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Assuntà Currà, 55 anni, mamma. Uccisa a colpi di pistola dall’ex marito già denunciato per maltrattamenti

Mileto (Vibo Valentia), 23 Gennaio 2026


Titoli & Articoli

Torna a casa per recuperare le sue cose e l’ex marito le spara: chi era Assunta Currà, uccisa in Calabria (Fan Page – 24 gennaio 2026)
Pasquale Calzone ha ucciso la moglie Assunta Currà con alcuni colpi di pistola e si è poi tolto la vita con la stessa arma. La vittima, che già non viveva più con l’ex marito, si era recata nell’abitazione per raccogliere alcuni suoi effetti personali.
Assunta Currà, 55 anni, era una donna molto conosciuta nel suo paese in Calabria, dove ieri è stata uccisa. Uccisa dall’uomo da cui si stava separando, Pasquale Calzone, che poi ha puntato la stessa arma usata per il femminicidio contro se stesso togliendosi la vita. Il femminicidio-suicidio si è consumato a Mileto, in provincia di Vibo Valentia.
Assunta Currà è stata uccisa nella casa coniugale che aveva ormai lasciato da tempo, dato che dal marito si era separata. L’uomo, un commercialista di 63 anni anche lui conosciuto in paese, le avrebbe sparato quando lei è tornata nella vecchia casa per recuperare alcune delle sue cose. Entrambi sono deceduti sul colpo. A trovare i corpi è stato il fratello dell’uomo, preoccupato perché non riusciva a contattarlo da un po’. Su quanto accaduto sono in corso le indagini coordinate dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, Alessandra Trabucco, che ha disposto l’autopsia sui due corpi e ha sentito il fratello del commercialista. La dinamica, comunque, appare piuttosto chiara.
Assunta Currà e Pasquale Calzone, genitori di un figlio ormai adulto che vive fuori dalla Calabria, erano in fase di separazione da circa un anno e la donna aveva da tempo lasciato la casa coniugale. All’inizio dello scorso anno la vittima aveva raggiunto la sorella in Toscana ed era rimasta lì con lei per un periodo, per poi tornare a Mileto per trasferirsi in un’altra casa. L’ex marito, secondo la ricostruzione, le ha sparato nel momento in cui lei si era recata nell’abitazione in cui viveva con lui prima della separazione per recuperare alcuni effetti personali. I due avrebbero iniziato a litigare, poi sarebbe avvenuto l’omicidio-suicidio. A poca distanza dall’abitazione teatro del delitto ieri sera sono arrivate molte persone, tra cui diversi amici della coppia. (di Susanna Picone)

Femminicidio-suicidio Vibo Valentia: perché la vittima aveva già denunciato il marito (Tg La7 – 24 gennaio 2026)
Maria Assunta Currà a marzo 2025 aveva denunciato il marito Pasquale Calzone, 63 anni, dopo un diverbio duro. La coppia non viveva già più insieme da tempo. La signora aveva lasciato la casa di Mileto in provincia di Vibo Valentia dove per anni avevano vissuto i coniugi. Moglie e marito, una vita insieme, poi gli attriti e la decisione di separarsi non senza difficoltà. Poco tempo fa però era cambiato qualcosa: Currà voleva ritirare la denuncia e la separazione giudiziale stava per diventare consensuale. I contrasti del passato sembravano superati. Ieri invece la tragedia.
Currà dopo essersi trasferita in Toscana nelle scorse settimane era già tornata nella vecchia abitazione di Mileto per raccogliere alcuni effetti personali e con il marito non c’erano stati scontri. La vittima si sentiva tranquilla ed è per questo motivo che anche ieri era tornata per prendere le ultime cose e disporre i dettagli del trasloco. Invece c’è stata una nuova lite con un epilogo tragico. Calzone ha estratto una pistola che deteneva regolarmente, ha prima ucciso la moglie con 5 colpi, poi ha rivolto l’arma verso di sé e si è tolto la vita con un colpo sparato alla testa.
La coppia lascia un figlio giovane che vive al nord d’Italia. È rientrato in fretta a Mileto ed è sconvolto dall’accaduto. Nel comune del vibonese la coppia era conosciuta, Calzone era un commercialista con la passione per le armi. A scoprire i due cadaveri è stato il fratello dell’uomo, insospettito perché il 63enne non rispondeva al cellulare. Era andato a trovarlo a casa, di lì la tragica scoperta.
Sul caso indagano i carabinieri: l’ipotesi più convincente è quella del femminicidio-suicidio. La procura di Vibo Valentia ha fissato per lunedì le autopsie sul corpo delle due vittime, poi saranno consegnate alle famiglie per i funerali. Il sindaco di Mileto nel giorno delle esequie ha proclamato il lutto cittadino.  (di Raniero Altavilla)

Femminicidio di Mileto, eseguita l’autopsia sui corpi di marito e moglie (Rai News – 27 gennaio 2026)
Calzone avrebbe sparato 5 colpi di pistola alla consorte che stava raccogliendo le ultime cose prima di lasciare la casa coniugale. Funerali separati su richiesta del figlio
La Procura di Vibo Valentia ha effettuato l’autopsia sui corpi di Pasquale Calzone e di sua moglie Maria Assunta Currà, autore e vittima del femminicidio suicidio di Mileto. Dai risultati sarebbe emerso che l’uomo avrebbe sparato ben 5 coli di pistola consecutivi alla ex moglie mentre quest’ultima stava raccogliendo le ultime cose prima di lasciare per sempre la casa coniugale in seguito alla separazione. A giorni ci sarebbe dovuta essere l’udienza in tribunale  proprio per definire la separazione consensuale, inizialmente era sta Maria Assunta, che avrebbe in passato denunciato il marito per aggressione, a chiedere al giudice la separazione giudiziale, circa un anno fa. I rapporti però tra i due si erano rasserenati e si stavano accordando per dividersi di comune accordo .
Questo almeno era il programma di vita di Maria Assunta che si è infranto contro il rifiuto del marito di accettare la fine della loro storia, e contro quei 5 colpi di pistola che l’hanno uccisa. L’ultimo colpo Pasquale Calzone lo ha riservato per sé sparandosi alla tempia e accasciandosi accanto al cadavere della sua ex moglie.
Domani probabilmente, pare in forma privata, ci saranno a Mileto i funerali della donna. Sarebbe stato il figlio della coppia, un ingegnere che vive da tempo a Torino, a chiedere che le esequie non avvenissero assieme. Il corpo del femminicida invece su sua richiesta effettuata prima della morte sarà cremato, probabilmente giovedì, anche in questo caso con esequie in forma privata. (di Francesco Paravati)

Femminicidio a Mileto: 5 colpi ad Assunta mentre faceva le valigie, poi il marito si è sparato alla tempia. Il figlio: «Funerali separati» (il Vibonese – 27 gennaio 2026)
Cinque colpi di pistola esplosi a bruciapelo contro la donna che aveva deciso di lasciarlo, per poi rivolgere l’arma contro se stesso ed esplodere l’ultimo colpo fatale alla tempia. È la cronaca di un venerdì di sangue che ha sconvolto la comunità di Mileto, dove Pasquale Calzone, commercialista di 63 anni, ha ucciso la moglie Maria Assunta Currà, 55 anni, mettendo fine alle loro vite.
I corpi tra gli scatoloni. La scena che si è presentata davanti agli occhi del fratello di Pasquale, è stata straziante. È stato lui a trovare i corpi al piano terra, riversi in una pozza di sangue. Accanto a Maria Assunta c’erano ancora gli scatoloni che la donna stava riempiendo. Erano le ultime cose da sistemare nell’auto che aveva noleggiato prima di abbandonare per sempre il tetto coniugale: i due si stavano separando. Lei, che nei mesi scorsi si era trasferita in Toscana dalla sorella, era tornata per traslocare definitivamente in una casa a Vibo Valentia.
Il dolore e la rabbia del figlio. Mentre Franco, fratello di Pasquale Calzone, continua a chiedere perdono per il gesto estremo del congiunto, un dolore diverso attraversa il cuore di Federico. Il figlio 35enne della coppia, precipitatosi a Mileto appena appresa la notizia, non riesce a darsi pace. Secondo quanto trapelato, il giovane avrebbe avanzato una richiesta ferma: funerali separati. Non perdona al padre di avergli strappato la madre in quel modo brutale. Le esequie non si terranno oggi, come ventilato in un primo momento. Il figlio avrebbe espresso l’intenzione di portare con se, a Torino, la salma della madre per seppellirla lìUn altro modo per segnare la distanza dall’uomo che l’ha uccisa.
Saranno leindagini, coordinate dalla Procura di Vibo guidata da Camillo Falvo e affidate ai carabinieri, a chiarire ogni aspetto di questa vicenda. L’autopsia, effettuata ieri mattina, fornirà i dettagli balistici e temporali necessari a chiudere il cerchio su una dinamica che appare però già tragicamente chiara.
L’incredulità del vicinato: «Erano persone esemplari». Nessuno aveva percepito segnali di un epilogo così violento. Michele, dirimpettaio della coppia, li ha visti insieme per l’ultima volta proprio venerdì, attorno all’una e mezza, poco prima della tragedia. «Erano due persone esemplari – racconta il vicino, visibilmente commosso –. Gente che valeva la pena conoscere, amici. Se avevo bisogno erano sempre disponibili, mi aiutavano soprattutto dopo la morte di mia moglie e lui era un punto di riferimento». Michele ripercorre gli ultimi istanti: «L’ultima volta li ho visti quando lei ha parcheggiato l’auto presa a noleggio. Mi hanno salutato, poi sono entrati in casa loro. Nessuno si aspettava una cosa del genere. Mai sentito un litigio, erano gente riservata, perbene nel vero senso della parola».
Anche un’altra vicina, rientrata alle 18 quando la tragedia si era già consumata, esprime sgomento: «Non so niente, ho trovato tutto bloccato. Li conoscevo, brava gente, bravissimi. Un destino terribile, mi dispiace tantissimo».
Un dettaglio che rende ancora più amara la vicenda è quella Fiat 500 grigia parcheggiata davanti all’abitazione. Era l’auto che Maria Assunta aveva noleggiato per gestire il suo trasloco e la sua nuova indipendenza. Nelle scorse ore, un carabiniere ha aperto la porta della casa del delitto sotto sequestro, ha prelevato le chiavie le ha consegnate ai titolari dell’agenzia di noleggio La Car Splendid di Vibo Valentia. «La macchina era stata presa il 14 gennaio e doveva essere restituita sabato– spiegano i titolari –. Non vedendola rientrare ci siamo allertati. Abbiamo appreso la notizia dai telegiornali, riconoscendo la vettura dalla targa. I carabinieri ci hanno confermato che non era sotto sequestro e stamattina ci hanno permesso di recuperarla». Il motore si avvia, l’auto si allontana, lasciando dietro di sé il silenzio di una via segnata dal lutto. (di Cristina Iannuzzi)

Nel Vibonese l’ultimo commovente saluto a Maria Assunta Currà (Zoom 24  – 29 gennaio 2026)
Numerose le persone che hanno voluto manifestare vicinanza ai familiari della donna, molto conosciuta e stimata in paese
La comunità di Mileto ha dato l’ultimo saluto a Maria Assunta Currà, uccisa dal marito Pasquale Calzone, che dopo averle sparato si è tolto la vita. Un femminicidio che ha sconvolto il paese, celebrato questa mattina con funerali in forma strettamente privata nella chiesa della Santissima Trinità, come disposto dalla famiglia. In concomitanza con le esequie l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino.
Numerose le persone che, pur nel rispetto della riservatezza richiesta, hanno voluto manifestare vicinanza ai familiari della donna, molto conosciuta e stimata in paese. Accanto alla bara il figlio Federico e i parenti più stretti, segnati da un dolore profondo per una tragedia improvvisa e violenta. Durante l’omelia il vescovo Attilio Nostro ha rivolto parole di conforto ai familiari, sottolineando come la vita non possa essere annientata dalla violenza e richiamando la comunità a una riflessione profonda sul dramma dei femminicidi. All’esterno della chiesa, tra i presenti, lo sgomento e l’incredulità per un delitto che ha colpito una famiglia ritenuta da tutti riservata e rispettata. Le indagini sull’omicidio-suicidio restano concluse sotto il profilo investigativo, ma resta aperta una ferita profonda nel tessuto sociale della città.


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