Anna Maria Luna Stellato, 24 anni. Trascinata sulla spiaggia, violentata, colpita con un colpo di pietra in testa, gettata in mare e lasciata annegare da un conoscente serial killer identificato anni dopo
Torre Pedrera (Rimini), 14 Luglio 2012
Titoli & Articoli
Dal mare affiora il cadavere di una ragazza: è giallo (Rimini Today – 14 luglio 2012)
Macabro ritrovamento sabato mattina a Torre Pedrera. Il cadavere di una ragazza di giovane età è stato rinvenuto da un villeggiante mentre passeggiava a una ventina di metri dalla riva
Macabro ritrovamento sabato mattina a Torre Pedrera. Il cadavere di una ragazza di giovane età è stato rinvenuto da un villeggiante mentre passeggiava a una ventina di metri dalla riva. Il corpo è stato trovato all’altezza del bagno 62. La giovane sembra avesse una profonda ferita da taglio alla gola, ma sembrerebbero esclusi i violenza sul corpo ipotizzati in un primo momento. Era seminuda e senza slip addosso.
Dalla bocca fuoriusciva del sangue, ma la ferita al collo potrebbe non esser stata fatale. La vittima, di razza mediterranea-europea, con altezza di circa 165 cm, capelli castano-rossicci (rasati nella parte sinistri e lunghi fino alla spalla nella parte destra), occhi chiari, con un piercing al mento ed uno all’antitrago dell’orecchio sinistro. Indossava un orecchino in legno sul lobo dell’orecchio sinistro, è stata identificata in serata.
E’ una 24enne genovese. Le generalità non sono state rese note dai carabinieri (si conoscono le iniziali, A.M.S.). I genitori, che vivono a Genova, sono stati avvisati. All’identità della giovane i carabinieri sono risaliti grazie alle impronte digitali, perché la 24enne aveva piccoli precedenti legati alla droga. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, il personale della Capitaneria di Porto e gli uomini della Scientifica per i rilievi di rito.
Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, anche quella del malore causato da un eccessivo uso di droga o quella di un’improvvisa caduta dagli scogli. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso. Dopo due ispezioni cadaveriche – eseguite da due medici legali appositamente incaricati – non sono emersi segni apparenti di violenza. È verosimile che la morte sia avvenuta tra mezzanotte e l’una di notte, ma maggiori dettagli per capirne le cause si avranno solo domenica, dopo l’autopsia disposta dalla Procura.
Esclusa la morte violenta: i segni sul corpo, graffi sul collo e sulle braccia, sarebbero il risultato dell’attrito con gli scogli. I suoi vestiti e documenti non sono stati ancora ritrovati. Gli investigatori stanno cercando di capire con chi fosse sulla spiaggia. Sempre sabato a Rimini è stato trovato in via Palmiri il cadavere di un transessuale di origine brasiliana, Anselmo Pires Vieira, 58 anni. L’uomo pare fosse morto da almeno 48 ore. Ad avvertire la squadra Mobile della polizia, due giovani che aveva avvertito un cattivo odore. Il medico legale non ha riscontrato segni di violenza.
Anna Maria, il giallo resta: spunta il buco di una siringa (Rimini Today – 15 luglio 2012)
E’ stato un edema polmonare dovuto ad annegamento a causare la morte di Anna Maria Stellato, la 24enne originaria di Genova ritrovata sabato mattina a 50 metri dalla spiaggia di Torre Pedrera
E’ stato un edema polmonare dovuto ad annegamento a causare la morte di Anna Maria Stellato, la 24enne originaria di Genova ritrovata sabato mattina a 50 metri dalla spiaggia di Torre Pedrera. E’ quanto emerge dall’autopsia effettuata domenica: nei polmoni della giovane c’era acqua di mare. Nessuna violenza. I segni che aveva sul corpo, non profondi per provocarne la morte, compreso uno evidente sotto il collo, sono stati forse causati dall’impatto con gli scogli frangiflutti.
Gli accertamenti non hanno invece dato indizi utili a capire come sia arrivata in reggiseno e mutandine in spiaggia. I test tossicologici, i cui risultati sono attesi tra qualche giorno, mostreranno se aveva assunto droghe. A rendere più fitto il mistero il fatto che in un braccio della ragazza è stato trovato il buco di una siringa. L’ora della morte è stimata tra le 23.30 e la mezzanotte di venerdì I carabinieri sono al lavoro per chiarire soprattutto il mistero degli abiti, mai ritrovati né lungo la spiaggia, nel punto dove si presume sia entrata in acqua. Nessuna traccia nemmeno nei cassonetti della spazzatura, né in casa, dove gli uomini dell’Arma hanno fatto un sopralluogo. La ragazza – quando il corpo è stato riportato a riva sabato mattina verso le 8 – indossava solo il reggiseno. Le mutandine galleggiavano a poca distanza dal corpo, ma le si erano sfilate forse per l’azione delle onde.
Il riconoscimento della salma è stato fatto da uno zio materno che vive al piano superiore della villetta bifamiliare di Viserbella, a due chilometri dal punto in cui il corpo è stato trovato. Nell’appartamento, Anna stava da sola spesso. Era la casa delle vacanze a Rimini, dove si recava quasi ogni estate. Quest’anno era arrivata il 28 giugno e si era fatta spesso vedere al bar del quartiere, dove l’ultima sera era entrata per chiedere una sigaretta.
Erano le 19 di venerdì e Anna era vestita. Se dopo è rientrata a casa, per spogliarsi e lasciare i vestiti per poi uscire nuovamente, lo chiariranno i carabinieri di Rimini. Per ora si suppone che dalla villetta dove alloggiava, distante dalla spiaggia 50 metri, potrebbe essere uscita intorno alle 22 senza che nessuno la vedesse. Camminando sulla battigia per oltre un chilometro e mezzo potrebbe aver raggiunto il punto in direzione del quale è stata poi trovata cadavere.
E se invece dalle 19 non fosse rientrata a casa, come pare più plausibile? Allora vuol dire che con lei venerdì sera c’era qualcuno, che poi si è curato di far sparire vestiti, portafoglio, chiavi di casa e i documenti di Anna. Quasi a volerne ritardare l’identificazione. Non si esclude l’ipotesi che si sia trattato di una serata sfuggita di mano, forse con l’uso di droga, poi un malore fatale, la paura di trovarsi nei guai e la fuga cancellando ogni traccia.
I militari stanno cercando di contattare gli amici riminesi di Anna, che con lei condividevano serate e passioni. “Ieri è morta la mia amata nipotina Anna Luna – scrive lo zio su Facebook – Con essa muore una parte del mio cuore”. Il papà e la mamma, noti fisioterapisti di Chiavari, hanno tentato di aiutare la figlia a vincere la battaglia contro la droga. Con cure e comunità. Anna sul suo profilo Facebook, poche foto e pochi amici, a Rimini aveva dedicato un album fotografico.
Il giallo di Torre Pedrera, l’ultimo saluto ad Anna Maria (Rimini Today – 18 luglio 2012)
Si svolgeranno mercoledì i funerali di Anna Maria Stellato, la genovese di 24 anni morta in cause misteriose nella nottata tra venerdì e sabato a Torre Pedrera
Si svolgeranno mercoledì i funerali di Anna Maria Stellato, la genovese di 24 anni morta in cause misteriose nella nottata tra venerdì e sabato a Torre Pedrera. Il pubblico ministero ha tuttavia vietato la cremazione della salma finché non saranno completati gli esami tossicologici. Nel frattempo continuano le indagini dei Carabinieri, anche se al momento non sono emersi elementi utili per dare un perchè a questo giallo. Nel mirino degli investigatori ci sono due giovani.Uno, amico della vittima, ha un alibi, testimoniato anche dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso di un market. L’altro è un ragazzo con il quale la 24enne avrebbe avuto una discussione secondo quanto riferito da un testimone. Per le forze dell’ordine si tratterrebbe del ragazzo con il quale Anna Maria avrebbe cenato.
Ipotesi serial killer per morte di Anna Maria Stellato (SanMarino Tv – 8 marzo 2015)
Svolta nella tragica vicenda di Anna Maria ‘Luna’ Stellato, la ragazza, originaria di Milano trovata morta seminuda in mare a Rimini – nelle acque del bagno 61 di Torre Pedrera – il 15 luglio 2012. La giovane donna potrebbe essere stata uccisa da quello che si profila addirittura come un serial killer. La procura di Rimini ha infatti riaperto il caso e, con l’accusa di omicidio volontario, è indagato un 32enne marocchino, Zakaria Ismaini, finito in carcere tre settimane fa in Sicilia perché sospettato di aver commesso, tra novembre 2014 e febbraio 2015, altri due delitti a Latiano, nel Brindisino e a Catania. A collegare l’arresto del 32enne marocchino, al momento detenuto nel carcere di Siracusa con l’accusa di aver ucciso due persone, con la fine di ‘Luna’ è stato un giornalista del ‘Corriere Romagna’ che, dopo verifiche in proprio, ha segnalato la circostanza alle autorità siciliane e riminesi.
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In memoria di
Anna Maria Stellato, chi era la ragazza uccisa da Zakaria Ismaini? (YouMovies – 29 luglio 2020)
Anna Maria Stellato è la 24enne uccisa da Zakaria Ismaini, il serial killer che si è macchiato di 3 delitti, prima di essere condannato.
Anna Maria Stellato è stata uccisa da Zakaria Ismaini nella notte tra il 13 e il 14 luglio del 2012; le ragazza è stata la prima vittima del serial killer, che nei successivi 3 anni si è macchiato di altri tre omicidi. La 24enne e Zakaria erano amici e pare che Anna Maria, in passato, abbia avuto problemi di droga, fattore che il suo assassino ha voluto sfruttare. E’ stata ritrovata nelle acque di Torre Pedrera a Rimini, nella mattina del 14 luglio 2012 da un turista: solo un gomito spuntata a pelo d’acqua dal mare.
Secondo la ricostruzione del medico legale la Stellato era ancora viva quando è stata immersa in mare ma probabilmente in stato di incoscienza a causa dell’assunzione di morfina e metadone. Le indagini degli inquirenti si sono subito focalizzate su Ismaini, che aveva dato una sua versione della storia poco credibile.
A quanto pare nel passato della ragazza ligure, detta “Luna” c’erano storie di droga e di sesso in cambio di sostanze supefacienti. Pare che Ismaini si sia approfittato di lei e poi l’abbia lasciata, semi incosciente, nelle acque di Rimini. Il 34enne si è sempre dichiarato innocente, raccontando di aver visto il corpo di Anna Maria in acqua, quando era già morta, e di essere fuggito via spaventato, con la sua borsa.
L’uomo marocchino 34enne, si è macchiato di altri due omicidi dopo quello di Anna Maria Stellato: Cosimo Mastrogiovanni, 63 anni, è stato trovato morto arso vivo nella sua casa a Latiano, vicino Brindisi nel novembre del 2014. Inoltre Zakaria ha ucciso anche Letizia Consoli, la vedova di Catania, nel 2015: anche lei colpita alla testa e gettata in mare.
Una panchina rossa per ricordare Anna Maria Stellato all’istituto Valturio di Rimini (AltraRimini – 14 aprile 2026)
L’inaugurazione sarà preceduta da un dibattito tra gli studenti, l’avvocato Davide Grassi e il sostituto procuratore Davide Ercolani
Rimini ricorda Anna Maria “Luna” Stellato, la giovane morta a 24 anni a Torre Pedrera in un femminicidio. Lunedì 20 aprile, infatti, all’istituto Valturio verrà inaugurata una panchina rossa in sua memoria, realizzata dagli studenti e dalle studentesse, che prima della celebrazione prenderanno parte a un incontro, coordinato da Rete Donna Rimini, con l’avvocato Davide Grassi e il sostituto procuratore Davide Ercolani. “Luna non è stata vittima delle circostanze, ma vittima di una violenza premeditata“, puntualizza Davide Grassi, che ha dedicato al caso della Stellato la prima puntata del suo podcast “Crimini a Rimini”, in collaborazione con il giornalista Davide Cardone.
“C’è chi dice che rievocare tragiche vicende del passato serva solo a rinnovare il dolore delle persone più vicine alle vittime – argomenta Grassi – ma noi di Crimini a Rimini pensiamo invece che una vittima innocente non sia qualcosa di cui non parlare più e che, in molti casi, rievocare i fatti come sono realmente avvenuti serva a ricomporre la dignità a chi ha subito violenza e sopruso. L’esempio migliore che possiamo offrirvi è quello di Anna Luna Stellato. È stata la protagonista di una delle puntate a cui siamo più affezionati ma, con il tempo, quel racconto è diventato tanto altro. Quella che, se lasciata al racconto dell’indolente memoria pubblica, sarebbe rimasta una ragazza sopra le righe che si era messa nei guai per colpa dei suoi comportamenti, è diventata il ricordo potente e un richiamo alla dignità di una persona fragile, di cui un mostro si è approfittato”.
“Riteniamo – chiosa Grassi – che questo sia l’esempio più gratificante del modo che abbiamo scelto per raccontate le nostre storie, rifuggendo la pornografia del dolore e restituendo dignità alle vittime, che non saranno mai fuori dal ricordo di chi le amava, a dispetto della tragicità della loro dipartita”. (di Riccardo Giannini)




