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Gaetano “Nino” Delle Foglie, 60 anni, commerciante ambulante di frutta e verdura, padre. Si invaghisce di un’amica della figlia, che lo denuncia, e la uccide a colpi d’arma da fuoco. Poi si barrica per sei ore nel duomo prima di suicidarsi

Cesena, 31 Maggio 2012


Titoli & Articoli

Cesena: uccide la ex dopo una lite. Poi si suicida nel duomo di Cervia (Corriere della Sera – 31 maggio 2012)
La fuga dopo l’omicidio a Cesena. Poi gli spari in chiesa. Vane le trattative con la polizia. Lei l’aveva denunciato per stalking
Non si ferma la violenza sulle donne. L’uomo, Gaetano Delle Foglie, 60 anni, che ha assassinato a Cesena Sabrina Blotti, originaria di Bari ma residente a Cesena da quattro anni, separata dal marito dallo scorso autunno, si è suicidato con un colpo d’arma da fuoco al petto dopo essersi asserragliato all’interno del duomo di Cervia. I due avevano avuto una breve relazione, poi troncata per volontà della donna.
Tra i due scoppia una lite. «Non mi lasciava parlare. E io ho fatto una cazzata», pare aver detto Delle Foglie. Poi la fuga verso Cervia. L’uomo, anche lui originario di Bari, è stato per ore nella chiesa, appoggiato all’altare con in mano la pistola puntata al petto e al volto. Verso le 18.30 è stata udita la deflagrazione di un colpo di pistola all’interno del duomo. All’interno della chiesa sono entrati i sanitari ma non c’è stato nulla da fare. Da Bari stava giungendo un parente molto stretto, forse il figlio.
VOLEVA USCIRE CON LA PISTOLA IN MANO – Secondo i quotidiani locali, intorno alle 17 sembrava che Delle Foglie fosse intenzionato ad arrendersi ma a condizione di uscire con la pistola in mano. A quel punto la “trattativa” intavolata con i carabinieri è saltata. L’uomo ha alternato momenti di apparente tranquillità ad altri di agitazione. Poi il tragico epilogo. Un colpo secco. Sentito anche dai cronisti e fotografi presenti in piazza XX Settembre, ancora presidiata dalle forze dell’ordine ed interdetta ai passanti.
SULL’ALTARE – Nel duomo, per tentare una mediazione, si trovavano, oltre all’uomo, il procuratore capo di Ravenna, Roberto Mescolini e i sostituti, Roberto Ceroni – pm di turno – e Angela Scorza. Con loro anche i vertici di polizia e i carabinieri di Cesena e Ravenna. Sul posto era arrivato anche il vescovo di Ravenna. I carabinieri sono entrati nella chiesa e, con l’aiuto di uno psichiatra e due esperti arrivati da Bologna, hanno trattato, invano con il killer, che ha chiesto una bottiglia d’acqua e ha ripetuto più volte di non aver avuto intenzione di uccidere la donna. Chi ha visto l’uomo, ha raccontato che era molto scosso tra diversi alti e bassi.

Le forze dell'ordine davanti al duomo di Cervia (Polaris/Venturini)Le forze dell’ordine davanti al duomo di Cervia (Polaris/Venturini)

 

ATTI PERSECUTORI POI GLI SPARI – L’uomo è fuggito a Cervia dopo aver ucciso Sabrina a Cesena. A quanto pare Delle Foglie si era invaghito della donna che non contraccambiava le sue attenzioni. Verso le 8.30 Sabrina si trovava all’interno della propria auto, un fuoristrada della Ford, davanti all’abitazione dove era ospitata da una amica. L’assassino, secondo alcuni testimoni, era il padre (vedovo) della padrona di casa. Tra i due scoppia una breve lite poi lui esplode contro Sabrina tre colpi di pistola. Due muratori, che stavano lavorando in una palazzina di fronte al luogo del delitto, dall’alto hanno assistito alla scena e hanno cercato di fermarlo lanciandogli contro delle tavole di legno per impedirgli la fuga. L’individuo è poi scappato a piedi, è stato visto aggirarsi armato nella zona di San Mauro in Valle, e subito si è scatenata la caccia da parte di polizia e carabinieri. La donna per le gravissime lesioni riportate è morta poco dopo all’ospedale e il corpo è stato riconosciuto dall’ex marito. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due mesi fa la vittima aveva denunciato il presunto assassino per stalking e atti persecutori. La donna lascia una bambina e un altro figlio che al momento della sparatoria erano entrambi a scuola. (di Marta Serafini)

Omicidio Blotti, nei suoi scritti “Nino” rivive la storia con Sabrina (Cesena Today – 1 giugno 2012)
Gaetano delle Foglie ha detto le sue ultime parole al comandante dei carabinieri di Cesena: “Sei una brava persona”. E poi lo sparo. Non c’è stato niente da fare. L’uomo ha lasciato delle note scritte
Lo sparo ha risuonato in tutta la piazza di Cervia. Ha rotto il silenzio colmo di tensione delle 18.30 in cui curiosi e giornalisti si cullavano. Poi le sirene, le sgommate delle auto dei carabinieri da cui sono scesi i militari con le armi strette in pugno pronti a prendere la mira. Poi il portone principale del duomo si apre, escono i carabinieri, si tolgono il giubbotto anti proiettile e entra il 118. E’ tutto finito.
Sei ore e mezza di tensione, di lotta con se stessi per tenere i nervi a bada e per evitare che quell’uomo compia il gesto estremo. Lo ha detto subito che la sua vita era un inferno, che la sua vita era già finita. E che da quella chiesa in cui aveva cercato rifugio non sarebbe uscito con le sue gambe.
Le ultime parole sono state per il comandante dei Carabinieri di Cesena Diego Polio. E’ stato tra i primi a fare irruzione in chiesa. Per sei ore non ha mai lasciato la sua postazione. Era il più vicino all’assassino tutti gli altri a trenta metri di distanza con gli occhi nel mirino. Insieme a lui un mediatore giunto da Bologna.
Gaetano delle Foglie, detto Nino, ha detto le sue ultime parole al militare dell’Arma: “Sei una brava persona”. E poi lo sparo. Non c’è stato niente da fare. L’uomo ha lasciato delle note scritte. La Voce di Romagna ne svela il contenuto. L’uomo ha ripercorso su carta, riga dopo riga, la storia con Sabrina alla quale l’uomo si era aggrappato dopo la scomparsa della moglie due anni fa per un male incurabile. Pensava addirittura alla convivenza, ma a Sabrina, sempre da quanto si legge, bastavano i week end. Non si sa cosa sia scattato nella mente dell’uomo, ma nulla di sensato. Si procura una pistola, una calibro nove, affitta un’auto a Bari e risale lo stivale. Arriva fino all’auto di Sabrina parcheggiata con il motore acceso fuori casa dell’amica, che è anche la figlia del suo carnefice. Poi la gelosia cieca sfocia in un litigio e in due colpi di pistola davanti ai muratori che hanno assistito alla scena. Sempre negli “appunti di viaggio” rivela che l’arma la voleva puntare su di sé per farla sentire in colpa. Ma le cose, come tutti sanno, sono andate in maniera diversa e molto più tragica. (di Alessandro Mazza)


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