Claudio, 24 anni, studente universitario. Ucciso a colpi di pistola dal padre (strage di Sannicandro)
Sannicandro di Bari (Bari), 6 Maggio 2013
Titoli & Articoli
Omicidi suicidio di Sannicandro di Bari: il figlio ferito è in coma irreversibile (Today – 4 maggio 2013)
Claudio Piccolo, 24 anni, è stato ferito con un colpo alla testa dal padre, che si è poi suicidato dopo aver ucciso moglie e figlia. Al Policlinico di Bari via vai di amici e parenti del giovane
E’ in coma irreversibile Claudio Piccolo, di 24 anni, ferito alla testa con un colpo di arma da fuoco sparato dal padre che poi si è suicidato dopo aver ucciso, nella loro abitazione, a Sannicandro di Bari (Bari), la moglie e l’altra figlia di 19 anni. Lo rendono noto i medici del policlinico di Bari dove il ragazzo è ricoverato nel reparto di Rianimazione. Ad attendere notizie del ragazzo, davanti alla sala di rianimazione, c’è un folto gruppo di amici e parenti della vittima: tutti confermano che la famiglia Piccolo è, era “una famiglia tranquilla e benvoluta”. Claudio, a quanto riporta l’Ansa, era iscritto alla facoltà di Farmacia della Università di Bari e quindi avrebbe voluto lavorare nella farmacia di famiglia, di cui erano proprietari la madre e il nonno, Raffaele Chimienti, morto qualche anno fa.
INIZIATE PROCEDURE PER ACCERTAMENTO DELLA MORTE – Sono state avviate le procedure per l’accertamento della morte di Claudio Piccolo che si trova in coma irreversibile a causa di una ferita alla testa. Verso le 14 sono iniziate le procedure di osservazione da parte dei medici del Policlinico di Bari dell’attività celebrale che allo stato attuale è assente. Questa osservazione proseguirà fino alle 20 come prescrive la legge. Poi, se nel frattempo non dovesse riattivarsi, verrà dichiarato morto.
La strage di una famiglia normale, erano stati da un neurochirurgo (la Repubblica, 5 maggio 2013)
Gli investigatori sono al lavoro a Sannicandro, una città sotto choc, per l’omicidio-suicidio: alcune circostanze e il movente non s’incastrano perfettamente. E potrebbero anche cambiare gli orari
Saranno eseguite martedì le autopsie sui corpi di Michele Piccolo, 55 anni, sua moglie Maria Chimienti, anche lei 55 anni, e i loro figli Letizia, 19 anni e Claudio 24, l’intera famiglia coinvolta nella strage di Sannicandro di Bari in quello che per gli investigatori è un omicidio-suicidio. La Procura di Bari ha affidato gli incarichi per gli accertamenti autoptici, nell’ambito dell’indagine per omicidio plurimo a carico di ignoti, ai medici legali Vito Romano e Giancarlo Divella. L’autopsia sul corpo del figlio Claudio sarà eseguita in mattinata nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, dopo che il ragazzo è stato dichiarato formalmente morto alle 20 di sabato scorso, a 24 ore dalla strage. Sui corpi degli altri tre, invece, morti tra il primo pomeriggio di venerdì (le due donne) e le 22 (Michele Piccolo) le autopsie saranno eseguite a partire dal pomeriggio di martedì prossimo nell’ospedale di Acquaviva delle Fonti. In quella sede saranno anche seguiti gli esami tossicologici sul padre. All’uomo è stato anche fatto l’esame dello stub per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo che confermerebbero l’ipotesi che sia stato lui a sparare prima di suicidarsi.
Ciò che è emerso nelle ultime ore è che i coniugi Piccolo la scorsa settimana erano stati insieme a Bari per una visita specialistica da un noto neurochirurgo barese. La circostanza, riferita dal medico ai carabinieri che indagano sulla strage di Sannicandro, sarebbe confermata da un testimone che dice di avere visto la coppia, Michele Piccolo e Maria Chimienti verso le 17,30 mentre in automobile rientrava a Sannicandro. Se questi orari dovessero essere confermati dalle indagini, si dovrebbe posticipare il primo atto della strage, quello in cui Piccolo ha ucciso la moglie e la figlia Letizia mentre erano nelle loro rispettive camere da letto. Sarebbe avvenuto non nel primo pomeriggio (come un primo esame medico legale aveva ipotizzato) ma qualche ora più tardi, visto che alle 17.30 Maria Chimienti era ancora in vita insieme con il marito.
Eppure ciò che angoscia è che questa è la storia di una famiglia normale. O almeno così si ostinano a descriverla. E stentano, parenti, amici e semplici compaesani, a credere in quella che col passare delle ore sembra una strada forzata: «No, Michele non può aver ucciso la sua famiglia». Si affannano così a trovare una risposta unica per le molteplici incongruenze di una strage premeditata. Movente, circostanze, un puzzle che non si incastra.
Le tessere, le ultime 12 ore di vita della famiglia Piccolo, ricostruite da chi li ha visti, da chi ci ha parlato e spera oggi di trovare un indizio, sia pure impercettibile, della follia che si sarebbe consumata lucidamente. Venerdì mattina il vicesindaco di Sannicandro, Maria Chimienti, celebra un matrimonio in Comune, poi va a pranzo da sua madre, con suo marito, farmacista ad Acquaviva. Letizia è in farmacia con suo cugino, Claudio al centro estetico “Global Beauty Chimienti”, pochi metri più in là.
Maria e Michele Piccolo pranzano in fretta, poi corrono a Bari perché lui, il capo famiglia deve sottoporsi ad una infiltrazione per un problemino alla spalla che lo tormentava da un paio di mesi. Dopo tornano a Sannicandro per recuperare l’auto della donna e Letizia, che nel frattempo ha mangiato dalla nonna. I tre rientrano a casa, in via San Giovanni, ultimi passi di un percorso apparentemente normale. Maria cerca riposo e si infila a letto, Letizia nella sua stanza chatta su facebook.
La casa, una villa su un unico piano in fondo alla stradina e confinante con la campagna, è silenziosa. È a quel punto che si celebra il primo atto della tragedia (ma gli orari, appunto, potrebbero cambiare). Le donne vengono uccise, un colpo ciascuna e per entrambe alla testa. A sparare una calibro 38, lo stesso di una pistola regolarmente detenuta dal farmacista e che, alcune ore dopo, farà impazzire gli inquirenti nel tentativo di ritrovarla. Il pomeriggio scorre nell’incoscienza di chi ignora quel che è avvenuto nella villa di via San Giovanni. Un buco nero che difficilmente qualcuno riuscirà a colmare.
Sono circa le 20 quando Claudio, studente di farmacia e titolare del beauty center rientra a casa per cambiarsi, prima di uscire con la fidanzata Daniela e gli amici: apre il cancello elettrico con il telecomando e parcheggia all’interno. Ha con sé, forse nel borsone o nel portafogli, circa mille euro, l’incasso della farmacia. Di lui da quel momento in poi non si sa più nulla. Nessuno risponde più al telefono della villa, nelle ore successive.
Verso le 22 Michele incontra un amico a Sannicandro, gli porta delle medicine e poi sparisce ancora. Sono le 23 quando Daniela, ormai preoccupata, e il cugino di Claudio vanno in via San Giovanni per avere una risposta: la luce è staccata, villa e piscina sono buie, nessuno risponde. Qualcuno scavalca il muro di cinta e scopre i corpi. L’allarme, i vigili del fuoco per entrare a casa, i carabinieri, i fari alogeni e i curiosi. I morti in casa, Claudio portato via in ambulanza nel disperato tentativo di salvargli la vita. Suo padre è riverso col capo nella piscina, sua madre e sua sorella nei loro letti. I parenti che piangono e cercano una spiegazione razionale.
La notte scorre fra dolore e speranza, sempre più flebile, per Claudio che avrebbe compiuto 24 anni tra una settimana e che nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari viene dichiarato in coma irreversibile. È l’alba di una giornata di “come” e “perché”, un sabato da mare che la famiglia Piccolo avrebbe dovuto trascorrere organizzando la festa di Letizia, 20 anni di sorrisi e palloncini. Gli zii e i cugini si dividono fra Sannicandro e Bari, tra una villa piena di morte ed estranei, ed un corridoio asettico. Gli amici, la fidanzata Daniela sono fuori, sotto un albero che fronteggia il reparto nel quale Claudio di fatto non c’è già più. Alla ricerca di un filo che cancelli le incongruenze e l’inconcepibile spiegazione di una strage premeditata.
Strage in famiglia: domani funerali (La Provincia – 8 maggio 2013)
SANNICANDRO DI BARI (BARI), 8 MAG – Sarannocelebrati domani alle 16.30 nella Chiesa di Santa Maria Assunta,a Sannicandro, i funerali di Michele Piccolo, di sua moglieMaria Chimienti, vicesindaco del Comune di Sannicandro, e deiloro figli Letizia e Claudio, morti venerdì nella loro villa. Altermine delle autopsie, eseguite ieri nel Policlinico di Bari enell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, la Procura hadato il nulla osta, riconsegnando i corpi alle famiglie. Domanidichiarato lutto cittadino.
Strage di Sannicandro: “Il padre mentì a suo figlio per attirarlo a casa” (Today – 10 maggio 2013)
In una telefonata, Claudio chiamerebbe Michele Piccolo per sapere dove fosse la madre. Il padre gli dice che è in comune, ma in realtà l’ha già uccisa. La conferma arriva dalla fidanzata del giovane
I dubbi sono sempre meno. Il responsabile della strage di Sannicandro è lui: Michele Piccolo. A provare ulteriormente la colpevolezza dell’omicida suicida è una telefonata che il figlio Claudio gli avrebbe fatto, quel tragico 3 maggio, per sapere dove fosse la madre. Telefonata durante la quale il padre gli mentì.
LA BUGIA – “Mamma è al comune per un impegno istituzionale”. Questa la risposta di Michele Piccolo al figlio. In realtà, quel giorno, Maria Chimienti non arriva mai a palazzo di città, perchè uccisa nel pomeriggio, come confermato dall’autopsia. Quindi, dopo avere ucciso la moglie e la figlia, Letizia, il farmacista avrebbe parlato con il figlio fingendo che nulla fosse successo. A confermare l’esistenza delle telefonate sono i tabulati che gli inquirenti hanno acquisito. Invece, a testimoniare sul contenuto della chiamata è la fidanzata di Claudio, il quale ne aveva parlato con la ragazza poco prima di morire.
IL RITORNO A CASA – Finita la conversazione con il padre, infatti, Claudio Piccolo chiama la fidanza mentre è ancora ad Acquaviva delle Fonti, impegnato tra la farmacia e il beauty center di famiglia. Finito il lavoro, il giovane rientra in casa dove viene aggredito alle spalle e ferito mortalmente con un colpo alla nuca. Proprio da suo padre Michele.


