Ilaria Pagliarulo, 20 anni. Colpita con due proiettili dal convivente, muore dopo una settimana di agonia
Statte (Taranto), 16 Settembre 2013

Titoli & Articoli
Ferita dal convivente, non lo denuncia Lui il giorno dopo le spara e la uccide (La Stampa – 23 settembre 2013)
Taranto choc, muore a vent’anni
È stata ferita per due volte nel giro di 12 ore dal suo convivente ma non lo ha denunciato: dopo una settimana di agonia in ospedale, a 20 anni, è morta, forse mormorando ancora il nome del suo grande amore. Colui che il 15 settembre, nel corso di un litigio, ha impugnato una pistola e ha sparato, conficcandole un proiettile al fianco sinistro che le ha poi perforato un rene. Lei non si è mossa da casa: si è curata da sola, senza chiedere l’intervento di un medico, e, soprattutto, non lo ha denunciato. La mattina dopo, lui ha premuto nuovamente il grilletto colpendola all’emitorace sinistro e questa notte, dopo una settimana di agonia in ospedale, nel reparto di rianimazione del `Santissima Annunziata´ di Taranto, Ilaria Pagliarulo è morta. Il suo fidanzato, Cosimo De Biaso, di 24 anni, arrestato dai carabinieri di Statte (Taranto) lunedì scorso, dovrà ora rispondere di omicidio.
Da tempo la ventenne era vittima di violenze, angherie e percosse da parte del compagno ma non aveva mai presentato denuncia.
De Biaso, sempre il 16 settembre, sparò anche un colpo di pistola, andato a vuoto, contro l’automobile della madre della sua convivente, che stava seguendo l’ambulanza del 118 sulla quale si trovava la ragazza ferita. Il gip Pompeo Carriere, dopo la convalida dell’arresto, avvenuta alcuni giorni fa, ha emesso nei confronti di De Biaso una ordinanza di custodia cautelare in carcere sottolineando che il giovane «ha dimostrato di essere soggetto portatore di una spiccatissima e assolutamente allarmante inclinazione alla violenza» e di non avere «scrupolo di utilizzare con disinvoltura armi da fuoco».
«Lei mi esasperava», ha detto l’indagato agli investigatori e ha aggiunto di aver sparato contro di lei una sola volta, la mattina di lunedì scorso, 16 settembre. La difesa di De Biaso ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di ricorrere a una perizia psichiatrica.
La coppia viveva in una villetta bifamiliare a Statte, comune alle porte di Taranto. Qui la ragazza il 15 settembre era stata ferita dal fidanzato una prima volta ma non aveva chiesto aiuto: aveva taciuto e, anzi, aveva cercato, da sola, di tamponare la ferita. Il giorno dopo, al termine di un ennesimo litigio, è stata ferita di nuovo dal 24enne e a questo punto la ragazza ha chiesto l’aiuto della madre che ha chiamato il 118 e i carabinieri. La corsa in ospedale, poi il ricovero in condizioni disperate: la ventenne ha lottato fra la vita e la morte per sette giorni ma non ce l’ha fatta.
Uccisa dal fidanzato: morta Ilaria Pagliarulo (Today Città – 23 settembre 2013)
Uccisa dal fidanzato: morta Ilaria Pagliarulo a Statte
La ragazza, ventenne, è morta nella sala rianimazione dell’ospedale di Taranto. Il compagno le aveva sparato due volte
Non ce l’ha fatta Ilaria Pagliarulo, la giovane di 20 anni ferita una settimana fa con alcuni colpi di pistola a Statte (Taranto) dal suo compagno, il 24enne Cosimo De Biaso. Dopo una settimana di ricovero in rianimazione, sempre in gravi condizioni, la giovane è deceduta questa mattina. Al termine di un litigio, il suo compagno, Cosimo De Biaso, 24 anni sorvegliato speciale con precedenti penali, le aveva sparato colpendola a un rene. La ragazza, tuttavia, temendo che la violenza del fidanzato si sfogasse anche su altre persone, ha tamponato la ferita per tutta la notte senza chiedere aiuto. Il giorno dopo il litigio è continuato e De Biaso ha aperto di nuovo il fuoco colpendo la Pagliarulo al torace. La madre della ragazza, che abita nella stessa villa dove vivevano i due giovani, ha dato l’allarme e chiamato 118 e carabinieri. De Biaso ha anche inseguito e aperto il fuoco contro l’auto della madre, mentre questa cercava di seguire l’ambulanza nella corsa verso l’ospedale. Il ragazzo, che ora si trova in carcere, è accusato di omicidio, tentato omicidio nei confronti della suocera e porto di arma abusiva. La difesa di De Biaso ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di far visitare l’indagato da un neuropsichiatra.
Fu sparata da convivente muore dopo una settimana 20 enne di Taranto (Gazzetta del Mezzogiorno – 23 settembre 2013)
E’ morta nella sala rianimazione dell’ospedale di Taranto Ilaria Pagliarulo, di 20 anni, ferita una settimana fa con colpi di pistola dal suo convivente, Cosimo De Biaso, 24 anni, arrestato dai carabinieri di Statte. La 20enne da tempo era vittima di angherie e percosse da parte del compagno ma non aveva mai presentato denuncia.
Dalle indagini è emerso che la ragazza già la sera di domenica 15 settembre sera era stata ferita con un colpo di pistola al fianco sinistro che le aveva perforato un rene, ma si era medicata da sola e non aveva chiesto l’intervento dei sanitari. La mattina dopo l’uomo, al termine di un nuovo litigio, ha impugnato la pistola e ha premuto il grilletto colpendola all’emitorace sinistro.
De Biaso, sempre il 16 settembre, sparò anche un colpo di pistola, andato a vuoto, contro l’automobile della madre della sua convivente, che stava seguendo l’ambulanza del 118 sulla quale si trovava la ragazza ferita.
Si è aggravata la posizione di Cosimo De Biaso, di 24 anni, di Statte (Taranto) il giovane che una settimana fa avrebbe sparato due volte nel giro di 12 ore colpi di pistola contro la sua convivente, Ilaria Pagliarulo, di 20 anni, morta la scorsa notte in ospedale, a Taranto. Il gip Pompeo Carriere, dopo la convalida dell’arresto, avvenuta alcuni giorni fa, ha emesso nei confronti di De Biaso una ordinanza di custodia cautelare in carcere sottolineando che il giovane «ha dimostrato di essere soggetto portatore di una spiccatissima e assolutamente allarmante inclinazione alla violenza» e di non avere «scrupolo di utilizzare con disinvoltura armi da fuoco». L’indagato ha sostenuto che la sua convivente lo aveva esasperato e che ha sparato contro di lei una sola volta, la mattina di lunedì scorso, 16 settembre. La difesa di De Biaso ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di ricorrere a una perizia psichiatrica.
Uccisa dal fidanzato, Ilaria era di Erba (la Provincia Unica – 25 settembre 2013)
Ilaria Pagliarulo era stata ferita a colpi di pistola dal compagno a Taranto ma lei non lo aveva denunciato. Lui è tornato il giorno dopo e l’ha colpita di nuovo. È morta dopo una settimana di agonia
Era partita un anno e mezzo fa da Erba per seguire la madre al Sud e il sogno di una vita autonoma. Ilaria Pagliarulo, 21 anni compiuti domenica, proprio il giorno prima di morire, è la ragazza uccisa a Taranto a colpi di pistola dal fidanzato Cosimo De Biaso. A Erba era nata e in città farà ritorno per il suo funerale, che si dovrebbe celebrare giovedì.
Voleva andarsene da Taranto, perché quel sogno di indipendenza si era rivelato un incubo. «Perché sono a Sud se su a Como stavo bene, senza pensieri, senza paure e senza problemi? Voglio scappare via di qua». Scriveva così sul suo profilo Facebook il 31 luglio scorso, quasi un presentimento di ciò che sarebbe successo un mese e mezzo dopo. Ora il suo fidanzato è in carcere. «La perseguitava, ma lei non mi diceva niente» dice la mamma, Orietta Visentin, 54 anni. Madre di altri cinque figli e vedova, si era trasferita nel 2011 a Statte, alle porte di Taranto, dove aveva rilevato una lavanderia.
La scorsa primavera Ilaria aveva conosciuto Cosimo, e da tre mesi era iniziata una convivenza che si è rivelata ben presto burrascosa: «Quello è una bestia, quell’animale la picchiava e lei sempre muta. Mi nascondeva i lividi, diceva che era caduta dalle scale» racconta la mamma.
Agghiacciante la dinamica dell’omicidio: domenica 15 settembre le aveva sparato con una pistola calibro 22 colpendola ad un fianco, ma lei non lo aveva denunciato: cercò di tamponare la ferita, senza chiamare il 118. Il giorno dopo Cosimo era tornato alla carica: le aveva sparato di nuovo, al torace. Portata in ospedale, è morta lunedì. Il fidanzato aveva anche rincorso l’ambulanza che la portava all’ospedale, sparandole contro. È stato arrestato, ma ora l’accusa contro di lui è cambiata: è in carcere per omicidio volontario.
«Glielo dicevo sempre, questo ragazzo non fa per te, lei mi rispondeva di non soffocarla» ricorda ancora la mamma. Ma quel ragazzo, precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, non le dava pace: «Da quando era con lui era cambiata, si era come incupita, prima era allegra e spensierata». Non parrebbe però dalle sue foto pubblicate sul profilo Facebook, in pose “dark punk”: «Solo una passione musicale per Marylin Manson, nient’altro». La famiglia di Ilaria è numerosa: oltre la mamma lascia cinque fratelli, che vivono tutti nell’Erbese. Il papà era morto quando lei aveva 8 anni, la madre poi ha avuto un altro compagno.
A Erba Ilaria aveva frequentato le scuole elementari a Crevenna, quindi le medie Puecher, e infine il centro di formazione professionale La Cometa, di Como, indirizzo tessile-arredo non terminato. «Una ragazza normale e senza problemi, la ricordo in gita a Napoli – sono le parole di Erasmo Figini – La mamma veniva spesso per chiedere come andava, si preoccupava del suo profitto scolastico. Non ha terminato perché ha deciso di trasferirsi al Sud. La notizia della sua morte in circostanze così violente mi sorprende, mai avrei immaginato che potesse fare una brutta fine». (di Franco Tonghini)
Erba, l’addio a Ilaria uccisa dal fidanzato (la Provincia Unica – 26 settembre 2013)
A Crevenna i funerali della ragazza assassinata dal compagno a Taranto. La bara è arrivata dalla Puglia, seguita dalla mamma
È arrivato a Crevenna direttamente dalla Puglia il feretro di Ilaria Pagliarulo, pochi minuti prima dell’inizio dei funerali celebrati da don Giovanni Afker. La ragazza, fino a un anno e mezzo fa residente in città, è stata uccisa dal convivente a Taranto. Seguita da un’auto sulla quale viaggiava la mamma, Orietta Visentin, la bara è entrata in chiesa alle 15 , dove ad attenderla vi erano parenti e amici. Al termine della funzione il corteo si è diretto al cimitero di san Giorgio, dove le spoglie della ragazza sono state tumulate accanto a quelle del padre, Angelo Pagliarulo, morto nel 2001.

