Antonietta Pierina Consonni, 50 anni. Spinta dal convivente, batte la testa e muore
Sondrio, 5 Gennaio 2008
Titoli & Articoli
Stuprata e uccisa dal convivente (TgCom 24 – 8 gennaio 2008)
Dramma a Sondrio, fermato l’uomo
Una 50enne di Sondrio è stata massacrata di botte e uccisa dal convivente che voleva costringerla ad un rapporto sessuale. L’episodio è avvenuto sabato ma solo oggi se ne è avuta notizia. La donna, Antonietta Pierina Consonni, ha tentato con tutte le forze di ribellarsi tanto che le sue grida hanno spinto i vicini di casa a lanciare l’allarme. Subito fermato dalla polizia il compagno Luciano Biancotti, 42 anni.
L’ha uccisa ma non l’ha violentata (La Provincia di Sondrio – 12 gennaio 2008)
L’autopsia di ieri ha escluso che la donna morta lunedì a Castello abbia subìto abusi Sarebbero state le conseguenze di una spinta a farla cadere a terra e battere la testa
L’ha uccisa, anche se non lo voleva, ma certamente non l’ha violentata, come si era invece ipotizzato in un primo tempo. Dopo l’autopsia eseguita ieri all’ospedale di Sondrio dall’anatomopatologo Antonio Osculati dell’università di Pavia, si allevia in parte la posizione di Luciano Biancotti, l’uomo di 43 anni accusato di omicidio preterintenzionale e omissione di soccorso per la morte di Antonietta Pierina Consonni, sua convivente di 50 anni.
Inizialmente infatti si era pensato che l’uomo avesse voluto costringerla a subire un rapporto sessuale e che proprio la resistenza di lei avrebbe provocato il violento litigio sfociato in tragedia. Lo faceva supporre, soprattutto, la presenza di alcune ecchimosi sul corpo della vittima in posizione tale da essere compatibili con un tentativo di stupro. Ipotesi che però l’autopsia ha escluso.
In pratica, quindi, quella sera nell’abitazione di via Colombini 2 di Castello dell’Acqua dove i due convivevano sostenuti dalla Caritas si sarebbe verificato uno dei frequentissimi e banali litigi di cui erano protagonisti da sempre, anche a causa dell’abuso di alcol da parte di entrambi. Parole grosse, qualche botta, oggetti che volavano. Una scena già vista chissà quante volte in quella casa. Domenica però c’è stato uno spintone di troppo e Pierina, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è finita a terra, forse dopo aver sbattuto contro il bracciolo di un divano. Una botta fortissima, che le ha provocato un grave trauma cranico e una copiosa perdita di sangue.
Soltanto in serata, alle 22, Biancotti ha chiamato il 118 chiedendo aiuto per la propria compagna. Troppo tardi: la vittima era già incosciente da un pezzo. Nonostante tutti i tentativi fatti dai medici, alle 12.45 di lunedì Antonietta Pierina Consonni ha smesso di vivere in una reparto di rianimazione dell’ospedale Morelli di Sondalo. Quasi certamente, sono state le complicanze dovute al trauma cranico ad aver portato alla morte della donna. Biancotti, inizialmente sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per lesioni gravissime, è così finito in carcere con l’accusa ben più grave di omicidio. Quando le forze dell’ordine sono andate in casa a prelevarlo, l’indagato aveva già provveduto a ripulire le tracce di sangue rimaste sul pavimento. Ma non è bastato ad allontanare da sé i sospetti degli inquirenti per quello che era accaduto. Tanto che ai poliziotti avrebbe anche fatto qualche mezza ammissione, dicendo che sì, l’aveva spinta, forse anche picchiata, ma che non voleva certo ucciderla. Una versione, questa, soltanto ufficiosa, visto che durante l’interrogatorio di convalida di fronte al gip Antonio De Rosa, alla presenza del pubblico ministero Luisa Russo e dell’avvocato difensore Elena Martinelli, Biancotti ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Al termine dell’autopsia di ieri, è stato concesso il nullaosta alla sepoltura. (di Riccardo Carugo)

