morire aveva postato una fotografia con sopra scritto: «Una persona non sceglie di essere buona o cattiva, spesso si adegua a come viene trattata». Coincidenze o messaggi criptici? Difficilmente si saprà una verità in merito.
Le certezze, a oggi, sono che Silvana era una convinta ambientalista che, due anni e mezzo fa, aveva deciso di abbracciare la Croce Verde Torino sezione di Venaria, dove si occupava di segreteria e, allo stesso tempo, di supporto psicologico per gli anziani che al mattino venivano accompagnati per alcune visite mediche. Il suo compito era quello di salire sui mezzi di trasporto della «Verde» e scambiare due parole con loro – facendo dimenticare loro i problemi di salute che avevano – per il tempo necessario all’arrivo in ospedale. «Commare Silvana, mai avrei pensato ad una tragedia simile. Sempre attenta e gentile con me. Riposa in pace. Spero che tu possa avere giustizia e che quell’assassino paghi veramente», scrive un’amica su Facebook.
“Ho aggredito mia moglie, venite a vedere”: la telefonata choc al 112 dopo l’omicidio (La Stampa – 8 agosto 2022)
La donna uccisa a bastonate a Venaria: l’uomo ha chiamato i carabinieri, poi ha cercato di pulire il sangue in casa
Ieri mattina la prima chiamata al 112 è arrivata da uno dei vicini di casa: «Venite per favore, stanno litigando, sentiamo delle urla allucinanti, fate in fretta». Qualche minuto più tardi, vero le 10,30, il 112 l’ha chiamato Giovenale Aragno, pensionato di 73 anni: «Ho aggredito mia moglie». Ma non ha detto di averla massacrata e uccisa a bastonate.
Quando i carabinieri e il 118, un attimo dopo, sono arrivati in via Sandre 14, l’ultima appendice del quartiere Rigola di Venaria prima di Torino, si sono trovati davanti una scena raccapricciante. Nella stanza accanto alla sala da pranzo, nell’appartamento del primo piano di una elegante palazzina, hanno trovato il corpo di Silvana Arena, moglie di Aragno, uccisa con più colpi alla testa. Lui stava tentando di ripulire il sangue schizzato dappertutto e, quando ha visto i militari, ha abbassato lo sguardo: «Sono stato io». Colpendo la vittima con un bastone che, ha spiegato, custodiva in casa «perché mi aiutava a prendere le cose sistemate in alto sui mobili».
Ora Aragno si trova rinchiuso nel carcere di Ivrea con l’accusa di omicidio e oggi verrà interrogato dal gip per l’udienza di convalida. Ecco la drammatica fine di una storia di tensioni che andava avanti da tempo. E, qualcuno, in questo quartiere dove tutti più o meno si conoscono, l’aveva intuito.
«Bisticciavano sempre per la figlia, quella che abita lontano di qua, quella che ha qualche problema di salute». Infatti sembra che, a far scattare la furia omicida dell’uomo, sia stato l’ennesimo rimprovero della moglie proprio per la gestione della figlia 46enne, da tempo lontano da casa, ospite di una struttura a Terni. La coppia ha un’altra figlia 40enne che abita in zona. Da una prima ricostruzione degli inquirenti, sembra che Aragno fosse stufo di dover corrispondere somme di denaro proprio per il mantenimento della figlia 46enne. «Ma – come puntualizza la dottoressa Gabriella Viglione, procuratore capo di Ivrea – è una storia che deve ancora essere chiarita in molti suoi punti».
Sul movente, però, sembra ci siano pochi dubbi. Ieri, dopo che i carabinieri della Compagnia di Venaria hanno apposto i sigilli all’ingresso dell’alloggio e si sono allontanati, intorno alla palazzina Anni 70 di via Sandre, rivestita di piastrelle marroni con il giardino molto curato, è calato un silenzio quasi irreale. Con qualche inquilino che si affacciava timidamente dai balconi.
«Al signor Giovenale bastava andare in giro con la sua bicicletta e stare lontano da casa, ma non era sgarbato o spigoloso, anzi» – racconta qualcuno con un filo di voce. Ma per qualcun altro: «Era un tipo nervoso, uno che se aveva la luna storta era meglio stargli lontano». Aragno aveva la passione per il pedale e le gite in bicicletta, come dimostrano anche le sue foto postate su Facebook. Un passatempo che lo accompagnava da quando aveva smesso di lavorare come agente di commercio di utensili da lavoro. Silvana Arena, pure lei 73enne, invece era una casalinga. «Una persona davvero gentile, molto a modo, ogni tanto la vedevo quando tornava a fare la spesa» – dice una ragazza che abita nella stessa palazzina. Poche parole, un sorriso e niente più. Anche perché sembra che tra i due, lui originario di Fossano e lei di Cuneo, i rapporti si fossero logorati da tempo. Insomma ognuno faceva la sua vita. E la signora Silvana, ogni tanto affidava a Facebook i suoi pensieri. Lo scorso luglio scriveva: «La vita è dura ma lo sono anch’io tesoro» e «Una persona non sceglie se essere buona o cattiva, si adegua a come viene trattata».


