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Cosimo De Biasio, 26 anni, sorvegliato speciale con precedenti penali. Spara ripetutamente alla convivente che muore dopo una settimana di agonia, spara anche all’ambulanza e alla madre della ragazza. Condannato a 20 anni

Statte (Taranto), 16 Settembre 2013

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Titoli & Articoli

La Repubblica – 24 settembre 2013
E’ stata raggiunta da due colpi di pistola, uno all’addome con interessamento del rene e l’altro al torace, Ilaria Pagliarulo, la 20enne di Statte ferita una settimana fa dal convivente e morta domenica notte nella sala rianimazione dell’ospedale ‘Santissima Annunziata’ di Taranto. Lo ha confermato l’autopsia eseguita oggi dai medici legali Marcello Chironi e Jmmy Carbotti, incaricati dal sostituto procuratore Maurizio Carbone, titolare dell’inchiesta.
In carcere, con le accuse di omicidio volontario, tentato omicidio della suocera, spari in luogo pubblico, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni si trova Cosimo De Biaso, di 24 anni, con il quale la vittima conviveva dall’aprile scorso. Il giovane è stato arrestato lunedì 16 settembre dai carabinieri dopo aver sparato la compagna al torace. Quando la donna è stata accompagnata in ospedale, i medici si sono accorti che la vittima aveva un’altra ferita all’addome, provocata da un colpo di pistola, che risaliva alla sera precedente. Ilaria Pagliarulo avrebbe, dunque, trascorso la notte con un proiettile nel rene.
Secondo l’accusa a sparare in due tempi diversi è stato De Biaso, mentre il legale dell’uomo, l’avv. Maria Letizia Serra, ha chiesto al pm inquirente un’integrazione di indagine in quanto non esclude che la 24enne possa essersi provocata da sola la ferita. L’arrestato in sede di interrogatorio di garanzia ha sostenuto di aver sparato una sola volta, lunedì mattina. L’autopsia non ha chiarito quale due colpi di pistola abbia inciso più dell’altro nel determinare la morte della ragazza. “I due proiettili – ha sottolineato il medico legale Chironi – non hanno leso organi vitali, tanto è vero che la giovane è morta dopo una settimana. Ma le complicanze di queste due ferite sono state tali da provocare il decesso”.
L’avvocato Maria Letizia Serra, legale di Cosimo De Biaso, il 24enne di Statte accusato di aver ucciso la convivente Ilaria Pagliarulo, di 20 anni, ha chiesto al pm inquirente Maurizio Carbone di integrare le indagini e di acquisire i dati dei quattro profili Facebook della vittima sui quali la ragazza pubblicava foto definite inquietanti” e post che, secondo il legale, “inneggiavano al demonio”. La richiesta è stata inoltrata in quanto l’avvocato Serra teme che questi profili possano essere oscurati. “E’ già accaduto con un account. La ragazza faceva parte di un gruppo chiamato ‘I seguaci’ e alcuni suoi amici, ad eccezione di De Biaso, pubblicavano messaggi del tipo ‘stiamo lavorando per te, non ti preoccupare, sistemiamo per te la situazione’. Si faceva riferimento anche ad anime da convertire al demonio”.
“Non arriviamo a conclusioni – dice il legale – e chiediamo di approfondire la questione perchè in altri casi, riconducibili a sette, la letteratura ci dice che sono frequenti gli episodi di autolesionismo”.
Secondo l’accusa, De Biaso avrebbe sparato contro la convivente in due tempi diversi, a distanza di dodici ore. De Biaso ha parlato invece di un solo colpo di pistola, esploso la mattina di lunedì 15 settembre dopo essere stato “istigato” dalla convivente. “Ho chiesto – osserva l’avv. Serra – anche di fare un sopralluogo nell’abitazione della ragazza dove ci risulta siano stati trovati in una stanza vestiti Dark, coltelli e un’ascia.
C’è poi una foto che ritrae la ragazza vicino al muro con un’ombra sinistra riferibile al demonio”. Il legale ha consegnato anche una perizia psichiatrica eseguita da Salvatore Mendicini che fa riferimento “ai problemi di natura psicologica di de Biaso, al fatto che soffre di allucinazioni, che potrebbe tentare il suicidio – aggiunge l’avv. Serra – avendoci già provato in passato“. Il pm ha espresso parere contrario alla richiesta di ricoverare il 24enne in ospedale. “Domani – annuncia il legale – formalizzerò una richiesta di incidente probatorio per l’affidamento da parte del gip di una perizia psichiatrica”

Venti anni di carcere all’assassino di Ilaria Pagliarulo (il Corriere del Giorno – 21 marzo 2015)
Venti anni di carcere all’assassino di Ilaria Pagliarulo
Il gup del tribunale di Taranto Vilma Gilli ha condannato Cosimo De Biaso, il 26nne di Statte accusato dell’omicidio della compagna ventenne Ilaria Pagliarulo, compiuto nel settembre del 2013 a 20 anni di reclusione (con il riconoscimento dell’incapacità parziale di mente equivalente alle aggravanti) . L’imputato è stato processato con il rito abbreviato.
La ragazza morì in ospedale una settimana dopo essere il ferimento subito dai colpi di pistola che gli vennero sparati per due volte a distanza di 12 ore l’uno dall’altro. Il suo fidanzato convivente Cosimo De Biaso l’aveva colpita la sera precedente a un fianco, perforandole un rene, e successivamente l’indomani mattina all’emitorace sinistro. Ilaria Pagliarulo nonostante la ferita rimase a letto , temendo ulteriori conseguenze.  Venne soccorsa solo da sua madre la mattina successiva , che chiamò il 118 mentre il De Blasio continuò a  sparare ancora contro la sua auto e persino contro l’ambulanza che portava la malcapitata in ospedale.
Clamorosamente il legale dell’uomo, l’avv. Maria Letizia Serra, aveva chiesto, all’epoca dei fatti  al pm Maurizio Carbone, un’integrazione di indagine in quanto non escludeva che la 24enne “possa essersi provocata da sola la ferita“, L’arrestato in sede di interrogatorio di garanzia sostenne sfacciatamente di aver sparato una sola volta, e solo la mattina. L’autopsia effettuata non potette chiarire quale due colpi di pistola abbia inciso più dell’altro nel determinare la morte della ragazza. “I due proiettili – secondo i medici legali Marcello Chironi e Jmmy Carbotti – non hanno leso organi vitali, tanto è vero che la giovane è morta dopo una settimana. Ma le complicanze di queste due ferite sono state tali da provocare il decesso“.

Uccise convivente, condannato a 17 anni (Gazzetta del Mezzogiorno – 21 settembre 2016)
La sezione distaccata di Taranto della Corte d’assise d’appello di Lecce ha condannato a 17 anni e due mesi di reclusione Cosimo De Biaso, 27enne di Statte (Taranto), accusato di aver ucciso nel settembre 2013 la compagna 20enne Ilaria Pagliarulo. La donna morì in ospedale una settimana dopo essere stata ferita con colpi di pistola per due volte a distanza di 12 ore. L’imputato, difeso dall’avv. Maria Letizia Serra, in primo grado era stato condannato dal gup Vilma Gilli a 20 anni di carcere con il riconoscimento della incapacità parziale di mente equivalente alle aggravanti contestate. De Biaso rispondeva anche del tentato omicidio della mamma della convivente, ma il reato è stato derubricato dalla Corte d’assise d’appello in minaccia aggravata. La procura generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. L’avv. Serra ha annunciato che dopo il deposito delle motivazioni valuterà se ricorrere in Cassazione per cercare di far cadere l’aggravante della crudeltà.


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