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Maria Antonietta Multari, 33 anni, commessa. Accoltellata dall’ex fidanzato (indagato e poi assolto dall’accusa di aver ucciso anche la precedente fidanzata)

Sanremo (Imperia), 10 Agosto 2007


Titoli & Articoli

Sanremo, lo rifiuta. Sgozzata tra i passanti (la Repubblica)
La ragazza lo aveva già denunciato due volte per molestie, minacce e violenze. Maria Antonietta ha avuto soltanto il tempo di dire: “Aiuto, aiuto, mi fai male”. Luca Delfino ruba uno scooter e accoltella l’ex fidanzata che non accetta di fare la pace in primo piano. L’assassino era già indagato per un delitto fotocopia nei vicoli
In una tasca una collanina da regalarle per il compleanno, nell’altra un serramanico se lei lo avesse ancora rifiutato. E quando Maria Antonietta gli ha detto che di lui non ne voleva più sapere, Luca Delfino ha impugnato il coltello e l’ha colpita alla gola, uccidendola. Proprio come è sospettato di aver ucciso, nell’aprile del 2006, la sua precedente fidanzata, Luciana Biggi, sgozzata in un vicolo del centro storico di Genova. Ed è successo di nuovo, questa volta a Sanremo, nella centralissima via Volta, alle due e mezza del pomeriggio.
La vittima è Maria Antonietta Multari che oggi avrebbe compiuto 34 anni. Era una bella ragazza, proprio come Luciana, e come lei si era innamorata dell’oscuro fascino di Luca Delfino. Una relazione contrassegnata da liti e dissidi sempre più frequenti, sfociati in diverse denunce. Ma Delfino, spinto dalla sua ossessione, invece di ritirarsi in silenzio e pensare a come difendersi bene nel processo che lo avrebbe aspettato a Genova, continuava perseguitare Maria Antonietta. Fino a ieri. “Ho preso il treno da Genova… poi ho rubato un motorino per andare ad aspettarla a Vallecrosia… non volevo farle del male, avevo anche un regalo per lei… io l’amavo… il coltello? Non so, sono confuso… “.
Per un paio d’ ore è stata questa la sua ricostruzione davanti ai poliziotti del commissariato di Sanr emo che lo avevano arrestato. Sembrava in trance, ma agli investigatori, considerati i suoi precedenti, è rimasto il dubbio che Delfino stesse interpretando di nuovo un ruolo. I fatti, però, non lasciano dubbi. Sceso dal treno Delfino ha rubato uno scooter con un casco in piazza Colombo vicino all’Ariston. Poi ha raggiunto Vallecrosia e si è apostato a qualche decina di metri dal negozio di forniture per parrucchiere in cui lavorava Maria Antonietta. Alle 13 la ragazza è uscita ed è salita sulla moto di un’amica, Erica, 23 anni – commessa anche lei a Vallecrosia – che l’aspettava in strada. Assieme hanno raggiunto Sanremo e hanno pranzato in un Mc Donald. Poi, sempre pedinate dall’ex fidanzato, hanno raggiunto via Volta e sono entrate nel centro di abbronzatura Napa.
Alle 14.30 finto il trattamento sono uscite. Luca si è parato davanti alle due amiche. C’ è stato un breve, concitato dialogo. L’ultima richiesta di riallacciare un rapporto alla quale la ragazza ha opposto l’ennesimo rifiuto. E allora Luca ha estratto il coltello e l’ha colpita al collo più volte. Erica, l’amica, ai poliziotti ha ripetuto le ultime parole di Maria Antonietta: “Aiuto aiuto, mi fai male”. Gabriele Volpone e sua moglie Anna Bulgarelli, gestori del vicino bar “Il ritrovo” raccontano: “I nostri clienti seduti nel dehors hanno visto l’aggressione e quando siamo usciti noi c’ era la ragazza a terra che perdeva tantissimo sangue e lui poco distante con il coltello in mano. Quando ha attraversato la strada un camioncino ha dovuto frenare all’improvviso per non investirlo”.
Aveva già quasi raggiunto via Garibaldi quando una volante del commissariato e un agente motociclista lo hanno individuato. Si era fermato lasciando cadere il coltello per cercare di medicarsi la mano destra, rimasta ferita. Il vicequestore Pietro Martullo, dirigente del commissariato, ha provato a interrogarlo ma Delfino sembrava incapace di articolare concetti e risposte. Ma più tardi, al telefono con il suo legale (l’avvocato genovese Riccardo Lamonaca, rag giunto via cellulare nel nord Europa dove si trova in vacanza) Delfino aveva già recuperato quei suoi modi da guascone che aveva già manifestato durante gli interrogatori genovesi per l’omicidio Biggi, era già tornato sereno, cordiale nel dialogare con il suo legale nonostante la situazione.
Al pm Vittore Ferraro si è rifiutato di rispondere. Lo farà probabilmente dopo aver parlato con l’avvocato Lamonaca o un legale dello studio. Nel tardo pomeriggio è uscito dagli uffici di polizia per essere portato in carcere ad Arma di Taggia. Indossava un giubbotto tipo “Barracuda”, proprio come nel periodo degli interrogatori per il delitto dei vicoli, ma questa volta con delle enormi macchie di sangue. (di Marco Preve)

Presunto killer sgozza la fidanzata (La Stampa – 10 agosto 2007)
Luca Delfino, 30 anni, è stato arrestato a Sanremo. E’ il principale indiziato dell’omicidio di Luciana Biggi
L’ha seguita e spiata tutta la mattina, poi l’ha uccisa infliggendole diverse coltellate alla gola e al seno. Così Luca Delfino, 30 anni, già indagato per un altro omicidio avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 aprile del 2006 a Genova, ha ucciso la sua ex fidanzata, Maria Antonietta Multari, che domani avrebbe compiuto 34 anni. La giovane donna lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento di Vallecrosia, ma abitava a Ventimiglia. Il suo ex fidanzato – considerato dagli investigatori della Squadra mobile di Genova uomo socialmente pericoloso e dalla personalità disturbata – ha atteso che la sua vittima uscisse con un’amica da un centro estetico di via Volta, a Sanremo, per passare all’attacco. Ha estratto un coltello da cucina e si è scaraventato contro di lei aggredendola con più fendenti in diverse parti del corpo. Maria Antonietta è morta dissanguata e il tempestivo arrivo dei soccorsi non è valso a nulla.
Luca Delfino si trova in questo momento a disposizione del pubblico ministero Vittore Ferraro di Sanremo. Ad arrestarlo sono stati gli agenti del commissariato di Sanremo, pochi istanti dopo il delitto.

Sanremo, accoltella e uccide la ex. Era sospettato di un analogo delitto (la Repubblica – 10 agosto 2007)
Luca Delfino ha aggredito la donna che passeggiava per strada con un’amica – E’ anche il principale indiziato dell’omicidio di Luciana Biggi, a Genova
Una donna di 33 anni, Maria Antonietta Multari, è stata accoltellata e uccisa, poco dopo le 14, in via Volta, a Sanremo, dall’ex fidanzato. L’uomo, che l’ha aggredita per motivi passionali, è già stato arrestato dalla polizia e ora si trova in commissariato, a disposizione del pubblico ministero Vittore Ferraro. E’ stato bloccato quando in mano aveva ancora il coltello a serramanico sporco di sangue. Si tratta di un personaggio già noto alle cronache: Luca Delfino, trent’anni, indiziato per un celebre delitto avvenuto a Genova a fine aprile 2006, quello di Luciana Biggi. Ex fidanzata proprio di Delfino, che era stato a lungo indagato, ma mai inchiodato, dagli inquirenti del capoluogo ligure. Adesso l’arresto per un nuovo delitto, avvenuto con modalità assai simili.
La vittima di oggi, che lavora come commessa a Vallecrosia, nell’Imperiese, è stata aggredita alle spalle mentre passeggiava con un’amica in via Volta, a poche centinaia di metri dal centro. Stava andando in un istituto di estetica, quando Delfino, che ora vive ad Imperia e ha raggiunto Sanremo con un motorino rubato, l’ha affrontata e l’ha colpita con numerose coltellate alla gola e al petto. La ragazza ha cercato di difendersi, ha invocato aiuto, ma la rabbia dell’uomo ha avuto il sopravvento.
Maria Antonietta Multari aveva lasciato Delfino da qualche mese, dietro le insistenze dei suoi genitori. Gli episodi di violenza non erano mancati. Nel gennaio scorso l’uomo era stato denunciato per minacce, percosse, violenza privata e molestie dalla madre di lei. Ma lui continuava a dire di amare Maria Antonietta, continuava a ripetere di “non poter vivere senza di lei”.
Delfino è tuttora il principale indiziato per il cosiddetto “delitto dei vicoli” di Genova, ossia l’omicidio di Luciana Biggi, sgozzata in vico San Bernardo, nel cuore del centro storico, nella notte fra il 27 e il 28 aprile dello scorso anno. L’indagine condotta dalla Squadra Mobile, secondo la Procura, non conteneva elementi sufficienti per rinviare a giudizio l’ex compagno della vittima.
“Una personalità disturbata, un uomo socialmente pericoloso”: questa la definizione data di lui dagli investigatori genovesi. Al pm, Enrico Zucca, fu presentata “una marea di indizi” a carico di Delfino, come dice il capo della mobile, Claudio Sanfilippo, ma mai prove concrete di colpevolezza, “la pistola fumante”, come lui stesso la definisce. Anche se, insiste l’investigatore, “gli elementi per metterlo in carcere c’erano tutti”. L’indagato ha sempre ammesso di avere passato quella serata finita in tragedia insieme alla donna, ma ha ostinatamente negato di averla assassinata: “L’ho lasciata pochi minuti prima che venisse uccisa”.
Certo, gli indizi a suo carico erano molti: non ha un alibi per i minuti in cui è avvenuto il delitto, è stato l’ultimo a vedere Luciana viva, l’hanno visto mentre litigava con lei prima del delitto, la mattina successiva si è tagliato barba e capelli e non si è presentato alla polizia quando ha appreso del delitto. Non solo: sarebbe proprio lui il responsabile di una misteriosa esplosione provocata dal gas che poteva uccidere Luciana nella sua abitazione di Rivarolo, qualche tempo prima dell’omicidio. Mancava però la prova. Il procuratore capo di Genova Francesco Lalla, dopo l’arresto di Delfino, ha spiegato che “per il delitto avvenuto a Genova c’erano elementi che potevano far pensare a lui, ma non prove sufficienti e convincenti per chiedere una misura cautelare”.
Delfino si trova adesso in stato di fermo. Non parla, e non parlerà, come dichiara dalla Scozia, dov’è in vacanza, il suo avvocato, Riccardo Lamonaca, che lo assiste anche nel caso-Biggi. “Non ho ancora avuto modo di parlare con il mio cliente”, dice, “ma posso già annunciare che si avvarrà della facoltà di non rispondere”. E del resto, conclude, “in casi come questi è difficile che una deposizione possa fare la differenza rispetto al silenzio”.

Replica del magistrato che scarcerò l’uomo che ha ucciso Maria Multari. «Sono io ad aver detto ai poliziotti: “questo torna a uccidere”. Non c’era alcuna contrapposizione durante l’indagine»
«Respingo totalmente l’impostazione data dal Corriere della Sera. Non è vero che venni avvisato dalla Polizia che il killer avrebbe ucciso ancora. Non è così». A dirlo è il Pm di Genova Enrico Zucca, il magistrato che ha lasciato a piede libero Luca Delfino, sospettato di avere sgozzato Luciana Biggi nei vicoli del centro storico di Genova il 28 aprile 2006 e autore dell’omicidio di Maria Antonietta Multari, uccisa con 40 coltellate, secondo quanto risulta dall’autopsia, venerdì scorso a Sanremo.
IO HO DETTO: «QUESTO TORNA A UCCIDERE» – Parlando a radio Popolare Network Zucca ha aggiunto che «nessuno doveva avvisarmi perché io non ero da un’altra parte. Le indagini le facevo io. Non c’è alcun fantomatico rapporto. Sono io ad aver detto ai poliziotti: questo torna ad uccidere». «Quello che vedeva la polizia – ha continuato – lo vedevo anch’io, quello che facevo io, la polizia lo vedeva. Ero io ad indagare e a interrogare l’indagato. Insieme alla Polizia e, comunque, non con il dirigente della squadra mobile che non ho mai visto in quei frangenti».
NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE – Il Pm, uno dei titolari dell’inchiesta sui fatti accaduti durante il G8 nel 2001, ha poi aggiunto di avere discusso della situazione con il Questore di Genova Salvatore Presenti e di aver «espresso la mia convinzione che non ci fosse alcuna contrapposizione durante l’indagine». Il contrasto è nato «dopo le dichiarazioni di un dirigente che non era fra gli investigatori che lavoravano con me» ha detto riferendosi al Capo della mobile Claudio Sanfilippo. «Io – ha concluso Zucca – ho detto al Questore che questa contrapposizione era nata da lui ed era dettata da finalità che non sono quelle della valutazione dell’indagine. Io, comunque, non voglio parlare di conflitto con la Polizia».
L’AUTOPSIA: UCCISA CON 40 COLTELLATE – Sono state una quarantina le coltellate, alla gola, al seno e all’addome, che hanno straziato il corpo di Maria Antonietta Multari, la 33enne uccisa venerdì scorso nel centro di Sanremo da Luca Delfino. La maggior parte delle coltellate sono risultate superficiali, la morte è stata causata solo da alcune, che hanno provocato emorragia e lesioni alle vie respiratorie. Lo ha accertato l’esame autoptico eseguito dal professore di medicina legale Francesco Ventura.
I GENITORI: POSSIBILI AZIONI LEGALI – Si preannunciano azioni legali, anche possibili denunce, nei confronti dei magistrati genovesi che hanno seguito il caso. È stato il padre di Maria Antonietta Multari, Rocco Multari, a paventare queste ipotesi. «Chiediamo solamente giustizia. Assieme ai miei legali stiamo valutando quali azioni intraprendere. Se è vero, come sostengono i magistrati genovesi, che Luca Delfino era stato rimesso in libertà per mancanza di prove circa la sua colpevolezza dell’assassinio dell’altra ragazza, è anche vero che i giudici avrebbero potuto adottare misure di sorveglianza nei suoi confronti». Subito dopo l’omicidio di Luciana Biggi, Luca Delfino – che era considerato dagli investigatori soggetto socialmente pericoloso e insano di mente – era stato arrestato come principale indiziato. Tuttavia, venne successivamente scarcerato per presenza di indizi, ma non di prove. I genitori di Maria Antonietta non riescono a capacitarsi proprio di questo. Se Luca Delfino fosse rimasto in carcere o pure fosse stato sottoposto ad altre misure alternative, secondo mamma Rosa e papà Rocco, adesso la giovane sarebbe ancora viva.

 

Rosa Multari: “Tutti hanno ascoltato le minacce di Delfino per telefono, ma nessuno ha fatto nulla” (Riviera24 – 13 maggio 2008)
“O si sta con te o si muore”, dice ad un certo punto Maria Antonietta a Delfino che la tempesta di telefonate perché non accetta di essere stato lasciato“O si sta con te o si muore”, dice ad un certo punto Maria Antonietta a Delfino che la tempesta di telefonate perché non accetta di essere stato lasciato
“Le hanno ascoltate tutti, ma nessuno ha fatto niente. Perché non sono intervenuti. Questi magistrati, chiunque siano…non è possibile che debbano lasciare libera una persona del genere”. E’ il commento di Rosa Tripodi, mamma di Maria Antonietta Multari, uccisa a coltellate per strada a Sanremo dall’ex fidanzato Luca Delfino, il 10 agosto 2007, dopo aver ascoltato durante la trasmissione “Mattino Cinque” alcune intercettazioni telefoniche. “Il nostro avvocato – dice – sta mettendo tutti i tasselli, appena è tutto pronto facciamo denunce perché qualcuno ha sbagliato, qualcuno ha lasciato andare la cosa, quindi faremo nomi e cognomi”. La conduttrice della trasmissione, Ilaria Cavo, ha riproposto alcune intercettazioni telefoniche fatte durante le indagini di un altro delitto, quello di Luciana Biggi, avvenuto il 27 aprile 2006 a Genova, per cui Delfino era indagato. “O si sta con te o si muore”, dice ad un certo punto Maria Antonietta a Delfino che la tempesta di telefonate perché non accetta di essere stato lasciato.


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In memoria di

“Maresciallo, me lo faccia mettere per scritto: mia figlia farà la stessa fine di Luciana Biggi” (Riviera24 – 24 maggio 2016)
Rosa Tripodi, la mamma di Antonella Multari, racconta gli ultimi mesi di sua figlia a “Il terzo indizio”
“Me lo faccia mettere per scritto, Maresciallo: mia figlia farà la stessa fine di Luciana Biggi”. Sono queste, le parole che gelano il sangue, pronunciate da Rosa Tripodi, mamma di Maria Antonietta Multari, ai microfoni di Rete 4. Maria Antonietta Multari aveva 33 anni quando venne uccisa dal suo ex fidanzato, Luca Delfino, mentre passeggiava in via Volta, nella città dei fiori. Pochi mesi prima, in un carruggio di Genova, era stata trovata agonizzante, Luciana Biggi, anche lei aveva avuto una storia d’amore tormentato con Delfino. A ricostruire le storie, parallele, di due giovani vite spezzate è il programma “Il terzo indizio”, condotto da Alessandra Viero e in onda su Rete 4.
Un breve ritratto di Luca Delfino – la cui madre si tolse la vita quando il figlio aveva solo due mesi – e poi il racconto, ricostruito nei minimi dettagli, dell’incontro con Luciana Biggi. L’inizio di una storia, la convivenza, l’amore. E poi la gelosia, ossessiva e sfrenata, che porta la sorella gemella di Luciana, Bruna, all’esasperazione. Bruna convince Luciana ad allontanare Luca. E da quel momento, inizia l’incubo. Un’ultima notte insieme e poi, Luciana Biggi, muore. L’indiziato numero uno è il suo ex: Luca Delfino. Ma l’omicidio della ragazza resta senza colpevoli.
Un mese dopo Delfino è a Dolceacqua, a casa di una donna che aveva conosciuto un anno prima in ospedale a Genova. E’ Maria Antonietta Multari: una bellissima ragazza di 33 anni che tutti chiamano Antonella. La storia si ripete, uguale, fino alla fine. Il 10 agosto 2007, raggiunta da 40 coltellate, Antonella Multari muore per mano di Luca Delfino. (di Alice Spagnolo)