Maria Cegolea, 42 anni, addetta alle pulizie, mamma. Massacrata di botte, tramortita e strangolata dall’ex marito
Santa Veneranda (Pesaro), 11 Agosto 2019
Titoli & Articoli
Omicidio – suicidio Pesaro: Maria ha lottato contro la furia dell’ex marito (Fan Page – 13 agosto 2019)
Maria Cegolea, la donna uccisa dall’ex marito Andrei alle porte di Pesaro, ha tentato di difendersi fino alla fine con le mani e con le unghie tentando di nascondersi in bagno per fuggire alla furia omicida dell’uomo, ossessionato dalla gelosia.
Maria Cegolea, la donna uccisa dall’ex marito Andrei a Santa Veneranda – popoloso borgo alle porte di Pesaro – ha tentato di difendersi fino alla fine con le mani e con le unghie tentando di nascondersi in bagno per fuggire alla furia omicida dell’uomo, ossessionato dalla gelosia e anche in passato violento nei suoi confronti.
L’ex marito tuttavia è riuscito ad aprire la porta, ha scaraventato la 42enne contro il bidet fino a sradicarlo, poi l’ha soffocata con un asciugamano intorno al collo per evitare che gridasse.
E’ quanto finora ricostruito dagli inquirenti che indagano sulla morte di Maria Cegolea e il suicidio – poche ore dopo – dell’ex marito, il cui corpo è stato trovato in un capanno dopo essersi impiccato a una corda che aveva acquistato da poco tempo. L’uomo potrebbe aver vegliato l’ex moglie per una o due ore prima di farla finita. Secondo i carabinieri della stazione di Pesaro Andrei potrebbe aver premeditato tutto da tempo, progettando il delitto in concomitanza con l’assenza delle due figlie, in vacanza in Moldavia.
Nadia – una delle due figlie della coppia, rientrata ieri dalla Moldavia – ha raccontato che la mamma era estenuata dalle continue violenze: “Non ne poteva più della gelosia di mio padre, spesso l’aveva picchiata anche di fronte a noi che rischiavamo di prenderle ma nostra mamma non aveva mai voluto denunciarlo. Diceva che altrimenti l’avrebbe rovinato. Pensavamo che fosse stato sufficiente farlo uscire di casa per tranquillizzarlo. Invece lui veniva tutti i giorni da noi ed aveva mantenuto le chiavi. L’ultima volta che abbiamo sentito la mamma risale alla notte tra venerdì e sabato. Diceva che non aveva voluto riprendere nostro padre in casa e l’aveva fatto uscire dicendogli di tornare a dormire nella sua camera presa in affitto a Pantano (in via Dandolo ndr). Non si sentiva in pericolo”.
Come spiega Il Resto del Carlino sarà a questo punto l’autopsia a fare chiarezza sulla dinamica dell’omicidio. Di certo la donna ha tentato di difendersi, come dimostrano le lesioni sulle braccia del marito, uomo che la controllava ossessivamente e che continuava a chiederle se vedesse altri uomini.
Omicidio suicidio Pesaro, la figlia Nadia Cegolea: “Mia madre doveva denunciare” (il Resto del Carlino – 14 agosto 2019)
Dopo l’appello per poter riportare in Moldavia la salma, in poche ore raccolta la somma necessaria per pagare i funerali di Maria
Nadia Cegolea, la figlia di 23 anni della coppia di coniugi moldavi trovati morti domenica scorsa nella casa di via Chiaramonti , a Pesaro, ha bisogno di aiuto, anche economico. Non per vivere, visto che Nadia lavora in una fabbrica in zona, ma per pagare le spese di trasporto della salma della madre nella natìa Moldavia. Al telefono, ieri, Nadia spiega: «Ho fatto un appello su Facebook rivolgendomi soprattutto alla comunità moldava. E in poche ore ho raccolto la somma che serviva: circa 4mila euro. Non ho fatto lo stesso appello in italiano perché sapevo che i moldavi di Pesaro avrebbero risposto alla mia richiesta di aiuto». Dice ancora Nadia: «Non pagherò i funerali di mio padre né mi preoccuperò di riportare la salma in Moldavia. Se lo vorranno fare, dovranno pensarci i suoi familiari d’origine, non io».
La ragazza cerca di interpretare la tragedia così: «Mia madre ha la colpa di non aver fermato mio padre prima. Doveva bloccarlo, denunciarlo, far intervenire i carabinieri. Se sapeva di essere in pericolo non doveva aspettare. A noi figlie diceva che era sempre tutto a posto, anche se noi sapevamo dei litigi e della gelosia ossessiva di mio padre. Ma la separazione di un anno fa aveva bloccato i litigi. Non c’erano più almeno in nostra presenza. Invece le discussioni quando non c’eravano noi continuavano fino a quella di venerdì, quando io e mia sorella siamo partite, con mio padre che voleva tornare per quindici giorni nella casa di mia mamma. Lei gli ha detto di no e questo credo che abbia scatenato tutto. Da figlia li perdono entrambi ma ora siamo rimaste io e mia sorella Andrea. Che è rimasta in Moldavia con i nonni e non so se tornerà mai più a Pesaro. Dobbiamo vedere e capire che cosa desidera.Io rimango a Pesaro, cercherò subito un’altra casa dove vivere, perché in via Chiaramonti non tornerò più se non per prendere le mie cose. Adesso devo andare dai carabinieri per le autorizzazioni al funerale che ancora non sappiamo quando farlo. Sono ospitata da parenti moldavi che vivono a Pesaro. Dopo il funerale riprenderò il mio lavoro. Adesso voglio solo pensare a quello che c’è da fare giorno per giorno».
Ma Nadia aveva lanciato un appello sui social scrivendo in moldavo: «E’ difficile credere che non hai più i genitori, che nessuno si prenda più cura di te. Da 2 giorni io e mia sorella siamo sole al mondo, sentiremo per tutta la vita il vuoto nell’anima, un dolore continuo che non potremo mai più superare. Ma Dio si prenderà sempre cura di noi, non ho parole per descrivere tutta la situazione che è successa nella mia famiglia. Ma ci sono tante brave persone che vogliono aiutarmi col sostegno, un consiglio o un aiuto finanziario. Abbiamo bisogno di questo anche se non ho il diritto di chiedere niente a nessuno. Ma non ho altro modo. Non posso permettere che i miei nonni non vedano la figlia almeno per l’ultima volta. Grazie mille a tutti con tutto il mio cuore, e grazie a tutti quelli che sono con me ora perché ho molto bisogno di sostegno da parte dei parenti e degli amici ma sarò forte e combatterò sempre».

