Elena e Diego, 12 anni. Strangolati a mani nude dal padre
Margno (Lecco), 26 Giugno 2020
Titoli & Articoli
Gemelli uccisi dal padre, l’ultimo sms alla moglie: «Non li rivedrai mai più» (Vanity Fair – 29 giugno 2020)
Si aspetta l’autopsia per capire cosa sia avvenuto nella notte fra venerdì e sabato in Valsassina quando Mario Bressi, 45 anni, ha ucciso i suoi due gemelli Elena e Diego e si è suicidato
«Mi fidavo di lui». Daniela, la mamma dei due gemelli uccisi dal padre a Margno, in alta Valsassina, lo ha detto e ripetuto agli investigatori e alle persone che sono attorno a lei in queste ore. Aveva mandato senza remore i figli per qualche giorno in vacanza con il padre da cui aveva avviato le pratiche per la separazione. Mario Bressi e i figli dodicenni, Elena e Diego, erano in provincia di Lecco, nella seconda casa dei genitori di lui, da mercoledì. Nella giornata di venerdì l’ultima gita in montagna e nella notte l’uccisione dei due bambini e il suicidio del padre. Le indagini sono aperte. Martedì è in programma l’autopsia. C’è da capire la dinamica dell’accaduto e soprattutto se c’è stata premeditazione. Il computer di Bressi è stato sequestrato nella sua abitazione di Gessate, nel Milanese, dai carabinieri su disposizione della Procura di Lecco.
L’omicidio dei gemelli appare come una vendetta nei confronti della moglie partita dal timore di vedere limitato o interrotto il rapporto con i figli a causa della separazione. Fino al momento della tragedia, anche dopo aver ricevuto le prime comunicazioni dall’avvocato della donna, non aveva dato alcun segno di aperto dissenso.
«Non mi risulta che nei mesi scorsi ci fossero state minacce o denunce o tensioni tra loro», ha spiegato all’Adnkronos l’avvocato della donna, Davide Colombo, «è stato un gesto inaspettato, nessuno poteva prevederlo, non c’erano apparenti tensioni che potessero giustificare o far prevedere un gesto del genere. Tra loro due non era in corso nessuna separazione violenta né litigiosa, assolutamente. La signora non aveva alcuna intenzione di portargli via i figli, anzi. Contro il padre non aveva nulla da eccepire».
Invece la morte dei ragazzi è apparsa pianificata, probabilmente nel silenzio degli ultimi mesi. Che incolpasse la moglie sembra chiaro dai messaggi che le ha mandato nella notte, fra le 2 e 3 del mattino di sabato. L’ultimo, così scrive Repubblica, sarebbe in realtà una lunga lettera in cui l’uomo, 45 anni, lancia pesanti accuse alla moglie. In uno le ha scritto: «Hai rovinato la nostra famiglia. Ora resterai da sola».
Quando si è messa in macchina per andare da Gessate a Margno ha cercato inutilmente di chiamare marito e figli. Tutti i telefoni squillavano a vuoto. Ha avvisato anche i carabinieri, ma faticava a ricordare il nome della via della casa. Le persone che vivono nella zona all’abitazione della tragedia continuano a ripetere che mai potranno dimenticare le urla della donna al momento dell’ingresso in casa. Terribile il racconto di uno dei vicini: «Alle 7 del mattino ho sentito delle grida allucinanti, ho fatto la scala di corsa e ho visto questa povera donna che si rotolava nel pianerottolo, che gridava cose che non ricordo. Ma ricordo bene la frase “non si svegliano”». (di Chiara Pizzimenti)
Elena e Diego, i gemellini milanesi uccisi dal loro papà: ecco le prime verità dell’autopsia (Milano Today – 1 luglio 2020)
Arrivati i primi risultati degli esami sul corpo della bambina 12enne. Si indaga ancora
Continuano le indagini sull’omicidio dei due gemellini di 12 anni, Elena e Diego, uccisi dal loro papà Mario Bressi – un 45enne di Gessate – venerdì scorso a Margno, in Valsassina, dove erano da qualche giorno in vacanza. I due sarebbero stati strozzati a mani nude dal padre killer. Sono le prime risultanze dell’autopsia sul corpo di Elena, eseguita martedì dall’anatomopatologo incaricato dalla Procura di Lecco, Paolo Tricomi. La Procura darà due mesi di tempo al medico per la consegna della relazione finale.
Gli esami autoptici andranno avanti anche mercoledì con i “controlli” sui corpi di Diego – è presumibile che sia stato ucciso allo stesso modo della sorellina – e di Bressi. Per quel che riguarda i due bambini gli accertamenti riguardano l’ossoide, per verificare se si sia trattato di strangolamento – in questo caso presenta una frattura – o soffocamento. Inoltre si dovrà accertare se a distanza di tre giorni siano o meno comparsi segni di pressione sui corpi dei ragazzini per capire se siano stati immobilizzati.
L’uomo, che dai primi accertamenti medico legali risulterebbe aver strozzato anche il figlio, dopo il duplice omicidio si è tolto la vita buttandosi dal Ponte della Vittoria. L’esame ha finora di fatto confermato quanto già ipotizzato dagli inquirenti il giorno stesso del ritrovamento dei corpi senza vita dei bambini.
Il duplice omicidio è avvenuto nel condominio ‘Il castagno’, nei pressi della partenza della funivia che porta al Pian delle Betulle, dove la famiglia milanese era solita trascorrere le vacanze. A trovare i corpi senza vita dei figli era stata la madre – anche lei 45enne, di Gorgonzola – arrivata sul posto all’alba dopo aver ricevuto un messaggio dal marito in cui le diceva che non avrebbe mai più rivisto i suoi figli. Le indagini sui pc sequestrati a Bressi – che stava avendo una difficile separazione dalla donna – dovranno appurare se si sia trattato di un gesto premeditato da tempo, un’ipotesi al momento non confermata. C’è anche un’altra certezza: i due telefoni cellulari ritrovati in una campana del vetro in prossimità della funivia poco distante dal luogo dell’omicidio appartenevano ai gemelli: sui due dispositivi saranno eseguite delle perizie, poi saranno consegnati alla madre.
Funerali dei gemelli uccisi a Margno, la mamma: “Ricordiamoli con il sorriso” (SkyTg24 – 4 luglio 2020)
Molte persone si sono radunate al campo sportivo per l’ultimo saluto ai dodicenni uccisi dal papà mentre erano in Valsassina. “Ciao Diego” è lo striscione con la foto del ragazzino mentre gioca a calcio con la maglia rosso-bianca della Asf Cambiaghese posto all’ingresso dell’impianto sportivo
Una folla si è radunata al campo sportivo Romeo Bertini di Gessate (in provincia di Milano) per i funerali dei gemelli Elena e Diego, i dodicenni uccisi dal papà, Mario Bressi, mentre erano in Valsassina. “Ciao Diego” è lo striscione con la foto del dodicenne mentre gioca a calcio con la maglia rosso-bianca della Asf Cambiaghese appeso all’ingresso del campo sportivo, in cui si è potuti entrare con la mascherina, rispettando il distanziamento sociale e dopo aver misurato la temperatura e disinfettato le mani. I posti a sedere sono stati tutti occupati, mentre sul resto del campo dei dischi bianchi indicano i posti da tenere per chi rimarrà in piedi. Per Gessate, oggi, la sindaca Lucia Mantegazza ha proclamato lutto cittadino.
I funerali. In centinaia (tra amici di famiglia e semplici conoscenti, adulti e coetanei dei gemelli, tra cui compagni di squadra di Diego e quelli di pattinaggio Free-Art di Elena) hanno attraversato il campo sportivo accompagnati dalle parole di ‘Un Senso’, la canzone di Vasco Rossi, e da un lungo applauso, i feretri bianchi di Elena e Diego. Nessun fiore sulle piccole bare, solo una maglia azzurra da calcio su quella del piccolo Diego. Le esequie si sono concluse con palloncini bianchi liberati in cielo. Le due bare bianche sono state accompagnate lungo il campo sportivo tra le centinaia di persone commosse e molti ragazzini e amici, con le note di ‘Ogni volta’ di Vasco Rossi e ‘No One But You’ dei Queen. Applausi anche dalle tante persone rimaste fuori dalla struttura. Le telecamere sono rimaste fuori per desiderio della famiglia.
La mamma: “Ricordarli col sorriso”. “Ciao nanetti, non riesco ancora a realizzare che non potrò più vedervi, abbracciarvi, sentire la vostra voce che chiama ‘mamma’. Vi abbraccio e vi dico che andrà tutto bene, nonostante il male che vi è stato inferto”. È un passaggio della lunga lettera dedicata a Elena e Diego che la madre ha fatto leggere ad un’amica di famiglia al termine dei funerali a Gessate. “Sono stata fortunata ad essere la vostra mamma” e “chiedo a tutti di ricordarvi sorridendo non nelle lacrime, avrebbero preferito così”. “Mamma: quell’intercalare che sentivo nominare miliardi di volte al giorno e che ora non sentirò mai più”, scrive ancora Daniela nella lettera.
“La felicità è una scelta e voi avevate scelto di vivere sereni e felici nella vostra breve vita con i vostri caratteri differenti entrambi accomunati dal sorriso: Elena un vulcano portavi allegria in ogni luogo, Diego riflessivo e osservatore”. Sono stata fortunata ad essere la vostra mamma – prosegue Daniela – non sono sicuramente stata una mamma perfetta, come voi non siete stati figli perfetti, ma sono stata me stessa e voi, voi stessi. Voi innamorati perdutamente innamorati della vita e io di voi”. “Finché saprò ancora emozionarmi sentendo il vostro nome Elena e Diego, saprò che questa enorme violenza e ingiustizia non ha vinto. Mi mancherete tantissimo – si legge ancora nella lettera che prosegue – So che da ora in poi sarete al mio fianco, il vostro sorriso mi terrà compagnia nei momenti di paura”. “In questo ultimo saluto vi abbraccio e vi dico che andrà tutto bene, nonostante il male che vi è stato inferto – è la conclusione della lettera – Questa mostruosa esperienza mi sta insegnando che non importa quanto forti possiamo essere, tutti prima o poi abbiamo bisogno di un abbraccio”.
Il ricordo della loro professoressa. “Un’insegnante spera sempre di spalancare le porte verso il futuro dei suoi ragazzi e mai immagina di proseguire il cammino senza di loro. Non ci sarà giorno in cui entrando in classe non cercherò la mano alzata di Diego, la prima ad alzarsi per una domanda” e “gli occhi buoni di Elena, sempre sorridente, con il cuore grande: era l’alunna di cui ti puoi fidare”. Così una delle professoresse di Elena e Diego in una preghiera al termine della celebrazione. “Non ho una goccia di conforto per la vostra mamma – conclude la prof – la scuola, la vita non sarà come prima, mi mancherete, la vostra prof”. “Per voi ci sarò sempre: chiamatemi ancora ‘proffy’ con la y finale se no mi offendo, vi abbraccio e vi voglio bene – ha detto un altro insegnante dei ragazzi -. Ho un immenso bisogno delle vostre domande, mi avete dato entusiasmo anche nella surreale distanza dei pc”.
L’omelia del sacerdote “Gesù è pieno di compassione: vede il nostro dolore e si prende cura di noi, e oggi lo fa con estrema tenerezza risollevando Elena e Diego mentre li chiama a giocare e crescere in quel giardino stupendo che è il paradiso, che è il suo amore”, ha detto durante l’omelia don Matteo Galli, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Gessate, dove fratello e sorella facevano catechismo.
Il saluto dei compagni della Cambiaghese. Insegnanti, allenatori, amici: sono state diverse le lettere che al termine della funzione hanno ricordato i gemelli lette da voci commosse e spezzate dal pianto. “Dovresti vedere quante persone ci sono qui oggi, Diego: ti ricordi quella traversa in finale? Il tuo carisma sarà sempre in campo, d’ora in poi sarai il capitano di ogni nostra squadra. Non ci sono addii per noi, ovunque tu sia, ci vediamo al campo”, è stato l’ultimo saluto dei compagni della Cambiaghese.


