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Stefano Argentino, 26 anni, studente universitario. Aggredisce e accoltella una collega di corso che molestava da due anni. Suicida in carcere prima dell’inizio del processo

Messina, 31 Marzo 2025


Titoli & Articoli

L’omicidio di Sara Campanella, Argentino davanti al giudice: “Sono stato io ma non so perché” (Messina Today – 2 aprile 2025)
Nelle due ore di interrogatorio il 26enne ha ammesso il delitto senza fornire altre spiegazioni. Silenzio anche su possibili complicità e arma utilizzata. Credeva che le sue attenzioni fossero ricambiate
Lucido e frastornato da quanto accaduto. Così Stefano Argentino, indiziato di aver ucciso Sara Campanella, si è presentato all’interrogatorio di rito per l’udienza di convalida del fermo. Un incontro durato due ore in cui il 26enne ha ammesso di aver commesso il fatto senza però spiegare le motivazioni. A ricostruire l’interrogatorio è stato l’avvocato Raffaele Leone che ha assistito Argentino pur confermando la decisione di non accettare il mandato affidatogli dalla famiglia. Il legale si è soffermato con i giornalisti all’uscita del carcere di Gazzi.
“Ha confermato il delitto, ma non ha fornito spiegazioni sulle motivazioni. È il classico femminicidio – ha detto il legale – si è reso conto ed ora si trova in uno stato di profonda prostazione. Non ho elementi per parlare di pentimento, né ha chiesto scusa per quanto commesso. Ha ammesso di aver mostrato interesse per Sara e pensava di essere ricambiato. Ha parlato a lungo del rapporto con Sara, convinto che l’interesse fosse reciproco. Ha lasciato capire che tutto è degenerato dopo una discussione senza però raccontare altri particolari”.
La Procura sta ancora indagando anche per identificare eventuali complici che potrebbero aver aiutato Argentino a raggiungere Noto poco dopo il delitto. Ma il ragazzo non ha fornito alcun particolare al giudice né ha spiegato dove ha nascosto il coltello e perché quella mattina aveva deciso di andare a lezione armato. Intanto venerdì pomeriggio verrà eseguita l’autopsia sul corpo della 22enne studentessa di Misilmeri. La Procura ha conferito l’incarico alla dottoressa Elvira Ventura Spagnolo. Sara, così come ricostruito dagli investigatori, è stata colpita da almeno tre fendenti al collo e alla spalla. Fatale la ferita alla gola che ha provocato una grave emorragia. (di Andrea Castorina)

Morte di Sara Campanella, la mamma dell’omicida: “Ho aiutato Stefano, voleva suicidarsi” (Rai News – 5 aprile 2025)
La donna ha riferito agli inquirenti di essere andata a Messina a prendere il figlio, Stefano Argentino, che le aveva telefonato senza però dirle dell’aggressione mortale
“Ho aiutato mio figlio perché si voleva uccidere”. Daniela Santoro, madre di Stefano Argentino, ammette di avere dato una mano al figlio, che al telefono non le aveva però confessato di avere ucciso Sara Campanella. In quella telefonata alla madre, fatta lunedì pomeriggio, Argentino le dice “di essere disperato, di avere fallito” e parla della sua “incapacità di provare sentimenti”. Una conversazione avvenuta quando la 22enne era già morta, uccisa con cinque coltellate, alla schiena e al collo. Una, quella mortale, alla giugulare, un’altra le aveva perforato anche un polmone.
Daniela Santoro riceve la chiamata del figlio mentre “stavo andando ad Avola in auto”. “Ho deciso di partire per Messina per andare a prenderlo. Del delitto, al telefono, non mi ha detto nulla”, ha dichiarato ai carabinieri sottolineando che il figlio era disperato e minacciava di uccidersi. “Sono rimasta sconvolta e gli ho chiesto il perché, lui mi ha parlato di un fallimento della sua vita”.
Arrivata in auto a Messina insieme al marito, ha trovato Stefano che, poco prima col cellulare, le aveva mandato la sua posizione. Per tutto il viaggio la donna è stata al cellulare col figlio temendo potesse farla finita e cercando di rassicurarlo. “Non sapevo ancora quello che aveva fatto”, ha detto ai militari. Salito in auto, Stefano si è messo il cappuccio del giaccone sulla testa e, zuppo di pioggia, ha appoggiato la testa sul sedile, restando in silenzio. Più volte la madre avrebbe chiesto cosa era accaduto.
La coppia ha deciso di portare il ragazzo nel b&b di famiglia, in quel momento vuoto, per non fare preoccupare l’altro figlio, che sta vivendo un periodo di fragilità. Stefano ha confessato il delitto ai genitori poco prima di arrivare a destinazione. Sconvolta la madre ha scritto un biglietto, poi trovato dai carabinieri, destinato all’altro figlio per giustificare che non sarebbe tornata a casa.
Gli inquirenti da subito hanno avuto la certezza che il ragazzo sia stato aiutato. E subito il gip si è spinto a ipotizzare un ruolo della madre nel tentativo del giovane di far perdere le proprie tracce. Ora, con le dichiarazioni della donna, sarà più facile ricostruire le 6 ore trascorse tra il delitto e la cattura dello studente, scappato con l’arma per nascondersi nella casa vacanza dei genitori a Noto. Il femminicidio è avvenuto alle 17.15 e Stefano è stato preso dai carabinieri dopo le 23. Da subito, gli accertamenti hanno puntato sul ruolo di una persona che il ragazzo aveva chiamato per chiedere aiuto. Argentino a Messina non ha un’auto ed è difficile ipotizzare che con gli abiti sporchi di sangue abbia tentato di prendere un qualsiasi altro mezzo.
I carabinieri di Messina hanno trovato un coltello non molto distante dal luogo in cui è stata uccisa Sara ma dubitano che sia l’arma del delitto. Sembra, invece, più probabile che l’assassino abbia usato un taglierino o un bisturi, oggetti che gli investigatori stanno ancora cercando.
La salma di Sara sarà restituita alla famiglia domani e portata a Portella di Mare, frazione di Misilmeri (Palermo) in cui la studentessa viveva. Domenica a partire dalle 10.30, per tutto il giorno e la notte, sarà allestita la camera ardente aperta ai cittadini nella chiesa delle Anime Sante in piazza Comitato. Lunedì alle 10.30, nella chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri, sarà celebrato il funerale presieduto dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Per lunedì il sindaco Rosario Rizzolo ha proclamato il lutto cittadino con l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali. È durata qualche minuto l’agonia di Sara. L’esame autoptico che si è svolto nel pomeriggio ha accertato che la ragazza ha ricevuto 5 coltellate tra schiena e collo, una delle quali letale alla giugulare. Un’altra ha perforato il polmone.
Stefano Argentino ha confessato dopo circa due ore di interrogatorio di garanzia. Ai pm ha raccontato di aver avvicinato la vittima, il giorno del delitto, per avere notizie su un’operazione a cui si era sottoposta e per capire perché non avesse riposto a un messaggio che lui le aveva mandato a gennaio. Poi ha aggiunto che Sara, come era capitato in passato, si era mostrata fredda e indifferente. Dell’aggressione non ha voluto parlare, limitandosi a dire di essere fuggito perché non sapeva cosa fare.
Centinaia di persone hanno partecipato a Messina alla Fiaccolata per Sara Campanella. L’iniziativa, organizzata dall’Università peloritana, ha coinvolto sia la comunità accademica che i cittadini scossi da questi ennesimo femminicidio. Un momento di riflessione iniziato nell’atrio del Rettorato e che poi si è spostato fino in piazza dell’Unione Europea, sede del Municipio.
“Sara Campanella riceverà la laurea alla memoria”, ha detto la rettrice Giovanna Spatari, da sempre molto attenta e sensibile alla lotta contro la violenza sulle donne, “Oggi ho fatto questa promessa alla madre. Noi come ateneo dobbiamo spingere i giovani a comprendere il pericolo e denunciarlo in tempo”. Ci sono diversi video, di diversi esercizi commerciali, che hanno immortalato gli ultimi istanti di vita di Sara  Campanella. Come emerge dal provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Messina, la ragazza, uccisa dal collega di corso, Stefano Argentino, lunedì pomeriggio all’uscita dall’università, è stata  seguita dal giovane che l’ha fermata nei pressi del B&b Il  Quadrifoglio.
Sarebbe stato aiutato da  “terze persone” nella fuga, secondo quanto scrivono i magistrati della Procura di  Messina nel provvedimento di fermo. Dopo avere accoltellato Sara, il ragazzo ha raggiunto Noto e si è rifugiato in un b&b riferibile alla madre. “Si è agevolmente dato alla fuga nelle immediatezze dei fatti potendo contare sull’appoggio di soggetti terzi, in via di identificazione, per far perdere le proprie tracce”, scrive la  Procura. “Le successive immagini estrapolate- scrivono i pm –  inquadrano i due ragazzi all’altezza del rifornimento Q8, che prima svaniscono dietro il gabbiotto per poi ricomparire sul via Gazzi”. I due “sembrano discutere e Sara si allontana in direzione mare, in questo frangente Argentino con uno scatto la raggiunge, afferrandola da dietro. Sara tenta di divincolarsi per poi essere nuovamente raggiunta e quindi colpita. Sara Campanella riuscirà a percorrere pochi metri per poi accasciarsi nel luogo dove verrà rinvenuta”.

Suicida in carcere Stefano Argentino, uccise Sara Campanella (Rai News – 7 agosto 2025)
Si è tolto la vita in cella il femminicida di Sara Campanella, che uccise a coltellate in strada a Messina il 31 marzo dopo mesi di stalking. Aveva già provato il suicidio, il suo avvocato: “Colpa dello Stato”
Si è tolto la vita in carcere Stefano Argentino, 27 anni, il femminicida di Sara Campanella, la ragazza uccisa a coltellate in strada a Messina il 31 marzo scorso dopo mesi di stalking.  Da quindici giorni non era più in regime di “attenta sorveglianza”, cui era stato sottoposto per aver già manifestato l’intenzione di togliersi la vita, ma in una cella con altri due detenuti. Era anche tornato a mangiare, dopo un periodo in cui aveva rifiutato il cibo. Il 10 settembre si sarebbe dovuta tenere la prima udienza del processo. “È il triste, drammatico epilogo di una storia di cui si supponeva già il finale. L’unica responsabilità è da attribuire allo Stato”, accusa il suo avvocato, che inutilmente aveva chiesto una perizia psichiatrica.

 


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