Michelle Campos Verde, 20 anni, studentessa e agente assicurativa. Massacrata a martellate, soffocata e nascosta sotto il letto dall’ex fidanzato
Parma, 17 Luglio 2013

Titoli & Articoli
Uccide la fidanzata 20enne a martellate in via Rondizzoni. Fermato il fidanzato (Parma Today – 17 luglio 2013)
Omicidio in via Rondizzoni, 4. Il corpo della peruviana Michelle Campos di 20 anni è stato trovato senza vita dalla madre alle 21. Fermato il fidanzato che era in fuga verso Milano con il cellulare della vittima, da cui le avrebbe inviato messaggi fasulli
Una giovane di origini peruviane di 20 anni, Michelle Campos, è stata uccisa in modo efferato e probabilmente premeditato a colpi di martello nella sua abitazione al secondo piano del palazzo di via Rondizzoni, 4. Una famiglia tranquilla, composta dalla madre Vittoria, separata dal marito, e dalle sue due figlie, di 18 e 20 anni. “Brave persone, oneste e tranquille in buoni rapporti con tutti i condomini, una madre solare e generosa e figlie timide e introverse”, le hanno descritte i vicini riferendo anche che la famiglia si era trasferita al civico 4 da appena un anno. Le cause sono ancora da chiarire ma secondo una ricostruzione fornita dalle testimonianze dei vicini che abitano negli appartamenti attigui a quello della vittima, l’omicidio potrebbe essere avvenuto già attorno alle 12 di ieri, nonostante la scoperta del corpo sia avvenuta molte ore dopo, ad opera della madre della vittima.
I sospetti ricadono sul fidanzato di Michelle, un ragazzo di 21anni originario dell’Ecuador, che frequentava la giovane da alcuni mesi. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dai vicini, la madre della vittima, Vittoria, 43enne peruviana che lavora come colf per un noto giornalista, avrebbe chiamato la Polizia nella mattina di ieri, attorno alle 11,30.
La donna non trovando la figlia a casa ha sporto denuncia di scomparsa alla Polizia, ha creduto che fosse scappata di casa in compagnia del suo fidanzato a causa della disapprovazione espressa da parte della madre riguardo la relazione tra i due. Dovendo recarsi a lavoro, la donna è uscita di casa vivendo però ore di grande apprensione per sua figlia, attenuate provvisoriamente dalla ricezione di messaggi da parte della ragazza. “Mamma dopo il lavoro mi vieni a prendere in ufficio?”, le avrebbe chiesto Michelle via sms. “Non venirmi più a prendere, sono già in autobus”. La madre nel ricevere questi messaggi si è tranquizzata, scongiurando la fuga. Solo al rientro a casa attorno alle 21 la terribile scoperta, come hanno raccontato stamane i vicini di casa. Preoccupata per l’assenza della figlia la donna si sarebbe coricata sul letto di Michelle pensando alle ragioni della possibile fuga e, istintivamente, ha poi controllato sotto il suo letto. La madre Vittoria scopre così il corpo della figlia avvolto in un lenzuolo ricoperto di sangue. La giovane è stata uccisa in modo efferato e violento probabilmente con utensili trovati in casa, presumibilmente un martello. Accanto a lei, sotto il letto, è stata nascosta anche la sua borsa. Il cellulare le è stato sottratto per inviare messaggi alla madre e rassicurarla sulla sua assenza.
Sono stati i vicini a chiamare la Polizia allertati dalla madre Vittoria distrutta dal dolore dopo aver scoperto il corpo esanime di sua figlia. I sospetti ricadono tutti sul fidanzato di Michelle. Un vicino di casa racconta di aver visto quasi quotidianamente il giovane entrare e uscire dall’abitazione, ha notato in lui atteggiamenti sospetti riconoscendo in particolare chiari segni di una dipendenza da droghe, segnali che è riuscito a cogliere anche grazie alla sua esperienza in un centro di aiuto per famiglie con figli che soffrono da dipendenza da stupefacenti. Il vicino ha riferito anche di aver trovato per terra nel piccolo cortile due siringhe gettate dalla finestra dell’appartamento della vittima. “Mi è dispiaciuto darle questo dolore, ma ho sentito di dover dire a Vittoria che il ragazzo di sua figlia è una persona pericolosa, le ho detto che credo si droghi e che non dovrebbe farlo più entrare in casa”.
Sempre grazie alle testimonianze fornite dai vicini di casa, emerge anche un episodio nel quale la madre della vittima avrebbe mandato via di casa il fidanzato della ragazza uccisa. Nonostante ciò, probabilmente la giovane sperava che i rapporti proseguissero ed è stata lei probabilmente ad aprire la porta al suo assassino. Al momento le indagini sono ancora in corso, il fidanzato della vittima è stato fermato dalla Polizia mentre era in fuga verso Milano e almeno sinora sembra essere l’unico indiziato per omicidio. Il fidanzato è ora in stato di fermo a Milano, dove è stato rintracciato nella notte. Le indagini sono coordinate dal pm Paola Dal Monte e condotte dalla Squadra Mobile di Parma. (di Alice Pisu)
Parma, Michelle Campos, 20 anni, uccisa a martellate dal fidanzato (Blitz Quotidiano – 17 luglio 2013)
Michelle Campos, la giovane peruviana di 20 anni trovata morta martedì sera nella sua casa di via Rondozzoni, nel centro di Parma, è stata uccisa a martellate alla testa. Dell’omicidio è stato accusato il fidanzato della giovane, in stato di fermo a Milano, dov’è stato rintracciato nella notte. Secondo una prima ricostruzione, la morte della giovane risalirebbe a martedì mattina quando la madre ha lasciato l’abitazione. Il fidanzato della ragazza avrebbe atteso l’uscita di casa della madre e della sorella della vittima per poi entrare nell’appartamento. A quel punto i due avrebbero avuto una violenta discussione (per i vicini non era la prima volta che succedeva) con il giovane che avrebbe colpito la ragazza alla testa con un martello. Dopo aver ripulita la stanza dal sangue ha avvolto in un lenzuolo il cadavere della ragazza e lo ha nascosto sotto il letto, dove la madre l’ha trovato. (di Maria Elena Perrero)
Ragazza uccisa a martellate e nascosta sotto il letto, fermato il fidanzato (Corriere della Sera – 17 luglio 2013)
La scoperta fatta dalla madre della peruviana. Il ragazzo, un 21enne ecuadoriano, è stato rintracciato a Milano
Massacrata a martellate e nascosta sotto il letto, avvolta in un lenzuolo, con la sua borsa accanto. Michelle Campos Verde, una ragazza peruviana di 20 anni, è stata trovata morta, martedì sera, nella sua abitazione in via Rondizzoni 4, nel quartiere Cittadella di Parma. Da tempo, la giovane viveva una storia tormentata con il fidanzato, un ecuadoriano di 21. A dare l’allarme è stata la madre, insospettita dalla scomparsa della ragazza. All’inizio aveva pensato a una fuga d’amore, poi ha notato delle macchioline di sangue e ha guardato sotto il letto, scoprendo il cadavere avvolto in un lenzuolo.
LA VIOLENTA DISCUSSIONE – Il fidanzato, intorno alle 11 di martedì, avrebbe atteso l’uscita di casa della madre e della sorella diciottenne della vittima per poi salire nell’appartamento. Qui ci sarebbe stata una violenta discussione (per i vicini non era la prima volta che succedeva) con il giovane che avrebbe colpito la ragazza alla testa con un martello. Ripulita la stanza dal sangue – ma tracce ematiche sono state trovate su alcune piastrelle – il cadavere è stato avvolto in un lenzuolo e nascosto sotto il letto. Luogo dove, nella notte, è stato scoperto dalla madre. Il fidanzato, rintracciato a Milano, è stato sottoposto a fermo. Sul caso indagano il pm Paola Dal Monte e la Squadra Mobile di Parma.

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In memoria di
La mamma di Michelle: «Lui presto fuori. E temo che faccia ancora del male» (Gazzetta di Parma – 11 aprile 2023)
Se la ricorda bene quell’ultima festa di compleanno, Edith Verde. Anche allora cadeva nel giorno di Pasqua, anche allora un numero tondo: gli zii e i cugini arrivati a allungare la tavola degli affetti, il pesce da tradizione, le venti candeline sulla torta di sua figlia. Sorridente come nelle foto che sono dappertutto, anche nella memoria collettiva di una città, la nostra. Tre mesi dopo, il 16 luglio 2013, Michelle Campos è morta colpita dalle martellate di Alberto Muñoz, l’allora 21enne che aveva frequentato per qualche mese.
E nella Pasqua di questi 30 anni senza festa, amore e dolore risorgono inscindibili. «Penso sempre a come sarebbe cambiata mia figlia in questo tempo», racconta Edith Verde, che nel frattempo è diventata per due volte nonna. «Anche a questo penso: avrei avuto altri nipoti? Sarebbe diventata mamma? E prima o dopo la sorella? Mi chiedo tutto e non ho risposte». Come quel «“Perché lei?”: non vivo in pace». C’era un futuro pronto a essere scritto, nella vita di Michelle. «Cinque giorni dopo la sua morte, è arrivato il certificato del corso da agente assicurativa. Voleva lavorare per le sue spese e per continuare a studiare: lo desiderava lei e la spingevo anch’io. Amava la chimica: avrebbe voluto lavorare nella farmaceutica, e invece a luglio saranno già 10 anni, pensa da quando è stata brutalmente uccisa».
No, in quel giorno di Pasqua e compleanno insieme non c’era Muñoz, che per il femminicidio della ragazza è stato condannato prima a 30 anni e poi a 16 nell’appello-bis. «Me l’aveva presentato, quel mostro. Io me lo sentivo: “Guarda Michi che è violento, ho paura che ti faccia del male”. Ma lei mi rassicurava: “Mamita, non ti preoccupare”. Dopo lei ha capito, l’ha lasciato e è successo».
E oggi a tormento si aggiunge tormento. «Secondo me uscirà presto – dice in un soffio -. Sedici anni di condanna significano che lo rivedrò fuori magari già fra tre e questo mi fa paura. Ho il terrore che possa ancora far del male. Né da lui né dalla famiglia è mai arrivata una parola, mai una scusa, mai niente». E lei di altre Michelle continua a contarne troppe. «La televisione non la guardo quasi più: non riesco a sopportarlo. E esce dalla casa, dalla famiglia, quest’educazione». Si sentono voci di bimbi al di là del telefono. «I miei due nipotini imparano qui il rispetto: già diciamo loro che la violenza è sbagliata. Il “grande”, che ha tre anni, ha chiesto cos’è successo alla zia: gliel’ho raccontato e gli dico che è in cielo e lui la saluta. E anche il piccolino le manda sempre baci». Il «perché lei?» si allarga a uno straziante «Mi chiedo cosa abbiamo fatto. Mio papà è stato ucciso in Perù: aveva tolto il cappuccio dal volto degli uomini che erano entrati in casa per rapinarlo e li aveva riconosciuti e gli hanno sparato. Ho perso mia madre per il Covid. Ormai sono quasi sola. Tutti i giorni prego il Signore e parlo con tutti loro. Ora piango un po’ meno: Michelle mi ha sgridata in sogno, mi ha detto che non devo perché sta bene, e allora io faccio come vuole lei». (di Chiara Cacciani)


