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Marina Bassoli, 64 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal marito

Malalbergo di Altedo (Bologna), 4 Dicembre 2024


Titoli & Articoli

Omicidio-suicidio a Malalbergo: 71enne spara alla moglie e si uccide (Bologna Today – 4 dicembre 2024)
La scelta sarebbe stata dettata dalle cattive condizioni di salute dei due. In un biglietto hanno scritto: “Non ce la facevamo più”
Omicidio-suicidio a Malalbergo di Altedo, in provincia di Bologna: un uomo di 71 anni, Luciano Baraldi, avrebbe prima sparato alla moglie 64enne, Marina Bassoli, e si sarebbe poi ucciso con la pistola che la coppia teneva regolarmente in casa.
Dalle prime ricostruzioni, come scrive l’edizione online di Repubblica, si tratterebbe di una scelta condivisa dai due: in un biglietto trovato accanto ai corpi c’era scritto: “Non ce la facevamo più, questa è una nostra scelta”. Il motivo sarebbe da rintracciare nelle cattive condizioni di salute dei due, specialmente della donna, che soffriva di una forte forma di disabilità agli arti inferiori che le impediva di camminare. A trovare i corpi è stata l’infermiera che si prendeva cura della coppia, preoccupata dal fatto che da giorni non aveva più loro notizie. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio e disposto l’autopsia sui due corpi.

“Luciano e Marina, sereni e uniti per sempre” (il Resto del Carlino – 17 dicembre 2024)
Ad Altedo lo straziante funerale dei coniugi Baraldi, trovati senza vita lo scorso 4 dicembre nella loro abitazione di via Franchini
Un ultimo saluto alla vita, fianco a fianco, così come se ne sono andati, quello di Luciano Baraldi e Marina Bassoli. I due coniugi sono stati trovati morti, nella loro casa di via Franchini, ad Altedo, il 4 dicembre scorso da una infermiera del 118 che prestava cure domiciliari alla donna.
Il marito, 71enne, le ha sparato un colpo al cuore, per poi rivolgere il revolver verso sé stesso e togliersi la vita. In una straziante lettera erano spiegati i motivi di questo gesto senza appello: “Questa non è più vita – avevano scritto a doppia firma i due –. Viviamo ormai nella malattia di Marina, che peggiora sempre più e ci toglie la serenità di questi anni”. Luciano, nella lettera, si diceva stanco di vedere la moglie, ormai del tutto immobilizzata, spegnersi giorno dopo giorno, e stanco fisicamente per l’età che avanzava, alcuni acciacchi e per la fatica di aiutare la Bassoli.
Ieri, nella parrocchia di Altedo, le loro bare sono arrivate, una a fianco all’altra, in mezzo ad alcuni parenti e alle poche persone che ancora facevano parte delle loro vite. Molti, infatti, dopo la tragedia li avevano definiti timidi riservati, non avvezzi a raccontare problemi o dolori personali, sempre più insopportabili. Sul santino del ricordo una foto scelta dai famigliari dei due coniugi: Luciano e Marina sono insieme, lei tra le braccia di lui, ancora sorridenti, prima che i problemi di salute iniziassero ad affliggere la 64enne. Quando quella vita, in cui tanto riponevano le loro speranze, ancora li illuminava.
“Il vostro ricordo rimarrà sempre nei nostri cuori”, hanno scritto i parenti, dietro la foto. Ancora grande lo choc, tra i cittadini, per quanto avvenuto tra le mura domestiche a quella coppia così tranquilla. “Non li vedevamo più tanto in giro, ma mai avrei pensato che potessero progettare qualcosa del genere – dice a bassa voce un residente della zona –. Non sapevo quanto profondamente disperata fosse la loro situazione, ma avrei voluto saperlo. Avrei almeno voluto provare ad aiutarli”. Ad officiare il funerale il parroco locale, don Lorenzo, che ha ricordato affettuosamente i due coniugi. Così nell’omelia : “Dio li benedica. Che ora siano sereni come avrebbero voluto essere e uniti”.
Il dramma silenzioso aveva sconvolto tutta la comunità. Luciano e Marina, sposati da anni, sono stati trovati nella mattinata del 4 dicembre sul divano della sala. Immediata la chiamata ai carabinieri da parte dell’infermiera che si era recata a casa loro, nel centro di Altedo, per alcune cure domiciliari. I militari di Molinella sono rimasti sul posto per ore con i colleghi della sezione investigazioni scientifiche e il pm Marco Imperato. L’omicidio-suicidio è parso da subito molto chiaro, come la dinamica, vista anche la lettera esplicita lasciata dai due coniugi, che non volevano lasciarsi nemmeno per un giorno.

 


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