Jazhine Sabani, 42 anni, fornaio. Massacra la moglie col matterello. Condannato a 16 anni di reclusione
Rieti, 26 Febbraio 2013
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Eseguita l’autopsia della macedone uccisa dal marito (Sabinia Tv – 28 febbraio 2013)
E’ stata eseguita ieri l’autopsia sul corpo della 37 enne macedone Shedije Mamedani uccisa a colpi di mattarello dal marito, Jazhine Sabani, connazionale 42enne. L’uomo si trova ora rinchiuso in una cella del carcere di Vazia con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà. Sembra che il movente del folle gesto sia stato la gelosia del marito, come hanno supposto gli inquirenti della questura.
La coppia, di origini macedone, viveva ormai da anni a Rieti , in un abitazione al terzo piano di Via di Mezzo. I vicini descrivono l’uomo per la sua pacatezza e come un gran lavoratore. Una coppia, dicono, “tranquilla, persone ben integrate”. Ma, aggiungono, negli ultimi tempi, le liti erano sempre più frequenti e, come più spesso di quanto si pensi, il culmine è stato raggiunto con l’inesorabile morte di una donna che forse non ne poteva più.
Senza alcun dubbio un delitto feroce nel quale la giovane 37enne ha subito ripetuti e violenti colpi alla testa a tal punto da renderne irriconoscibile il volto. Dopo il raptus omicida l’uomo ha chiamato un parente che, sconvolto, ha immediatamente chiamato il 118 e la polizia. Immediato l’intervento della squadra mobile che, preso atto del fatto, ha portato l’uomo in questura dove ha confessato e descritto la dinamica.

Uccise moglie colpendola con mattarello, confermata in appello la condanna a 16 anni (la Repubblica – 18 febbraio 2015)
L’episodio nel 2012. L’accusa è di omicidio volontario
Con la conferma in appello della condanna a 16 anni di reclusione per omicidio volontario, si è concluso il processo a Ljazim Sabani, il fornaio macedone di 43 anni che nel 2012 uccise a colpi di mattarello la moglie. La sentenza è stata emessa dalla I Corte d’assise d’appello di Roma: i giudici hanno confermato la condanna emessa dal gup di Rieti Francesca Ciranna nell’aprile dello scorso anno. All’uomo era stato riconosciuto un vizio parziale di mente attestato da una perizia psichiatrica.
Sabani, che lavorava come fornaio in un laboratorio di Rieti, secondo l’accusa uccise la moglie Shedjine Mamedani, di 38 anni, all’interno del piccolo appartamento dove vivevano in affitto. Fu lo stesso fornaio macedone ad avvertire la polizia. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo uccise la moglie dopo una lite per futili motivi, colpendola violentemente con un mattarello alla testa e all’addome per sette volte. Secondo quanto si è appreso nel corso del processo, l’uomo ha sempre sostenuto di aver agito per gelosia; tant’è che mentre sferrava i colpi tentò di registrare col telefonico la confessione della moglie.
