Loading

Altagracia Corcino Gil, 31 anni, prostituta. Legata, strangolata e sgozzata. L’assassino identificato e arrestato 14 anni dopo

Alessandria, 27 Giugno 2006


Titoli & Articoli


Link


In memoria di

Alessandria, prostituta uccisa in casa: dopo 14 anni arrestato un 47enne (Il Mattino – 10 agosto 2020)
A oltre 14 anni di distanza, c’è un arresto per l’omicidio di Altagracia Corcino Gil, la prostituta dominicana legata e uccisa in casa a via Parma, ad Alessandria. Si tratta di un uomo di 47 anni, Andrea Casarin, le cui impronte sono state rinvenute nell’edificio in cui viveva la donna, che si era trasferita da pochi mesi da Pavia. Il ‘cold case‘ era stato riaperto solo pochi giorni fa. I carabinieri di Alessandria, agli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso, sono riusciti a identificare quelle impronte rinvenute sul nastro usato per legare la 31enne dominicana e su una parete esterna, prima di arrestare l’uomo questo pomeriggio. Le indagini proseguono per individuare tutti i contorni dell’efferato delitto. La donna venne infatti legata e strangolata, la vena giugulare tagliata alla base del collo.
Le indagini condotte all’epoca dell’omicidio non avevano prodotto alcun riscontro utile all’identificazione dell’autore del reato, nonostante i rilievi effettuati avessero consentito di repertare alcune tracce di Dna e impronte digitali, subito attribuite all’omicida. La svolta negli ultimi mesi grazie al riscontro tra la banca dati Afis, il Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte che consente di effettuare una ricerca rapida ed efficace delle impronte sconosciute, e la banca dati delle persone sottoposte ai rilievi segnaletici. E che le sue impronte erano le stesse trovate nell’appartamento del centro storico di Alessandria dove la giovane dominicana era stata uccisa. La riapertura delle indagini ha consentito inoltre di repertare un mozzicone di sigaretta contenente materiale genetico dell’uomo compatibile con quello estrapolato sulla scena del crimine. Grazie al confronto, è emerso che cinque anni dopo il delitto Andrea Casarin era stato arrestato all’aeroporto di Malpensa, mentre era in attesa di un corriere con sei chili di cocaina da Santo Domingo.

 

“Uccise Altagracia”, condannato a 30 anni: lo inchioda il Dna (La Stampa – 4 dicembre 2021)
Andrea Casarin dopo l’arresto ha ammesso più volte di aver conosciuto Altagracia Corcino Gil e di essere stato anche nel suo appartamento di via Parma ma si è sempre dichiarato innocente
Dopo poco più di 15 anni c’è una prima sentenza per l’omicidio di via Parma: trent’anni di carcere per Andrea Casarin, l’uomo accusato di aver ucciso Altagracia Corcin Gil il 27 giugno del 2006. Il giudice Andrea Perelli ha accolto la richiesta dell’accusa, rappresentata dalla pm Marcella Bosco, che durante la sua requisitoria aveva invocato il massimo della pena (30 anni, il processo si è svolto in abbreviato) e nelle due ore di discussione aveva chiesto anche l’aggravante della premeditazione e delle sevizie. Ad Andrea Casarin, difeso dall’avvocata Alexia Cellerino, i carabinieri era arrivati grazie alle «risultanze tecniche di impronte e Dna» che fecero riaprire il caso nel giugno del 2020, a 14 anni dall’omicidio. Era il 29 giugno quando il corpo di Altagracia venne ritrovato nell’appartamento di via Parma al numero 24.
La donna, di origine dominicana, abitava lì da pochi mesi: si era trasferita da Pavia dopo la fine della sua relazione con un connazionale. Aveva fatto la colf per alcuni mesi, ma una volta arrivata nell’appartamento a due passi dal Duomo, Altagracia aveva iniziato a prostituirsi. I soldi li mandava soprattutto alla sua famiglia, sul suo conto c’era pochissimo: in casa furono trovati 1400 euro: l’assassino non li aveva presi e in casa tutto era in ordine. Era chiaro fin da subito che il movente non era stata una rapina, anche perché la donna gli aveva aperto la porta. Il corpo venne ritrovato il 29 giugno, ma la morte risaliva a due giorni prima. L’omicidio venne scoperto per via di un’amica di Pavia che la stava cercando e preoccupata era arrivata fino ad Alessandria. L’amica si rivolse ai carabinieri che arrivarono insieme ai vigili del fuoco.
La scena che si trovarono davanti fu agghiacciante: Altagracia giaceva supina con i piedi legati, nastro adesivo attorno al collo, dove c’era un taglio che l’assassino aveva coperto con un folulard. Nuda, senza trucco. Si ipotizzarono diversi moventi.
 I Ris di Parma isolarono il Dna e i carabinieri acquisirono il materiale organico di decine di persone ma non si arrivò mai all’assassino: dopo 3 anni di indagini, la vicenda venne archiviata. Fino all’anno scorso quando i carabinieri riaprirono il caso: c’era stato un riscontro tra il Dna e le impronte ritrovate nell’appartamento e quelle di un uomo che anni prima era stato fermato all’aeroporto di Malpensa. Si trattava proprio di Andrea Casarin, originario di Alessandria ma residente in provincia di Pavia, che finì in manette il 10 agosto del 2020.
L’uomo dopo l’arresto ha ammesso più volte di aver conosciuto Altagracia Corcino Gil e di essere stato anche nel suo appartamento di via Parma ma si è sempre dichiarato innocente. Il giudice ha sospeso ad Andrea Casarin la potestà genitoriale: l’uomo ieri era in aula quando è stata pronunciata la sentenza, che lo ha condannato anche a risarcire i familiari di Altagracia Corcin Gil, che si sono costituiti parte civile supportati dall’associazione italo-dominicana Paifa. Per loro c’era l’avvocata Antonia Provenza, che ha commentato la sentenza: «Siamo soddisfatti anche perché c’è stato un lavoro enorme da parte della Procura. La famiglia non riavrà la loro sorella e la loro figlia ma chiedevano solo giustizia». Attenderà le motivazioni il legale di Casarin che al termine dell’udienza ha detto: «Abbiamo tutti gli elementi per presentare poi ricorso in Appello». (di Adelia Pantano)