Pasquale Calzone, 63 anni, commercialista, padre. Uccide l’ex moglie a colpi di pistola e si spara
Mileto (Vibo Valentia), 23 Gennaio 2026
Titoli & Articoli
Vibo, uccide la moglie e si suicida. La coppia era separata. Lui le ha sparato durante una lite (la Repubblica – 23 gennaio 2026)
Un commercialista di 60 anni, Pasquale Calzone, e la moglie, Maria Assunta Currà, sono stati ritrovati senza vita nella casa di Mileto
Femminicidio-suicidio a Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Un commercialista di 60 anni, Pasquale Calzone, e la moglie, Maria Assunta Currà, sono stati ritrovati senza vita in un lago di sangue dai carabinieri intervenuti sul posto dopo la segnalazione del fratello del commercialista. La coppia era separata da mesi e la donna da qualche tempo era andata a vivere in Toscana con la sorella.
Negli ultimi giorni era tornata in Calabria con l’intenzione di trasferirsi a Vibo Valentia. Nel pomeriggio era quindi rientrata a Mileto, in via Giuseppe Di Vittorio, per raccogliere le ultime cose e completare il trasloco. Il litigio con il marito è stato però per lei fatale. I colpi di pistola che sarebbero stati esplosi dal commercialista contro la moglie per poi rivolgere l’arma verso se stesso sono stati uditi da alcuni vicini di casa della coppia, sino alla tragica scoperta dei due corpi privi di vita.
La tragedia dietro l’apparente normalità: L’omicidio-suicidio di Mileto lascia la comunità sotto choc (Gazzetta del Sud – 25 gennaio 2026)
Nonostante la separazione, sembrava che i rapporti tra Pasquale Calzone e Maria Assunta Currà fossero tutto sommato sereni. Ma venerdì, al culmine di una lite, l’uomo ha sparato all’ex moglie e poi si è ucciso
I miletesi ieri mattina si sono svegliati con la tristezza nel cuore. Il femminicidio di Maria Assunta Currà di 55 anni, seguito dal suicidio del marito, il commercialista Pasquale Calzone di 63, ha sconvolto tutti. Nelle parole della gente si coglie la fatica di accettare che in un contesto di coppia apparentemente normale – anche se segnato negli ultimi tempi dalla separazione dei due coniugi – possa essersi consumata una tragedia del genere, che ha gettato nel lutto e nella disperazione due famiglie benvolute da tutti e che fino a qualche giorno fa sembravano serene.
Ieri mattina hanno particolarmente colpito le parole pronunciate di fronte a tante persone, tra cui il parroco della chiesa della Badia don Salvatore Cugliari, da Franco Calzone, stimato professionista, docente di più generazioni di ragionieri all’Istituto tecnico commerciale, che ha chiesto perdono per il terribile gesto di cui si è macchiato il fratello Pasquale, che collaborava con lui nello studio commerciale di cui è titolare. (di Vincenzo Varone)
Femminicidio-suicidio a Mileto, celebrati i funerali di Pasquale Calzone (Quotidiano del Sud – 4 febbraio 2026)
Il vescovo di Mileto, Attilio Nostro, ha celebrato i funerali di Pasquale Calzone morto suicida lo scorso 23 gennaio dopo aver ucciso a colpi di pistola la moglie Assunta Currà
Si è chiuso oggi pomeriggio, in un clima di profondo e silenzioso raccoglimento, l’ultimo capitolo della tragedia che lo scorso 23 gennaio ha scosso le fondamenta della comunità normanna. Nella Chiesa della Santissima Trinità e San Benedetto si sono celebrati i funerali di Pasquale Calzone, il commercialista di 63 anni autore del drammatico episodio di omicidio-suicidio in cui ha perso la vita la moglie, Assunta Currà.
A pochi giorni di distanza dall’ultimo saluto tributato ad Assunta, la cui cerimonia funebre si è svolta nella stessa chiesa, la cittadinanza ha assistito allo svolgimento delle esequie dell’uomo, avvenute sotto una pioggia battente che sembrava riflettere lo stato d’animo dei presenti. Per volere del figlio trentacinquenne, Federico, la cerimonia si è svolta in forma strettamente privata. Una scelta dettata dalla necessità di proteggere il dolore dalle famiglie colpite da un evento imprecisabile, riservando l’accesso alla chiesa soltanto ai parenti più stretti e agli amici intimi.
Tra i banchi, i volti segnati dalla sofferenza e dall’incredulità: quello di Federico e del fratello Franco, che in questi giorni di smarrimento hanno ricevuto l’abbraccio e la solidarietà di chi ha scelto di restare loro accanto senza clamore, cercando di offrire conforto in un momento di totale sconforto. Tra i presenti anche il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, che ha confermato la costante presenza dell’amministrazione comunale sin dai primi, tragici istanti della vicenda.
A presiedere la celebrazione è stato il Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro. Il presule, nel corso di un’omelia tesa a stimolare la riflessione dei fedeli, ha sottolineato l’importanza di riconoscere il limite umano di fronte a Dio, esortando i presenti a ritrovare l’umiltà necessaria per imparare ad amare e perdonare davvero. Mons. Nostro ha invitato la comunità a prendere seriamente la sacralità della vita propria e altrui, ponendo l’accento sul dovere degli uomini di combattere i propri vizi e peccati piuttosto che rivolgere la violenza contro le persone amate, esortando ognuno a lavorare su se stesso per diventare una persona migliore. Il feretro è stato poi accompagnato in silenzio e commozione per l’ultimo saluto, un momento di estremo raccoglimento animato soltanto dal suono della pioggia scrosciante. Quel rumore incessante è parso quasi voler scuotere gli animi dei presenti e dell’intera cittadinanza, chiamata a confrontarsi con il vuoto lasciato da una vicenda tanto triste quanto drammatica.



