Lorenzo Innocenti, 37 anni, architetto, padre. Uccide la moglie con 24 coltellate e si lancia dalla finestra (ma non muore). In attesa che una periza stabilisca se è socialmente pericoloso, gira liberamente e pubblica post sui social
Rufina (Firenze), 8 Febbraio 2025
Titoli & Articoli
Eleonora Guidi uccisa con 24 coltellate: mistero su movente del compagno (Comnicazione italiana – 10 febbraio 2025)
Sono state 24 le coltellate inferte sul corpo di Eleonora Guidi, 34 anni, uccisa dal suo compagno Lorenzo Innocenti, 37 anni, architetto, sabato scorso nella loro casa di Rufina, in provincia di Firenze, dove vivevano insieme al figlio di un anno e mezzo, ora affidato ai nonni. E’ quanto è emerso dall’autopsia, effettuata oggi all’istituto di medicina legale del policlinico fiorentino di Careggi. La donna è stata colpita alla schiena, sul collo e sul petto. Dopo l’esame autoptico la procura ha disposto la restituzione della salma alla famiglia. Il cadavere della 34enne, che lavorava in un’azienda della zona, è stato trovato sabato mattina nella sua casa di Rufina nel Fiorentino. Dopo l’omicidio il compagno si è buttato da una finestra del secondo piano dello stabile, riportando gravi lesioni. Ora è ricoverato all’ospedale Careggi. A dare l’allarme ai carabinieri sono stati i sanitari del 118, intervenuti sul posto per soccorrere l’uomo, che si era buttato dalla finestra dell’appartamento in via Cesare Pavese, facendo un volo di circa sei metri. Sul caso indagano i carabinieri.
Eleonora Guidi uccisa con 24 coltellate: scatta l’arresto per il compagno Lorenzo Innocenti (Today – 25 marzo 2025)
Per l’architetto di 37 anni, che dopo il delitto commesso lo scorso 8 febbraio a Rufina (Firenze) aveva tentato il suicidio, sono stati disposti gli arresti domiciliari “per il pericolo di reiterazione del reato”
Dopo un lungo ricovero in ospedale, adesso sono scattati gli arresti domiciliari per Lorenzo Innocenti, il 37enne che aveva tentato il suicidio dopo aver ucciso con 24 coltellate la compagna, Eleonora Guidi. Dopo il delitto, avvenuto lo scorso 8 febbraio a Rufina, in provincia di Firenze, l’architetto era stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Careggi. Nella giornata di ieri, lunedì 24 marzo, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze e della compagnia di Pontassieve hanno disposto il ricovero coatto del 37enne.
L’omicidio di Eleonora Guidi e il tentato suicidio. Come detto, dopo aver brutalmente ucciso la 34enne, l’uomo aveva tentato di togliersi la vita lanciandosi da un terrazzo, riportando gravissime lesioni. La misura cautelare è stata disposta da giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, su richiesta della stessa Procura della Repubblica che sin dalle prima fasi ha coordinato l’intera attività investigativa. “Il provvedimento cautelare – spiega un comunicato dei carabinieri -, si è reso necessario in seguito al progressivo miglioramento delle condizioni di salute del 37enne e per il pericolo di reiterazione del reato, sebbene lo stesso debba continuare a ricevere specifiche cure sanitarie e riabilitative, che hanno reso necessaria l’applicazione della peculiare misura presso idonea struttura sanitaria”.
Nell’appartamento alla periferia di Rufina al momento del delitto era presente anche il bambino della coppia di nemmeno due anni, nato nel luglio 2023. Ora il bimbo è stato affidato ai nonni. La coppia viveva in una palazzina dove abitano anche i genitori del 37enne. A dare l’allarme ai carabinieri poco prima delle ore 7 dell’8 febbraio erano stati proprio i familiari di Innocenti. Quando entrarono in casa dell’uomo, i sanitari del 118 trovarono il corpo della compagna martoriato dalle coltellate. Il compagno, invece, giaceva sull’asfalto davanti alla casa in via Cesare Pavese, dopo aver fatto un volo di circa sei metri dal terrazzo.
Uccise la compagna in casa. Dubbi sulla misura di sicurezza: “Non dovrebbe stare in psichiatria” (La Nazione – 6 ottobre 2025)
Lorenzo Innocenti è nel reparto di Ponte a Niccheri su disposizione del gip, libero di muoversi e ricevere visite. La famiglia di Eleonora Guidi: “Per i medici non ha patologie”. Il sindaco di Rufina: “Chiederò un incontro con il pm”.
Sono passati otto mesi da quando Lorenzo Innocenti, architetto 37enne di Rufina, ha ucciso la compagna Eleonora Guidi con 24 coltellate. Era l’otto febbraio, un sabato mattina qualunque presto trasformatosi in un incubo per le due famiglie e la piccola comunità. La stessa che oggi incontra Lorenzo Innocenti tra i corridoi dell’ospedale di Ponte a Niccheri. Il 37enne, che dopo aver colpito a morte la compagna ha tentato il suicidio gettandosi dal secondo piano della palazzina, è ricoverato da agosto nel reparto di psichiatria, da quando il gip Alessandro Moneti ha disposto per lui la misura di sicurezza in attesa di una seconda perizia che dovrebbe avvenire a novembre, alla scadenza dei sei mesi previsti.
È di fine maggio, infatti, la prima valutazione dei periti Rolando Paterniti e Antonella Notarelli che gli hanno diagnosticato un ‘deficit cognitivo’ e un’alterazione della memoria, per i quali Innocenti è stato definito per ora incapace di affrontare un processo. La caduta di sette metri gli ha provocato gravi conseguenze alla testa, per le quali è rimasto a lungo ricoverato al Careggi e poi al Don Gnocchi. Poi l’improvviso miglioramento fisico, ma per due volte alle domande del gip non ha saputo rispondere. Di quel giorno non ricorda nulla. Da qui la misura di sicurezza provvisoria in psichiatria, perché ritenuto tuttora pericoloso, sotto le cure e la custodia del personale sanitario. E’ quindi libero di girare all’interno del perimetro dell’ospedale, nonché ricevere visite. Le amiche di Eleonora giurano di vederlo spesso online sui social. La misura d’altronde non lo vieta. Eppure questo sorprende la comunità, a tal punto che il sindaco di Rufina, Daniele Venturi, sentitosi chiamato in causa dai suoi concittadini, chiederà “un incontro con la Procura e il tribunale perché voglio capire come stanno le cose”.
Ma è soprattutto la famiglia di Eleonora Guidi ad essere turbata. E lo è anche alla luce delle perplessità che lo stesso reparto avrebbe sollevato al giudice, sulla permanenza di Innocenti in psichiatria pur non avendo bisogno di terapie specifiche.
“Numerosi cittadini ci hanno avvisati di averlo visto muoversi liberamente a Ponte a Niccheri. Queste segnalazioni, di sconcerto e di timore, sono state riferite sia al sindaco che al pubblico ministero – è lo sfogo della famiglia, seguita dagli avvocati Jacopo Piccioli e Mario Taddeucci Sassolini -. Risulta, inoltre, che secondo i medici del reparto Innocenti non è affetto da una patologia psichiatrica che ne giustifichi la permanenza in struttura, che è a tutti gli effetti “a porte aperte” e quindi inadeguata a garantire la misura di sicurezza. La preoccupazione che il responsabile di un crimine cosi violento possa muoversi liberamente è tale che riteniamo doveroso un chiarimento da parte dell’Autorità Giudiziaria”. Non ha dubbi, invece, l’avvocato Patrizio Fioravanti, che difende Innocenti: “Una misura di sicurezza non è detentiva – ricorda – Innocenti rispetta l’obbligo giuridico e le regole dell’ospedale. Il ricovero è necessario per le sue condizioni cliniche”. (di Teresa Scarcella)
Il femminicidio della Rufina, processo a rischio dopo la perizia: “Non ricorda quello che ha fatto” (La Nazione – 6 giugno 2025)
Il 5 giugno l’incidente probatorio per l’architetto 37enne: le sue condizioni saranno rivalutate tra alcuni mesi. Durante i colloqui ha detto di non sapere cosa sia successo e di essere ricoverato per un incidente sugli sci
Quando gli è stato detto dai due periti nominati dalla procura di Firenze che la compagna Eleonora Guidi è morta ed è stata lui a ucciderla, Lorenzo Innocenti ha manifestato smarrimento e incredulità. Ma nessuna partecipazione emotiva. “Mi dispiace”, ha ripetuto più volte. Non sa come, né il perché. I ricordi di quell’8 febbraio scorso, quando nella sua abitazione di via Cesare Pavese a Rufina ha ucciso con 24 coltellate la compagna e madre di suo figlio, Eleonora Guidi, e poi ha tentato il suicidio gettandosi dal balcone al secondo piano della palazzina, sono annebbiati. Non ha coscienza, e tantomeno percezione, della gravità dei suoi gesti. Riguardo al motivo dell’attuale ricovero riferisce: “Mi avranno fatto l’operazione per l’incidente sugli sci”. Mentre su tutto il resto, confusamente, chiosa: “Mi dispiace, mi sembra strano… Non sono il tipo che fa queste cose… Non ricordo niente di questi fatti”.
“Deficit cognitivi” e una “marcata espressione delle emozioni”, che secondo i periti Rolando Paterniti e Antonella Notarelli gli impediscono (momentaneamente) di stare in giudizio. È quantoribadito anche ieri durante l’incidente probatorio di fronte al giudice Alessandro Moneti, al pm titolare dell’indagine, Ornella Galeotti, e gli avvocati Patrizio Fioravanti (che assiste Innocenti), Jacopo Piccioli e Mario Taddeucci Sassolini (che assistono i familiari della vittima). Durante l’udienza sono stati illustrati i risultati dei colloqui avuti con Innocenti, attualmente ricoverato al Don Gnocchi, evidenziando come “la sfera cognitiva” del 37enne architetto “risulta alterata nelle aree della memoria e della programmazione delle proprie azioni e dell’anticipazione delle loro probabili conseguenze”.
Per questi motivi, i due psichiatri – accompagnanti in entrambi gli incontri dal consulente di parte, il dottor Franco Scarpa – hanno decretato che ad oggi per lui non è “possibile partecipare attivamente al processo a suo carico”. Lasciando però intendere che ci sarà bisogno di una “rivalutazione delle condizioni psicopatologighe” tra alcuni mesi. Considerando il miglioramento conseguito nel corso dei mesi e raggiunto anche senza assumere la terapia farmacologica consigliata (che fin dall’inizio Innocenti ha rifiutato).
Tutto rimandato. Anche la decisione del giudice Moneti, che ieri si è riservato e, nei prossimi giorni, deciderà se il 37enne è in grado o meno di stare davanti alla sbarra. Altro nodo spinoso quello delle misure cautelari. Oggi su Innocenti non pende nessun provvedimento di sicurezza, ma visto il recupero delle condizioni fisiche (ora è autonomo nelle attività quotidiane), le dimissioni dal Don Gnocchi non sembrano essere così lontane. Gli arresti domiciliari non sono ipotizzabili: la procura cerca una struttura in grado di sorvegliarlo e tutelare la sua salute.
Eleonora, uccisa dal compagno. “L’omicida di mia sorella è libero di circolare in ospedale, prendere un caffè, incontrare persone” (La Nazione – 3 dicembre 2025)
Davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze il presidio silenzioso con striscioni e cartelloni per chiedere giustizia per Eleonora Guidi accoltellata a morte da Lorenzo Innocenti a Rufina dieci mesi fa
Un presidio silenzioso con striscioni e cartelli davanti al palazzo di Giustizia di Firenze per ricordare Eleonora Guidi, uccisa dal compagno Lorenzo Innocenti nel loro appartamento a Rufina la mattina dell’8 febbraio. “A dieci mesi da quel maledetto giorno ci sentiamo abbandonati dallo Stato – dice Elisabetta Guidi, sorella della vittima – L’omicida di mia sorella è libero di circolare in ospedale, prendere un caffè, incontrare persone e scrivere post sui social”.
Il procedimento attualmente è sospeso in attesa dell’esito di una nuova perizia psichiatrica che dovrà accertare non solo se l’indagato è capace di partecipare scientemente al processo ma anche se sia socialmente pericoloso e se, al momento del fatto, fosse capace di intendere e volere. L’esame, affidato allo psichiatra Rolando Paterniti, al medico legale Beatrice De Fraia e alla neurologa Antonella Notarelli, inizierà sabato prossimo. Poi il 5 febbraio 2026 gip Alessandro Moneti stabilirà la sorte giudiziaria di Innocenti.
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In memoria di
“È uno scandalo” la sorella di Eleonora Guidi uccisa con 24 coltellate. Il femminicida Lorenzo Innocenti è libero (Il Fatto Quotidiano – 10 marzo 2026)
Dopo il tentato suicidio l’uomo presenta amnesie, deficit del linguaggio e difficoltà nel ragionamento. Secondo i periti del gip quindi non è nelle condizioni di partecipare al processo
Uccise la fidanzata con 24 coltellate, ma oggi è libero. Lorenzo Innocenti, l’architetto che l’8 febbraio 2025 uccise la compagna EleonoraGuidi a Rufina (provincia di Firenze), al momento non è nelle condizioni di partecipare al processo e non è socialmente pericoloso. L’assassino – dopo il femminicidio con in casa anche il figlio che all’epoca aveva nemmeno due anni – tentò il suicidio gettandosi da una finestra del secondo piano dello stabile, procurandosi gravi lesioni. Dopo le lesioni riportate Innocenti presenta amnesie, deficit del linguaggio e difficoltà nel ragionamento. È quanto stabilito dai periti incaricati dal gip AlessandroMoneti prima dell’udienza prevista per il 25 marzo, come riportato dal Corriere Fiorentino e La Nazione.
“La condizione — è quanto sostengono lo psichiatra Rolando Paterniti, la neurologa Antonella Notarelli e il medico legale Beatrice Defraia — potrebbe risultare temporanea e suscettibile di miglioramento a seguito di percorso riabilitativo in un centro specializzato per almeno 12 mesi, dopo i quali si ritiene opportuna una rivalutazione dello stato neuropsicologico“.
Pensiero totalmente opposto a quello dei consulenti della famiglia di Eleonora Guidi. “Innocenti ha colpito la povera Eleonora con ben 24 fendenti dimostrativi di inaudita ferocia, per di più in presenza del figlio minore — sostengono al contrario il neurologo Sandro Sorbi, il medico legale Aurelio Bonelli e lo psichiatra Stefano Berrettini — in assenza di alcuna nota patologia neurologica e psichiatrica, siamo di fronte a un soggetto incapace di controllare le sue pulsioni aggressive e, quindi, estremamente pericoloso”, la tesi dei consulenti della vittima.
Innocenti è ora ricoverato all’ospedale di Ponte a Niccheri senza alcuna restrizione e secondo quanto riportato da La Nazione verrà rivalutato tra un anno. “Parla, si muove, gira libero in ospedale ma non lo vogliono processare. È uno scandalo. Qualcuno ci dovrà spiegare se d’ora in poi per salvarsi dall’accusa di femminicidio sia sufficiente fare una sceneggiata buttandosi dal balcone” ha dichiarato Elisabetta, sorella di Eleonora, al Corriere Fiorentino. “Dopo la morte di mia sorella abbiamo preso solo calci. A lui non sono stati neppure sequestrati i beni in favore del bambino, nonostante venga sempre fatto dopo i femminicidi quando c’è di mezzo un minore. E non c’è stata ancora neppure la formalizzazione dell’affidamento. Siamo in un limbo insopportabile”.



