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Samantha Del Gratta, 45 anni, mamma. Uccisa a colpi di pistola dal marito

Pisa, 22 Luglio 2025


Titoli & Articoli

Femminicidio a Pisa, l’ultima lite e l’intenzione di lasciarlo dopo anni da segregata (il Tirreno – 23 luglio 2025)
Si attende l’autopsia prevista oggi, i due figli di 20 e 18 anni affidati a un legale
Anni di gelosia a cui Samantha Del Gratta aveva intenzione di dire basta. Era arrivata al culmine della sopportazione dopo un tempo infinito in cui non ha potuto trovarsi un lavoro, uscire da sola o avere una minima vita sociale. Il suo compagno, Alessandro Gazzoli, 50 anni, guardia giurata, la costringeva a un rapporto pressoché esclusivo con lui. E alla vigilia del 45° compleanno della donna, probabilmente al culmine di una lite nella loro camera da letto in cui lei gli avrebbe comunicato l’intenzione di lasciarlo, ha reagito sparandole alla testa. Per poi rivolgere l’arma contro se stesso e suicidarsi. È questo il quadro che emerge all’indomani della tragedia di Sant’Ermete a Pisa e che la mamma di Samantha, Gabriella Del Cistia, ha raccontato alle telecamere di un programma della Rai dalla sua porta di casa nel quartiere del Cep: «Alessandro era troppo geloso, sempre appiccicato. Bravo, ma ossessionato. Non le dava pace, non le dava tregua».
La mamma della vittima di femminicidio è assistita dagli avvocati Lucia Barsacchi e Giuseppe Carvelli. È proprio la legale a spiegare che «Samantha viveva un rapporto chiuso praticamente da sempre. Lui non la faceva uscire, non le consentiva di lavorare. Era geloso, possessivo anche se non violento. Almeno fino a martedì», rincarando la dose nei confronti del 50enne. Ma confermando il contesto tratteggiato dall’indagine della polizia che ritiene che la tragedia derivi da conflitti all’interno del nucleo familiare di cui erano a conoscenza i parenti. Secondo il racconto di mamma Gabriella, sua figlia le ha confidato l’intenzione di lasciare il compagno dopo 28 anni di relazione. «Lei non aveva amicizie. Stava sempre in casa. Ha sempre fatto tutto per i figli e la famiglia. Lui voleva essere sempre presente accanto a lei. Pochi giorni fa è venuta da me e mi ha detto “mamma, non ce la faccio più ad andare avanti in questa maniera. È troppo geloso e io non lo sopporto più”. E probabilmente hanno avuto una discussione. Era stufa del suo comportamento. Non era in grado di fare nulla. Probabilmente martedì è stata più decisa ed è successo quel che è successo».
Cinque bossoli. Secondo Barsacchi, «Samantha non voleva che i figli soffrissero e andava avanti nonostante tutto. Vedo spesso casi simili. Si pensa di poter sistemare le cose. Ma poi succedono le disgrazie. Alessandro era in ferie forzate dal lavoro dopo alcune liti ripetute negli ultimi tempi. Però aveva la pistola. E con quella ha ucciso la sua compagna». Una Glock 19 calibro 9×21 che Gazzoli deteneva legalmente, che utilizzava per il lavoro e che ha esploso cinque colpi nella camera da letto della coppia dove sono stati trovati i corpi senza vita. La Scientifica, infatti, ha trovato cinque bossoli nella stanza ipotizzando che uno corrisponda al colpo alla testa con cui l’uomo l’ha fatta finita. Mentre gli altri quattro li ha sparati verso la donna. L’autopsia di oggi sul corpo della donna chiarirà i dubbi, mentre su quello dell’uomo non sono previsti accertamenti.
Minuti al telefono Tra il femminicidio e il suicidio la telefonata al 112 in cui la guardia giurata ha detto di aver appena sparato alla compagna e di essere intenzionato a togliersi la vita, ma di non voler far vedere la scena ai figli. Per questo chiedeva l’intervento delle forze dell’ordine, comunicando il fatto di aver lasciato le chiavi nella toppa della porta d’ingresso. Alcuni minuti al telefono in cui l’operatrice del numero unico per le emergenze ha cercato di tenerlo occupato, di dissuaderlo dal tragico gesto. Senza però riuscirsi. Poi l’arrivo dei poliziotti e la scoperta dei cadaveri. A cui è seguita la disperazione dei figli di 20 e quasi 18 anni, i quali ora sono stati affidati a un legale, ma in casa della nonna, per affrontare questa terribile fase della loro vita.  (di Andreas Quirici e Danilo Renzullo)

 

 

La dinamica relazionale «Samantha non poteva uscire né lavorare», anni di controllo dietro il femminicidio di Pisa (il Tirreno – 23 luglio 2025)
Parla la madre della vittima: “Era geloso e possessivo da sempre”. La speranza di Samantha Del Gratta di resistere per i figli, poi le ferie forzate per lui, la pistola in casa e la tragedia
“Samantha viveva un rapporto chiuso praticamente da sempre. Lui non la faceva uscire, non le consentiva di lavorare. Era geloso, possessivo anche se non violento. Almeno fino a martedì”. A parlare è l’avvocata Lucia Barsacchi che in questa fase, insieme al collega Giuseppe Carvelli, assiste Gabriella Del Cistia, mamma della donna che avrebbe compiuto 45 anni oggi, mercoledì 23 luglio, uccisa con almeno due colpi di pistola dal compagno, Alessandro Gazzoli, 50enne, guardia giurata, al culmine di una lite nella camera da letto della coppia, nell’abitazione di famiglia nel quartiere di Sant’Ermete a Pisa. La legale non consente interviste alla sua assistita, spiegando che la sua cliente “è molto provata, sta vivendo una situazione davvero difficile” e lo fa fuori dal palazzo nel quartiere del Cep dove la mamma di Samantha Del Gratta vive da alcuni anni. E che, in questo momento, ospita i nipoti di 20 e quasi 18 anni, rimasti orfani dopo la tragedia.
Il movente La questura non ha dubbi: il motivo riguarda un conflitto all’interno del nucleo familiare di cui erano a conoscenza i parenti. La gelosia dell’uomo, quindi, all’origine della vicenda che ha scosso non solo Sant’Ermete, ma l’intera città. Un femminicidio a cui è seguito, subito dopo, il suicidio della guardia giurata con in mezzo la chiamata al 112. “Venite, ho sparato alla mia compagna”, ha detto Gazzoli per poi rimanere alcuni minuti in linea con l’operatrice del numero unico per le emergenze che cercava di tenerlo al telefono per dissuaderlo dal tragico gesto e per consentire l’intervento della polizia. Ma gli agenti, quando sono arrivati nell’appartamento, hanno trovato la porta aperta e i corpi dei conviventi sul letto matrimoniale, ormai senza vita.
Cinque bossoli e l’analisi dei telefoni Giovedì 24 luglio ci sarà l’autopsia sul corpo della donna, mentre non ci sarà esame su quello dell’uomo. Secondo quanto appreso, nella stanza sono stati trovati cinque bossoli. L’ipotesi è che uno di questi corrisponda al colpo che Gazzoli ha esploso contro se stesso alla testa con la sua Glock 19 calibro 9×21 che utilizzava per lavoro. E che avrebbe tirato fuori dal comodino accanto al letto al culmine della lite. Gli altri quattro dovrebbero essere stati indirizzati alla testa e a una spalla della compagna. La polizia ha sequestrato i telefonini e li sta analizzando. Ha ascoltato le prime testimonianze e ha cominciato a chiudere il cerchio di un contesto familiare triste ma chiaro. In cui lei non aveva nessuna libertà, se non quella di uscire insieme all’uomo al quale era legata da quasi trent’anni. Nonostante tutto, non risultano denunce o interventi delle forze dell’ordine per interventi derivanti da liti o maltrattamenti. Samantha non era in carico a centri anti violenza. E non esistevano elementi per parlare di conflittualità acclarata o separazioni in vista.
Anche se, dal racconto dell’avvocata Barsacchi, emerge un quadro abbastanza nitido: “Samantha non voleva che i figli soffrissero e andava avanti nonostante tutto. Vedo spesso casi simili. Si pensa di poter sistemare le cose. Ma poi succedono le disgrazie. Alessandro era in ferie forzate dal lavoro dopo alcune liti ripetute negli ultimi tempi. Però aveva la pistola. E con quella ha ucciso la sua compagna”.

Femminicidio a Pisa, una fiaccolata per Samantha (Rai News – 24 luglio 2025)
La comunità di Sant’Ermete si stringe nel ricordo di Samantha Del Gratta, uccisa dal compagno che poi si è tolto la vita. Nelle prossime ore l’autopsia. (VIDEO)

 


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