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Martina Incocciati, 19 anni. Uccisa a coltellate dall’ex marito della madre

Borgo Flora (Latina), 7 Aprile 2013


Titoli & Articoli

Madre e figlia trovate senza vita in casa, è giallo a Cisterna (Latina Today – 7 aprile 2013)
I corpi trovati in una pozza di sangue nella casa di Borgo Flora; indagano i carabinieri: per ora non viene esclusa nessuna ipotesi
I loro corpi senza vita sono stati trovati riversi a terra in una pozza di sangue. Questa la scena che ieri sera intorno alle 21 si è palesata davanti agli occhi delle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione nella casa delle due donne. Si tratta di madre e figlia. Francesca Di Grazia e Martina Incocciati, 56 anni la prima e 19 la seconda, ritrovate prive di vita in un appartamento al primo piano di via dei Bonificatori 5, a Borgo Flora, una frazione del comune di Cisterna di Latina. Secondo gli investigatori non è escluso che possa essersi trattato di un omicidio-suicidio, ma al momento non viene tralasciata nessuna ipotesi.
Secondo quanto si è appreso, a lanciare l’allarme è stata, intorno alle 21, una parente delle due donne che da diverse ore non riusciva a mettersi in contatto con loro. Quando i carabinieri del Comando provinciale di Latina, diretti dal colonnello Giovanni De Chiara, sono entrati in casa hanno ritrovato il corpo della figlia in cucina, quello della mamma in camera da letto. La prima donna aveva ferite profonde d’arma da taglio in diverse parti del corpo, l’altra è stata trovata stesa sul pavimento supina e i due corpi non sono stati spostati fino all’arrivo del medico legale per consentire al Ris di lavorare in un ambiente non contaminato da fattori esterni.
I carabinieri hanno ascoltato alcuni condomini del palazzo di via dei Bonificatori che hanno riferito di aver sentito oggi diverse urla provenire dall’appartamento dovute ad un litigio tra le due donne. In casa non ci sarebbero segni di effrazione. Proprio sulla base di questi elementi l’ipotesi più plausibile è quella dell’ omicidio-suicidio, ma gli investigatori al momento non escludono alcuna ipotesi compresa quella del duplice omicidio.
Durante la notte sono stati cercati dai militari ulteriori indizi anche nei cassonetti intorno al condominio di Borgo Flora. Il pm Miliano all’uscita dall’appartamento (preceduto dal medico legale Saverio Potenza) ha comunque ribadito che tutte le piste sono aperte e che non ci sono indizi che, almeno fino alla tarda serata, consentano di delineare un quadro chiaro e definitivo. Da quanto si è appreso, la donna era separata dal marito e nell’appartamento di Borgo Flora vivevano solo lei e la figlia diciannovenne; la madre non aveva un lavoro fisso e si “arrangiava” facendo dei lavoretti saltuari, tra cui la cartomante; mentre la figlia invece aveva abbandonato gli studi ed era in cerca di un lavoro. Nella casa è giunto il magistrato di turno della Procura di Latina, Giuseppe Miliano.

Geloso della sua nuova vita massacra la ex e la figlia di lei (il Giornale – 8 aprile 2013)
Cisterna di Latina: uccise dall’ex marito indiano. L’uomo, Kumar Raj, 37 anni, MANOVALE, reo confesso, è stato arrestato per duplice delitto volontario. Non accettava che la donna avesse una nuova relazione. Massacrate per gelosia: la ragazza, 19 anni, riversa in cucina in un lago di sangue. La madre, 56 anni, stesa in camera da letto, colpita da una furia assassina. La porta d’ingresso chiusa a chiave e l’arma del delitto svanita nel nulla.
Un giallo, quello di Borgo Flora, Cisterna di Latina, risolto in poche ore. Tutto comincia sabato sera quando vengono trovati i cadaveri di Francesca Di Grazia e di sua figlia Martina Incocciati. In casa, un appartamento in via dei Bonificatori 5, poche ore prima c’era stato un litigio violento. Protagoniste le due donne assieme al cittadino indiano, lo stesso che la mattina dopo si trasformerà in una belva omicida.
Francesca, dopo una prima relazione con un italiano dal quale aveva avuto Martina, nel 2008 si sposa in India con lo straniero. Ma le cose fra i tre non vanno bene tanto che i coniugi si separano e l’uomo, un manovale, si trasferisce a Nettuno. La donna, nel frattempo, conosce un nordafricano e di tornare con il marito non ne vuol sapere.
È il prologo dell’ennesimo episodio di violenza sulle donne. Una striscia di sangue da far paura: 124 donne ammazzate in Italia nel 2012, due a settimana stando ai primi, agghiaccianti, risultati del 2013. Colpita da decine di coltellate la giovane vittima che avrebbe anche cercato di difendersi dal suo carnefice secondo i primi risultati della perizia medica avvenuta sabato notte. Un solo colpo alla gola, invece, quello inferto alla cinquantenne tanto che fino a sera, prima dell’arrivo del medico legale, gli investigatori pensano a uno scenario criminale del tipo omicidio-suicidio. Il coltello? Nascosto dal corpo della donna tanto che per ore i cadaveri non vengono spostati. È il medico, però, a smontare questa ipotesi. Francesca, separata da anni, viveva arrangiandosi come cartomante mentre la figlia, abbandonati gli studi superiori, era in cerca di un occupazione stabile. Il padre naturale della 19enne trasferito all’estero.
Un possibile movente c’è: agli investigatori Kumar Raj ha raccontato di aver sposato Francesca Di Grazia in India e di aver subito continue richieste di denaro da parte della donna, in particolare di pretendere 8 mila euro per averlo aiutato a far entrare in Italia alcuni suoi connazionali. E per questo motivo minacciava di denunciarlo.
Ad accorgersi che nel modesto appartamento qualcosa non andava, oltre ai vicini che la sera prima avevano sentito urla e grida, la nipote di Francesca che dal pomeriggio non riusciva a mettersi in contatto con loro. «Il telefono di casa squilla a vuoto – riferisce la donna agli operatori del 112 – e i loro cellulari sono inspiegabilmente spenti».
Fra le poche certezze che hanno messo i carabinieri sulla strada giusta: le donne hanno aperto al loro assassino, una persona sicuramente conosciuta, tanto da farla entrare all’interno senza timore. Kumar, appunto. Quando i militari del comando provinciale di Latina arrivano sul posto trovano la porta d’ingresso chiusa, infissi e finestre serrate dall’interno. L’auto parcheggiata davanti casa. Sono le 21,30: i vigili del Fuoco fanno irruzione nel bilocale. Lo scenario è da far accapponare la pelle. Dopo aver ucciso la 56enne l’indiano si scaglia contro la figlia che tenta, inutilmente, di rifugiarsi in cucina. Il coltello viene recuperato in un canale vicino. Su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano in serata l’omicida è stato trasferito in carcere.


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