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Gian Franco Brignone, 87 anni, operaio in pensione, padre. Spara alla moglie e si uccide

Cameri (Novara), 13 Gennaio 2026


Titoli & Articoli

Novara, spara e uccide la moglie malata. Poi si toglie la vita (la Repubblica – 13 gennaio 2026)
La tragedia in una villetta di Cameri, l’omicida-suicida aveva 88 anni
Un uomo di 87 anni, ha ucciso con un colpo di pistola la moglie di 83 anni,da tempo malata, per poi rivolgere l’arma contro di sé, togliendosi la vita. A dare l’allarme è stato il figlio, che non riusciva a contattarli da ore. È una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri per i due anziani trovati morti a Cameri, in provincia di Novara: quella di un omicidio-suicidio.
La coppia viveva in una villetta di strada Ceppo, una zona residenziale del comune dell’Ovest Ticino. L’arma, una Smith & Wesson, era regolarmente detenuta. L’uomo, Gian Franco Brignone, era infatti un collezionista di armi. La moglie, Maria Teresa Gavinelli, soffriva di demenza senile e non era più autosufficiente. Nessuno si aspettava che l’anziano potesse compiere un gesto così estremo, neanche i figli. Ma, dopo un lungo matrimonio, l’uomo, forse, vedendo la moglie, allontanarsi lentamente dalla vita, ha scelto di porre fine alla vita di entrambi. L’allarme è arrivato in tarda mattinata e sul posto sono accorsi i carabinieri e il medico legale, che ha constatato il decesso delle due persone. Indagini in corso per escludere altre cause.

Due bare, una comunità in lutto: a Cameri l’ultimo saluto a Gian Franco e Maria Teresa (Corriere di Novara – 23 gennaio 2026)
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 gennaio 2026, nella chiesa parrocchiale di Cameri, si sono svolti i funerali di Gian Franco Brignone, 87 anni, e Maria Teresa Gavinelli, 83, la coppia di coniugi vittima della tragedia consumatasi nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 gennaio.
Le due bare sono state sistemate una accanto all’altra davanti all’altare, mentre la chiesa si è riempita di familiari, amici, vicini e cittadini, tutti uniti nel silenzio e nel raccoglimento, unica risposta davanti a un dramma così profondo e indecifrabile. Presente anche il sindaco Giuliano Pacileo, a rappresentare la vicinanza e la partecipazione di un’intera comunità.
Il parroco di Cameri, don Massimo Martinoli, ha guidato la cerimonia esprimendo vicinanza ai parenti: «Oggi cari famigliari entriamo in punta di piedi nel vostro dolore. Mi piacerebbe che percepiste l’abbraccio e la carezza del Signore proprio nel momento di maggiore durezza della vita». E ha poi aggiunto: «Davanti a questo grande lutto e sofferenza lasciamoci trasportare dalla provocazione del Signore perché la vita non è segnata, c’è sempre speranza anche per noi che portiamo un grande peso nel cuore. Aspettiamo il sole nuovo che sorge e che il Signore li accolga nella sua casa e accolga tutto il bene che hanno fatto e cercato di fare nella loro vita».
Cosa era accaduto
I coniugi erano stati trovati senza vita nella loro villa in strada Ceppo. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe sparato alla moglie, malata, con una pistola regolarmente detenuta, per poi togliersi la vita. I corpi erano stati poi scoperti dal figlio Marco, 63 anni, che aveva allertato i carabinieri. La coppia, da tempo in pensione, aveva lavorato nella storica azienda tessile Bossi e viveva con i figli Marco e Stefano, entrambi residenti a Cameri.

 


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