Calogero Cortese, 48 anni, commerciante. Uccide con cinque colpi di pistola la moglie e si suicida
Acilia (Latina), 17 Luglio 2020

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Omicidio-suicidio a Fossignano: le vittime sono Calogero Cortese e la moglie Grazia Sicilia. La mamma di lui testimone dei fatti (Studio93 – 17 luglio 2020)
Calogero Cortese e Grazia Sicilia sono i nomi delle vittime della tragedia avvenuta la notte scorsa nelle campagne di Aprilia, nella zona di Fossignano, dove si è consumato un omicidio-suicidio. Tutto è accaduto attorno alle tre all’interno di una villetta di via Chiascio, una piccola traversa di via Le Salzare, davanti agli occhi della madre di lui, un’anziana di 85 anni.
Calogero Cortese, 48 anni, originario di Caltanissetta, al culmine di una violenta lite, ha ucciso la moglie, la 45enne Grazia Sicilia, anche lei originaria della stessa località, con 3 colpi di pistola al torace. Subito dopo l’uomo ha messo in atto il gesto estremo: si è tolto la vita rivolgendo l’arma contro se stesso ed esplodendo un colpo alla testa. Sul posto, dopo che l’anziana ha lanciato l’allarme, attorno alle tre e mezza, sono accorsi i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia – agli ordini del Tenente Colonnello Riccardo Barbera – che, ora, stanno cercando di chiarire i contorni della vicenda.
La pensionata sarebbe l’unica testimone chiave di quanto accaduto. Ai carabinieri ha riferito che stava dormendo quando ha iniziato a sentire i due litigare animatamente; poco dopo i terribili spari. Sul posto, in via Chiascio, questa mattina si è portata anche il Pm Martina Taglione della Procura di Latina, che coordina le indagini, ed il medico legale, la dottoressa Cristina Setacci, che molto probabilmente dovrà eseguire l’autopsia sui corpi delle due vittime. Le salme, al momento, si trovano presso l’obitorio di Latina.
L’arma utilizzata da Calogero Cortese, una revolver calibro 38, era regolarmente detenuta dall’uomo. La coppia, secondo quanto si apprende, non aveva figli, non era in fase di separazione e non erano noti precedenti litigi violenti. Dallo scorso mese di maggio i due da Marino si erano trasferiti ad Aprilia, assieme all’anziana madre di lui. Erano entrambi commercianti ambulanti, vendevano prodotti gastronomici siciliani.
Forse la crisi economica legata al diffondersi del coronavirus, potrebbe essere questo ad aver scosso la tranquillità della vita di coppia di Calogero Cortese e Grazie Sicilia, marito e moglie trovati senza vita in una villetta a Fossignano, alla periferia di Aprilia, due notti fa? Resta l’unico mistero. Ieri pomeriggio è stata effettuata l’autopsia sue due cadaveri e sono emersi nuovi particolari. Calogero al culmine di una lite ha afferrato il suo revolver calibro 38, un’arma detenuta regolarmente, e l’ha scaricato contro la contro la moglie, Grazia Sicilia. L’esame effettuato dal medico legale Cristina Setacci ha infatti consentito di appurare che la donna è stata uccisa da cinque proiettili che l’hanno raggiunta nel lato sinistro del torace. I proiettili l’hanno letteralmente trapassata andandosi a conficcare nel muro della cucina di Fossignano. Cortese ha lasciato l’ultimo colpo per sé. Si è sparato alla tempia nel corridoio che porta all’uscita dell’abitazione dove i carabinieri l’hanno trovato in un lago di sangue.
Il movente? I debiti? L’impossibilità di ripartire con l’attività dopo la fine del lockdown? E’ questo che lo ha destabilizzato? I carabinieri e il pm marina Taglione non ne sono certi. Stanno scavando nella vita dell’uomo. I telefoni sono stati sequestrati ed è stato dato ordine di acquisire anche le cartelle cliniche dell’uomo che in passato aveva avuto un infarto. Si vuole capire se assumesse farmaci per la depressione. Anche perché la situazione economica non pare drammatica. E’ vero il lockdown aveva bloccato l’attività di ambulante, ma i coniugi avevano ripreso a lavorare e tra l’altro la madre versava regolarmente la pensione al figlio. Ecco perché gli inquirenti non sono convinti e continuano a cercare.
Nessuna denuncia. Le uniche cose certe sono che non risultano né denunce per maltrattamenti, né tantomeno accessi al pronto soccorso da parte della donna. Il loro amore, almeno in apparenza procedeva a gonfie vele. Lo sostengono anche alcuni amici, i pochi vicini di via Chiascio dove vive la madre di lui e così raccontano anche i parenti. Ma così si raccontavano anche Calogero e Grazia sui loro profili Facebook. Ecco perché i carabinieri della Compagnia di Aprilia continuano a indagare e a scavare nel passato della coppia per capire cosa ha scatenato la furia omicida del commerciante che si è poi tolto la vita. (di Raffaella Patricelli)

