Vincenzo Dongellini, 49 anni, lavoratore saltuario, già padre separato. Uccide la moglie a coltellate e tenta il suicidio
Bergamo, 18 Marzo 2026
Titoli & Articoli
Il femminicidio di Valentina Sarto, uccisa con sei-otto coltellate (Ansa – 19 marzo 2026)
Il marito non risponde ai pm. La mamma: ‘Scusa se non ti ho protetto’
Non ha voluto rispondere alle domande che gli hanno rivolto il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e il sostituto titolare del caso Antonio Mele il quarantanovenne Vincenzo Dongellini, che questa mattina è stato trasferito dall’ospedale in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie Valentina Sarto, 41 anni, ieri nella loro casa di Valtesse a Bergamo. L’uomo è difeso dall’avvocato Stefania Battistelli e nelle prossime ore sarà sentito anche dal gip. Domattina è invece in programma l’autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.
Dai primi rilievi della polizia scientifica, la donna sarebbe stata raggiunta tra le 6 e le 8 coltellate alla schiena e al collo. L’esame chiarirà anche l’ora esatta della morte, che dovrebbe risalire tra le 10 e le 11, dunque circa un’ora e mezza prima di quando Dongellini ha avvisato, dopo aver tentato a suo dire di togliersi la vita, la figlia di 22 anni che vive a Cremona. A casa, in via Pescaria, sono quindi intervenute le forze dell’ordine, che hanno dovuto sfondare la porta per entrare. Valentina Sarto era già morta, a terra nella loro stanza in un lago di sangue. Dongellini era rannicchiato di fianco e non ha opposto resistenza. È stato sentito dalla polizia anche Moris Panza, l’uomo con cui la donna aveva una relazione dallo scorso febbraio. L’uomo ha spiegato di aver più volte spinto Valentina a sporgere denuncia nel corso degli ultimi mesi e in particolare lo scorso sabato, quando l’aveva accompagnata dai carabinieri di Almenno San Salvatore “per avere un consiglio su come comportarci”. Lei però non era convinta e ha deciso di aspettare ancora una settimana, per vedere come sarebbero andate le cose.
Anche Lia Ventura, la mamma di Valentina, originaria di Bologna, ha ricordato la figlia con un post sui social: “Avevi 41 anni e lui ti ha tolto la vita senza pietà ti ha portato via da me e da chi ti amava veramente” ha scritto. “Amore mio – prosegue -, la mamma ti penserà sempre e ti porterò con me nel cuore e un giorno ci rivedremo e potremmo abbracciarci come facevamo quando stavamo insieme. Ti amo, amore di mamma, scusami se non sono riuscita a proteggerti da lui e a portarti via e portarti qui da me ti amo e mi manchi tantissimo”. Questa sera fuori dalla casa in cui è avvenuto il femminicidio si è tenuto un momento di commemorazione ed è stato mostrato uno striscione con la scritta: ‘La violenza sulle donne non ha mai scusanti’. Presenti diversi residenti della zona, numerose donne e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali. Per domani sera, alle 20.30, è invece stata organizzata dal Comune di Bergamo e dalla Rete interistituzionale antiviolenza Bergamo-Dalmine, una fiaccolata che partirà sempre dalla casa di Valentina Sarto per raggiungere il piazzale dello stadio dell’Atalanta. Il Comune ha invitato la cittadinanza a partecipare e le associazioni del territorio ad aderire “per testimoniare insieme una presenza condivisa e un impegno che deve essere quotidiano”.
Uccisa a Bergamo, il nuovo compagno: “Il marito sapeva di noi, la minacciava” (TgCom – 19 marzo 2026)
Intanto, Vincenzo Dongellini è stato dimesso dall’ospedale e portato in carcere
Il nuovo compagno della donna uccisa a Bergamo, Valentina Sarto, per la cui morte è stato arrestato il marito Vincenzo Dongellini, ha spiegato che quest’ultimo sapeva che lei “si era innamorata di un altro uomo”, “glielo aveva detto”. Lo riporta l’edizione di Bergamo del Corriere della Sera. “Ho i messaggi vocali che mi mandava. Le avevo detto di registrare tutto quando lui si arrabbiava. Ci sono anche i messaggi di minacce che lui le ha mandato negli ultimi tre mesi“, ha aggiunto Moris Panza, questo il nome dell’uomo, che è di Almenno San Bartolomeo (Bergamo). “Sono un tifoso atalantino e frequentavo il Baretto vicino allo stadio dove lei lavorava, ci siamo conosciuti così. Abbiamo cominciato ad avere una storia agli inizi di febbraio. Lui lo sapeva. E del resto passavamo molto tempo insieme, a volte dormiva da me”, ha proseguito l’uomo. Tuttavia, tra Sarto e Dongellini non ci sarebbe stata una separazione in corso: “Lei non andava via di casa perché lui la minacciava”, anche se la donna “diceva sempre: ‘So come tenerlo tranquillo’“.
Panza ha detto che Dongellini “era gelosissimo”. Gelosia che sarebbe iniziata dopo il matrimonio, avvenuto a maggio. “Era cominciata con una discussione molto pesante sul fatto che lei voleva iscriversi in palestra. Lui prima aveva detto che non c’erano problemi, ma poi si era scatenato con insulti pesanti”. Sempre stando al Corriere, la donna avrebbe subito violenze fisiche in due occasioni. “La prima volta che è arrivata con i segni sul collo le ho detto di non tornare più a casa. Le ho ripetuto mille volte di venire a stare da me o almeno dalla sua amica di Seriate”, ha sottolineato Panza.
“Sabato mattina siamo andati dai carabinieri di Almenno a chiedere informazioni, mi hanno spiegato che io non potevo sporgere la denuncia e che lei lo avrebbe dovuto fare a Bergamo. Valentina ha risposto: ‘Aspetto una settimana poi vediamo, se va avanti così esco di casa e lo denuncio’. L’ultima volta l’ho vista mercoledì sera ed era tranquilla, non aveva paura”, ha concluso il nuovo compagno della donna.
Intanto, Dongellini è stato dimesso dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Attualmente disoccupato e con qualche precedente per truffa risalente a diversi anni fa, l’uomo è stato trasferito nel carcere di via Gleno a Bergamo, dove è rinchiuso con l’accusa di omicidio. Dopo che avrebbe accoltellato la moglie – con la quale era sposato dal 24 maggio del 2025, anche se la coppia stava assieme da oltre dieci anni – Dongellini si sarebbe provocato delle ferite superficiali alle braccia, a suo dire con l’intenzione di farla finita. Avrebbe, sempre stando a quanto riferito ai soccorritori dallo stesso uomo, anche ingerito della candeggina. Nelle prossime ore, sarà interrogato dal sostituto procuratore che coordina le indagini, Antonio Mele, e poi anche dal gip.


