Tariq El Mefedel, 46 anni. Denunciato e sottoposto a divieto di avvicinamento, lo viola ripetutamente ma non viene arrestato. Aspetta la ex sotto casa e la uccide a coltellate, poi tenta la fuga ma viene catturato
Foggia, 7 Agosto 2025
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46enne uccisa dall’ex a Foggia, l’uomo fermato: lei lo aveva denunciato (La Presse – 8 agosto 2025)
L’uomo bloccato a Roma. La vittima si era rivolta a un centro anti-violenza
E’ stato bloccato dai carabinieri a Roma, dopo un breve inseguimento a piedi e con i vestiti ancora sporchi, probabilmente di sangue, Tariq Ei Mefedel, l’uomo 46enne di origini marocchine indiziato di aver ucciso la sua ex compagna a Foggia. L’aggressione è avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, in un vicolo del centro, non lontano dall’abitazione della vittima, Hayat Fatimi, 46 anni anche lei. La donna aveva 46 anni e lavorava come cuoca in un ristorante.
A dare l’allarme alla Polizia alcuni residenti della zona che l’hanno sentita urlare. Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile si sono subito concentrate sull’ex compagno della 46enne. A maggio, infatti, Fatimi aveva denunciato l’ex per violenza e maltrattamenti, facendo così scattare la procedura d’urgenza prevista dalla normativa del ‘Codice rosso’. Nonostante la misura cautelare emessa nei suoi confronti, all’uomo, senza fissa dimora, non era però stato possibile applicare il braccialetto elettronico.
L’uomo si era da subito mostrato violento. A convincere la 46enne a denunciarlo erano state le operatrici del centro antiviolenza Telefono Donna alle quali la vittima, già a fine aprile, aveva chiesto aiuto, raccontando che, nonostante la sua decisione di interrompere la relazione, l’ex continuava a seguirla e importunarla. Il rapporto tra i due connazionali era durato solo pochi mesi: l’uomo si era fin da subito mostrato violento, motivo per cui la 46enne aveva deciso di allontanarlo. Il centro gestito dall’associazione Impegno Donna aveva preso in carico la donna, inviando all’autorità giudiziaria una valutazione del rischio con alta probabilità di femminicidio. L’ultimo contatto con Fatimi era stato il 23 luglio, data in cui, secondo quanto riferito dalla donna, nessun provvedimento era ancora stato preso nei confronti dell’ex.
Telefono Donna: “Femminicidio annunciato”. “Siamo basite e scioccate, tutto ciò è destabilizzante per un centro antiviolenza. Per noi sì, è l’ennesimo femminicidio annunciato”, ha commentato la coordinatrice Francesca Vetera. “La signora era una gran lavoratrice, che ha avuto il coraggio di denunciare il suo carnefice. Fin da subito si era accorta di trovarsi in una relazione tossica. Ma questo non è servito a salvarla”, ha aggiunto.
Per la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo “il tragico omicidio avvenuto nella scorsa notte è una sconfitta dolorosa per ognuna e ognuno di noi, anche perché la vittima aveva chiesto tutela e protezione per avere garantita la sua incolumità, ed era stata formulata dal Cav interessato anche una valutazione di alto rischio di femminicidio”. Il Comune metterà in atto “azioni chiare e ferme per ricordare le vittime di violenza e sensibilizzare sempre più cittadinanza ed Istituzioni su questa drammatica emergenza”, l’impegno della prima cittadina.
Foggia, il femminicidio di Fatimi Hayat finisce in Parlamento: «Bisogna fare luce sulle responsabilità» (la Gazzetta del Mezzogiorno – 9 agosto 2025)
Chiesta l’interrogazione al ministro Nordio: «Con ogni evidenza sono stati commessi errori e omissioni che si sono rivelati fatali»
Foggia, il femminicidio di Fatimi Hayat finisce in Parlamento: «Bisogna fare luce sulle responsabilità»
Si chiama Tariq El Mefedel e ha 46 anni il marocchino, con regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale ma senza fissa dimora, il presunto autore del femminicidio dell’ex compagna Fatimi Hayat, sua connazionale e coetanea, assassinata a coltellate intorno all’una di notte del 7 agosto davanti alla sua abitazione in pieno centro storico a Foggia.
L’uomo è stato catturato dopo un inseguimento in piazza della Croce Rossa a Roma dai carabinieri dopo l’alert lanciato dalla Polfer. Attualmente l’uomo è a Roma dove il gip, competente per territorio, provvederà al fermo di indiziato di delitto, trasmettendo poi gli atti alla procura di Foggia. L’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni stabilirà quante coltellate sono state inferte alla donna.
Al vaglio degli investigatori la dinamica del delitto avvenuto a pochi passi dalla sua abitazione di rientro, con ogni probabilità, dal lavoro come cuoca in un ristorante. La donna, accortasi della presenza dell’uomo, ha telefonato alla polizia, intervenuta in pochi attimi, ma la 46enne era già riversa sull’asfalto in un lago di sangue.
Intanto l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino per la giornata in cui si svolgeranno i funerali della donna. La decisione è stata assunta – dicono dall’amministrazione – per testimoniare il sentimento di vicinanza di tutta la città che è rimasta costernata per la brutalità di una violenza, purtroppo, sempre più frequente nel nostro Paese. Nella giornata dei funerali è prevista l’esposizione della bandiera della Città di Foggia a mezz’asta nelle sedi comunali e un minuto di raccoglimento alle ore 12 in tutti i luoghi di lavoro.
Il caso del femminicidio di Foggia finisce intanto in Parlamento. «Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia Carlo Nordio per fare luce sulle responsabilità degli omessi controlli nei confronti del 46enne marocchino che a Foggia ha ucciso una sua connazionale che lo aveva denunciato per minacce e violenze. Alla denuncia avrebbe dovuto fare seguito la rigorosa applicazione del codice rosso ma con ogni evidenza sono stati commessi errori e omissioni che si sono rivelati fatali. Fatima si era fidata della giustizia e aveva denunciato alle autorità gli abusi subiti dal suo ex compagno, ma la giustizia non l’ha protetta. E’ doveroso indagare cosa non abbia funzionato e di chi siano le responsabilità. L’uomo si era reso irreperibile, era sfuggito alla misura cautelare e non indossava il braccialetto elettronico. Ho chiesto pertanto al Ministro Nordio di disporre tutti gli accertamenti che riterrà utili per individuale eventuali responsabilità o negligenze che hanno portato alla tragica fine di Fatima», ha dichiarato Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della commissione bicamerale contro la violenza sulle donne. Alla memoria di Hayat anche una lettera della sorella di Franca Marasco, la tabaccaia uccisa durante una rapina a settembre del 2023.

