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Alessandro Gazzoli, 50 anni, guardia giurata, padre. Dopo anni di maltrattamenti, uccide la moglie a colpi di pistola

Pisa, 22 Luglio 2025


Titoli & Articoli

Uccide la compagna e si toglie la vita: le parole dei vicini, il mistero delle “ferie forzate” e il quartiere sotto choc (il Tirreno – 22 luglio 2025)
Sant’Ermete è un luogo speciale di Pisa. Un quartiere dove le case popolari hanno un forte impatto nel contesto urbano. Dove si organizza ogni anno la festa del pane che quest’anno ha registrato il tutto esaurito. La classica zona dove tutti si conoscono e si danno una mano, anche se il circolo è passato in mani cinesi. Alessandro Gazzoli e Samantha Del Gratta erano figli di queste strade, di questi giardini, di quest’atmosfera d’altri tempi che più di una volta ha gridato contro il palazzo comunale per le condizioni in cui molte famiglie vivono.
Chi erano La guardia giurata di 50 anni e l’impiegata che oggi avrebbe spento 45 candeline sulla torta erano una famiglia normale, con due figli che i vicini vedevano spesso. Tutti li conoscevano anche se lui non frequentava molto la socialità di Sant’Ermete, preferendo trascorrere le serate con la compagna, invece che con gli amici.
Racconti di vicini, amici, di persone che hanno visto la coppia incontrarsi e innamorarsi da giovani. Trasferirsi nell’appartamento di via Ferdinando Agostini della Seta da una casa poco lontano. Sempre nello stesso quartiere. Sempre fianco a fianco. «Li vedevo alla Coop a fare la spesa, non sembravano assolutamente in crisi. Sono cresciuti qui, diventando una famiglia», dice un coetaneo di Alessandro che abita nella stessa strada, ma che preferisce non apparire. Perché da queste parti ci si vuole bene e si rispetta il dolore altrui. Si fa muro contro le incursioni esterne. Soprattutto di fronte a tragedie del genere.
Ma che qualcosa non andasse come ai bei tempi è ormai opinione comune. Gazzoli era dipendente del Corpo dei vigili giurati. Per anni ha avuto il compito di tenere sotto controllo l’area ricerche del Cnr a Pisa, dalla guardiania. Ma poi la società ha perso l’appalto. E lui è stato rimesso di pattuglia. Ore e ore in auto ad attaccare bollini alle aziende clienti della società di Firenze, ma con un ufficio sotto la Torre pendente. Un collega racconta che, forse per un diverbio avuto sul lavoro, era stato messo in ferie forzate. Per adesso questo elemento rappresenta una strada per la polizia su cui indagare per dare un motivo al doppio gesto estremo. Nessuna certezza, tante ipotesi. Un solo dramma familiare che investe in pieno i figli e tutti quelli che conoscevano la coppia. Che già in passato aveva avuto a che fare con vicende tragiche, vista la morte del fratello di Alessandro.
Sant’Ermete si prenderà cura dei fratelli rimasti orfani. Il quartiere saprà dare una mano quando la rabbia lascerà il posto alla disperazione e al dolore. L’autopsia disposta dalla Procura dirà come si sono svolti i fatti. Quanti colpi sono stati esplosi. Se la donna è morta sul colpo e da che distanza l’uomo ha fatto fuoco. Ma non riuscirà a guarire le ferite di due ragazzi catapultati nella disperazione in pochi attimi. A quello dovrà pensare la gente del posto.

Uccisa a Pisa dal compagno, parla la mamma di Samantha Del Gratta: “Geloso e ossessivo, lei voleva chiudere” (Fan Page – 23 luglio 2025)
“Lui era geloso, mia figlia voleva chiudere la relazione”. Parla la mamma di Samantha Del Gratta, la donna di 44 anni che martedì 22 luglio è stata uccisa dal compagno, il 50enne Alessandro Gazzoli, in una casa di Pisa. L’uomo si è suicidato dopo aver chiamato il 112. “Lui non la faceva uscire, non le consentiva di lavorare”, spiega la legale Lucia Barsacchi.
“Lui era geloso, sempre appiccicato a Samantha, mia figlia voleva chiudere la relazione. Era ossessionato, non le dava pace e lei non ce la faceva più”. A parlare è la mamma della donna di 44 anni che ieri, martedì 22 luglio, è stata uccisa dal compagno in un’abitazione di via Agostini della Seta, nel quartiere di Sant’Ermete, a Pisa. L’uomo, Alessandro Gazzoli, guardia giurata di 50 anni, ha prima sparato alla compagna, Samantha Del Gratta, poi ha rivolto l’arma contro se stesso e si è tolto la vita. La madre della donna ha parlato al quotidiano La Nazione. “Non andava a lavorare perché lui non voleva. Lavorava solo lui”, ricorda. I due stavano insieme da quasi 30 anni e i rapporti erano tesi, come ha spiegato la mamma della 44enne (che avrebbe compiuto 45 anni oggi, mercoledì 23 luglio). “Lui talvolta la offendeva. Lei cercava di portare il buon per la pace per i figli. Non riuscirò mai a perdonarlo. Non avrei mai pensato una cosa del genere”.
La signora ha descritto la figlia come una “ragazza fantastica, sempre in casa con i figli, il suo pensiero continuo”. Anche la l’avvocata Lucia Barsacchi, che insieme al collega Giuseppe Carvelli assiste la madre della vittima, conferma le sue parole. “Samantha viveva un rapporto chiuso praticamente da sempre. Lui non la faceva uscire, non le consentiva di lavorare. Era geloso, possessivo anche se non violento. Almeno fino a martedì”, ha spiegato la legale al Tirreno.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nelle scorse ore, il femminicidio-suicidio sarebbe avvenuto nell’ambito di tensioni interne al nucleo familiare. “Venite, ho sparato alla mia compagna”, avrebbe detto Gazzoli a un’operatrice del numero unico per le emergenze che ha cercato di tenerlo al telefono per dissuaderlo dal tragico gesto che avrebbe compiuto poco dopo e per consentire l’intervento delle forze dell’ordine. Ma gli agenti, quando sono arrivati nell’appartamento, hanno trovato i corpi dei due sul letto matrimoniale. Domani, giovedì 24 luglio, verrà svolta l’autopsia sul corpo della donna, mentre non è stata disposta su quello dell’uomo. La polizia ha ascoltato alcune testimonianze e sequestrato i telefonini della coppia per tentare di fare chiarezza sull’accaduto. (di Eleonora Panseri)

 


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