Gianni Paliotta, 67 anni, ferroviere in pensione, padre. Uccide i due figli per vendicarsi dell’ex moglie e si suicida
Esperia (Frosinone), 21 Agosto 2018
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Esperia, uccide i figli di 19 e 27 anni. Poi si spara (Quotidiano Nazionale – 21 agosto 2018)
Tragedia familiare nel Frusinate, i ragazzi erano ancora a letto quando l’uomo ha aperto il fuoco. E’ stata la madre a trovare i tre corpi
Ha ucciso i due figli a colpi d’arma da fuoco, poi si è tolto la vita. Tragedia familiare a Esperia, comune di neanche 4mila anime sui monti Ausoni, in provincia di Frosinone. Gianni Paliotta, 70 anni, ha atteso che la moglie uscisse per recarsi alla posta. Quindi ha impugnato la pistola calibro 22, regolarmente detenuta, e sparato contro la figlia Isabella, di 19 anni, appena diplomata, e contro il figlio Mariano, di 27, chimico a Roma. I due fratelli stavano ancora dormendo. E’ successo poco dopo le 7.30, nell’abitazione della famiglia, in via Vittorio Emanuele a due passi da piazza Consalvo. Sentiti i colpi, la donna ha fatto subito rientro a casa dove ha trovato i tre corpi senza vita.
Ancora da ricostruire i motivi dell’omicidio-suicidio: secono le prime informazioni raccolte dall’agenzia Agi sembra che Paliotta, ferroviere in pensione, non avesse accettato la malattia ai reni della figlia diciottenne. Per l’Ansa però, quella patologia era stata superata.
Esperia, la pistola della strage era in uso alle forze dell’ordine e non in vendita (Frosinone Today – 23 agosto 2018)
Gli investigatori stanno cercando di capire come, Gianni Paliotta, fosse entrato in possesso dell’arma che negli anni ’70 veniva utilizzata da Carabinieri e Polizia
La strage di Esperia era stata studiata a tavolino. Gianni Paliotta, il ferroviere in pensione di 67 anni, aveva premeditato il duplice omicidio dei figli e il suo suicidio. E per farlo ha scelto di utilizzare una pistola che negli anni ’70 era in dotazione a Carabinieri e Polizia. Un vecchio modello, non in vendita e che non era autorizzato a detenere. Perché l’uomo, che martedì mattina nel sonno, ha assassinato i figli Mariano ed Isabella, di 27 e 19 anni nella loro casa era in possesso di una simile arma? E’ la risposta che stanno cercando di avere i carabinieri del comando provinciale di Frosinone unitamente ai colleghi della Compagnia di Pontecorvo.
Per questo motivo il magistrato titolare dell’indagine, il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, ha deciso di dare incarico ad un esperto di balistica. Nel frattempo si stanno controllando i verbali degli anni ’70 in dotazione alle forze dell’ordine in quel periodo per capire se la pistola, con ancora la matricola ben impressa, possa essere stata rubata e possa essere appartenuta a qualche conoscente di Paliotta o risalente a prima del 1975 quando è entrata in vigore la Legge 110 che obbliga il censimento di tutte le armi comprese quelle da guerra.
Unica sopravvissuta ad una tragedia senza fine è stata la moglie e la madre dei due ragazzi, Flora Ciferri, un’insegnante di 50 anni che al momento della strage era fuori casa. Questo ha lasciato dedurre che l’uomo, da tempo tormentato da un dubbio passionale, potesse aver agito per vendetta. Ha voluto risparmiare la donna ma punirla per un qualcosa certo non commessa ma che, nella mente del pensionato di 17 anni più grande, era invece presente in maniera ossessiva.
Nella giornata di domani, venerdì 24 agosto, il magistrato dovrà conferire l’incarico al medico legale Gabriele Margiotta che avrà il compito di svolgere l’autopsia sui corpi di Gianni Paliotta e dei figli. Mariano, bello ed intelligente era un chimico apprezzato e lavorata in un laboratorio della Capitale. Isabella, neo diplomata in ragioneria ed iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, qualche anno fa era sopravvissuta ad una grave malattia. A salvarle la vita, con la donazione di un rene, era stata la madre Flora.
“Voleva vendicarsi della moglie”, così l’ex ferroviere ha ammazzato i figli (il Tempo – 26 agosto 2018)
La strage a Esperia, nel frusinate. A trovare i corpi senza vita di Mariano, Isabella e del marito è stata la donna
Potrebbe aver agito per vendetta Gianni Paliotta, l’ex ferroviere in pensione di 67 anni che ieri mattina ad Esperia, nel frusinate, ha ucciso a colpi di pistola i due figli Mariano e Isabella e poi si è tolto la vita. Vendetta nei confronti della moglie, Flora, che ha voluto risparmiare. È stata la stessa donna, insegnante di 50 anni, a trovare i corpi dei due figli di 27 e 19 anni e quello del marito. Un omicidio-suicidio che potrebbe avere un movente passionale. I venti anni di differenza erano diventati una sorta di ossessione per l’uomo. Una depressione ben nascosta ma che forse era nota in famiglia. Per questo motivo il magistrato Roberto Bulgarini Nomi ha disposto che vengano interrogati tutti i parenti, amici e colleghi della coppia. In mattinata potrebbe essere ascoltata anche Flora Ciferri che a causa del forte stato di choc è ricoverata presso l’ospedale di Cassino. Intanto è stato diffuso un video del TG5 nel quale la donna, tre anni fa, unitamente alla figlioletta Isabella, racconta del dramma dei malati di reni. La piccola di casa, infatti, era tornata alla vita dopo che la madre le aveva donato l’importante organo.
Mezz’ora per dire la «sua verità». Per ricostruire i rapporti interpersonali tra lei e il marito Giovanni Paliotta che, il 21 agosto, ha sparato ai figli Mariano e Isabella e poi si è suicidato. Di fatto l’inchiesta è chiusa con la morte del reo. Ma il motivo scatenante, la scintilla che ha fatto scattare il raptus nella mente del marito solo lei può saperlo: mamma Flora, insegnante a Pontecorvo. E di questo ha parlato davanti al magistrato inquirente, che l’ha sentita in Procura dalle 15, alle 15.30.
In verità la Procura aveva rilassato i tempi. Voleva che mamma Flora si riprendesse completamente dal tremendo shock che ha subìto. Ma sembra che sia stata proprio la donna, invece, ad accelerare i tempi. E così, accompagnata dai parenti, ieri, nel primo pomeriggio è salita in Procura.
E’ stata sentita dal pm Roberto Bulgarini Nomi affiancato dagli agenti della polizia giudiziaria. Non c’era nessun altro. Per cui le indiscrezioni filtrate sono molto poche. Di certo si sa solo che, con grande emozione, ha riferito del rapporto che, negli ultimi tempi, si viveva in famiglia e che mai avrebbe immaginato un epilogo così cruento.
Con la testimonianza di mamma Flora si chiude definitivamente il caso. E ora rimane solo il silenzio. Quel silenzio al quale si sono appellati sia il parroco durante l’omelia funebre che il sindaco che ha cercato di tutelare la famiglia Paliotta vietando l’ingresso in chiesa di fotografi e cineoperatori durante il rito funebre. Mancano alcune formalità e si attendono gli esiti degli accertamenti medico-legali, della balistica e documentali legati alla provenienza della pistola.
Subito dopo, Flora, la madre che si è trovata di fronte una scene terribile nell’abitazione di famiglia, è tornata nella sua casa paterna, confortata dai suoi più stretti famigliari. Per tutti tra qualche settimana riprenderà normalmente la vita, ma non certo per i tanti amici di Isabella e Mariano che, in questa storia, hanno espresso il dolore e la vicinanza alla madre Flora. C’è chi ha dedicato una canzone a Mariano, chi l’ultimo selfie a Isabella, forme diverse, social per esprimere quello che è stato un dolore condiviso da un’intera comunità.


