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Carlotta, 9 anni, e Daniela, 7. Uccise a coltellate dal padre

Porto Frailis, Arbatax (Nuoro, Ogliastra), 26 Agosto 2002


Titoli & Articoli

Uccide le due figlie e si suicida Aveva paura di perderle (la Repubblica – 27 agosto 2002)
ARBATAX (NUORO) – Carlotta, nove anni. Daniela, sette. Due vite spezzate, spente per sempre dalla follia di un padre disperato che le ha accoltellate a morte e poi si è ucciso per il timore di perderle. Luigi Locci, un insegnante di 46 anni, non tollerava l’ idea di separarsi dalla seconda moglie (la madre delle piccole vittime), dopo il divorzio dalla prima con cui aveva avuto altri due figli, un maschio e una femmina. Così ha maturato l’ idea della strage. Ha cominciato con Daniela, la più piccola: cinque coltellate al petto. Carlotta ha visto, ha urlato, ha cercato di scappare. Ma il padre l’ ha raggiunta: altri sette colpi. Poi, davanti ai due corpicini coperti di sangue nel salotto di casa, ha girato contro se stesso il grosso coltello da cucina e ha chiuso la partita: un fendente al cuore per farla finita.
Arbatax, piccola città sulla costa orientale della Sardegna. L’ omicidio-suicidio si consuma attorno all’ una del pomeriggio all’ interno di un residence a due passi dalla famosa cartiera, da pochi mesi rilevata da una società piemontese dopo anni di crisi, licenziamenti e fallimenti. A casa c’ è Luigi Locci, un insegnante di sostegno originario di Barisardo che lavora all’ Istituto agrario nella vicinissima Tortolì, un uomo che da vent’ anni fa l’ allenatore di basket e che nessuno indica come violento. Anzi chi lo conosce testimonia che con i bambini ci sa fare, ha moltissima pazienza, è stimato e benvoluto, soprattutto dai giovani. Con lui ci sono le due figliolette: poco prima è andato a prenderle dalla suocera dove da qualche tempo la seconda moglie era andata a vivere portandole con sé.
Il secondo matrimonio di Luigi Locci non funziona da tempo. Dopo il divorzio dalla prima moglie, che risale a una quindicina di anni fa (uno dei due figli avuti con lei l’ ha reso nonno da pochissimo) Locci ha sposato Pinuccia Lai, 39 anni, che lavora in un supermercato di Tortolì dove vende pane. Ora anche questa storia è al capolinea, tant’ è che i due stanno ultimando le pratiche per la separazione e frequentano assieme un corso al consultorio per imparare a gestire il distacco in modo da evitare traumi alle due figliolette. Ora, all’ una del pomeriggio, Daniela è straiata nel suo letto, forse per il sonnellino del dopopranzo. Carlotta sta nel salotto. E scatta la follia. Il primo obiettivo è Daniela, Luigi Locci si avventa su di lei con una ferocia difficile da comprendere: cinque fendenti al petto. Terrorizzata, Carlotta tenta di fuggire per trovare aiuto. Esce dal salotto, raggiunge il terrazzino ma il padre la cattura e la riporta dentro casa: ora tocca a lei. Sette coltellate. Poi il suicidio. I familiari forse sospettano qualcosa. Telefonano a casa, poi al cellulare di Luigi Locci. Nessuna risposta. Mimmo Lai, il cognato dell’ omicida, salta un muretto, raggiunte l’ appartamento e nel soggiorno si trova di fronte una scena atroce. La madre, Pinuccia Lai, si sente male quando i carabinieri la avvertono, con una pietosa bugia, che le figlie sono in ospedale. è lei ad essere ricoverata e sedata, e non sa ancora la verità. Sotto casa l’ auto del padre-killer è parcheggiata con i finestrini aperti, le figurine delle figlie sparpagliate sul sedile. (di Augusto Ditel)

 


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